Rotta su Gaza

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La Global Sumud Flotilla lascia Creta e si dirige verso sud est, con destinazione Gaza.

A Roma falliti i dialoghi tra la portavoce della Flotilla,  Maria Elena Delia e il governo, rimane un semplice tentativo quello del presidente Sergio Mattarella in merito ai rischi su cui incorre la missione di pace della Global Sumud Flotilla. Gli appelli del mondo ecclesiastico con l’intermezzo del patriarcato latino in merito alla consegna sugli aiuti umanitari da scaricare a Cipro e attraverso un corridoio sicuro consegnato alle popolazioni di Gaza, non ha sortito nessun effetto. La missione va avanti, con tutti i rischi annessi e connessi alla natura stessa della missione. L’entourage della Flotilla, ha comunque rimarcato la natura e il continuo della missione pacifica nelle acque antistanti Gaza, controllate dalla marina israeliana. Consegna degli aiuti umanitari nel porto di Gaza e rottura dell’assedio israeliano su Gaza. In sostanza la Flotilla, vorrebbe ribaltare gli esiti del conflitto, attraverso una missione pacifica di aiuti e sostegno alla popolazione di Gaza stremata dal persistere della guerra.

Il ministro degli esteri Antonio Tajani, ha ribadito l’assistenza ai connazionali italiani a bordo delle unità della Flotilla, ma non la sicurezza nelle acque di Gaza.

La fregata multiruolo Alpino assisterà i connazionali italiani a bordo delle unità della Flotilla, sostituendo l’altra fregata Virginio Fasan, con regole di ingaggio che consistono nell’assistenza alla Flotilla, e dei connazionali italiani a bordo delle singole unità. Sul posto ci sarebbe anche la nave della Real Armada di Spagna la Furor con compiti operativi uguali alla nostra nave Alpino, tra l’altro equipaggiata con sistemi anti drone e con elicottero annesso sul ponte. L’Italia  ritiene prioritaria la necessità di garantire assistenza e sicurezza dei connazionali a bordo della Flotilla, “Israele rispetti i  nostri connazionali, ma non possiamo garantire la sicurezza nelle acque antistanti Gaza”, ha spiegato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il confronto tra il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il direttivo Pro-Pal con Maria Elena Delia e i leader del Global Movement for Gaza avviene in una compagnia dell’arma dei Carabinieri, lo stesso Crosetto ribadisce la pericolosità della missione nel momento in cui, di deciderà di forzare un blocco navale imposto dalla marina israeliana, “importante evitare atti che mettano a rischio la vita dei nostri connazionali, in quanto si parla di forzare un blocco attuato da una forza militare, in una zona operazioni piuttosto preoccupante”, ha spiegato Crosetto al termine del confronto. Da parte degli attivisti, l’insistenza di portare avanti la missione, con la Flotta di 46 barche seguita e monitorata da droni ad alta quota, e attaccata precedentemente da altrettanti droni con dispositivi destabilizzanti, come razzi a bassa potenza e razzi di segnalazione per scoraggiare gli attivisti. Tutto questo non ha sortito nessun effetto, se non la ferma e ferrea volontà di continuare la rotta verso Gaza, anche con condizioni meteo difficili.

In Italia, la spedizione pacifica su Gaza diventa oggetto di scontri politici, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle avanzano senza remore sulla causa Pro-Palestina, contro la maggioranza coesa nel ribadire che la missione stessa potrebbe diventare rischiosa se sfugge al controllo.

Le forze di maggioranza si scontrano con l’opposizione in nome di quelle politicizzazione dell’affare Gaza e della missione stessa della Flotilla, di fronte al grido della segretaria dem Elly Schlein, “la Meloni riferisca in aula”. La volontà da parte delle forze di centro sinistra, di interrompere l’assedio su Gaza e ribadire che Israele ha messo in atto un intenso programma di pulizia etnica nella Striscia di Gaza. Dalla maggioranza, l’idea ribadita e marcata sulle manovre delle opposizioni ree di aver cavalcato l’onda della causa palestinese, per attaccare il governo. Eppure, l’Italia al tavolo internazionale propone la soluzione a due stati, e non solo, ha inviato in passato la nave della marina Vulcano in assistenza alla popolazione di Gaza, stremata dalla guerra. Inoltre, propone la ferma volontà dell’invio di aiuti per la popolazione palestinese attraverso oi normali canali diplomatici, senza nessuna iniziativa arbitraria che possa creare eventuali incidenti diplomatici. 
La maggioranza rimane favorevole alla smilitarizzazione di Hamas, alla consegna degli ostaggi e alla soluzione pacifica a due stati, senza condizionamenti, con la fine della guerra e di un immediato cessate il fuoco. Le forze di minoranza continuano nella loro volontà e campagna di sensibilizzazione con il motto, “scendiamo in piazza”, ancora una volta per ribadire il disappunto contro Israele. Dal canto suo, attraverso i canali internazionali per Benjamin Netanyahu la Flotilla ha lo scopo di sensibilizzare la campagna Pro-Hamas, e mentre la IDF, continua a martellare Gaza e Nuseirat, con l’artiglieria pesante, la comunità internazionale riconosce lo stato di Palestina, ma non ordina attraverso i canali diplomatici il cessate il fuoco, per evitare altri inutili spargimenti di sangue. 
Sarà la Global Sumud Flotilla a imporre il cessate il fuoco?

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