Prossimi alla ‘fase finale’ della guerra a Gaza per Trump, che oggi incontrerà Netanyahu.
In un’intervista rilasciata ieri ad Axios, il presidente statunitense ha manifestato tutto il suo entusiasmo per un accordo, proposto dagli Stati Uniti, che porrebbe la parola fine alla guerra di Gaza.
Una notizia confermata, sia pure con cautela, da Netanyahu, ma non da Hamas che sabato scorso ha dichiarato di non aver ricevuto nessuna proposta ufficiale dalla Casa Bianca. Ma, probabilmente su intercessione del Qatar, Hamas ha poi espresso la propria disponibilità ad accettare il piano di pace di Trump, come riportato dall’editoriale Jerusalem Post
Le dichiarazioni di Trump
Sempre ad Axios The Donald ha evidenziato l’entità degli sforzi compiuti dalla sua amministrazione per il raggiungimento di questo obiettivo, ma ha anche sottolineato il contributo prezioso dato dai Paesi Arabi
“Tutti si sono uniti per raggiungere un accordo- ha poi detto il Tycoon ai microfoni di Axios- ma dobbiamo ancora realizzarlo”
“Il mondo arabo vuole la pace, Israele vuole la pace e Bibi vuole la pace”, ha quindi concluso in maniera roboante. Resta comunque da vedere quale sarà l’esito del tanto atteso colloquio fra Trump e Bibi, che avrà luogo oggi

Foto da Pixabay
Una manciata di ore, dunque, che ci separano da un incontro che potrebbe decidere le sorti di un popolo falcidiato da un efferato conflitto. A Gaza, fino a questo momento sarebbero oltre 66.000 le vittime dei raid israeliani, tra esse migliaia i bambini.
Netanyahu, ultimo atto?
Sempre più isolato, sempre più contestato, non solo a livello internazionale, ma anche all’interno di Israele, Netanyahu, dopo il discorso show all’Onu, sembra ora giunto a più miti consigli.
Le sue dichiarazioni, rilasciate nel corso del programma The Sunday Briefing” di Fox News Sunday., lasciano infatti intravedere uno spiraglio di luce in un orizzonte che, fino a questo momento, appariva plumbeo.
Alle domande, poste dal giornalista dell’emittente in merito alla proposta di un accordo di pace per Gaza, ha infatti risposto:” Non è ancora stato finalizzato, ma stiamo lavorando con il team del presidente Trump, proprio mentre parliamo, e spero che potremo… potremo provarci”.
Una dichiarazione che ha un suo peso da parte di un leader che, solo pochi giorni fa all’Onu, mostrando mappe e piantine, in pieno delirio biblico, asseriva di voler liberare il Medio Oriente dal Male
Gli attuali rapporti tra Bibi e Donald
Che i rapporti tra i due super alleati si siano incrinati, specie dopo l’attacco israeliano al quartier generale della leadership di Hamas a Doha, in Qatar, appare evidente. Lo dimostra anche il cambiamento di rotta di Trump, un tempo acceso sostenitore di Bibi, da lui considerato eroe di guerra.
E, venendo meno l’appoggio incondizionato degli States, Netanyahu dovrebbe sostenere una guerra su più fronti senza poter contare sull’appoggio dei Paesi occidentali, e non solo.
Condannato dalla Corte Internazionale per crimini di guerra, costretto ad affrontare un processo per corruzione in Israele, quest’uomo sembra ormai messo alle corde.
I 21 punti del piano di pace per Gaza di Trump
Il piano prevede il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani, da parte di Hamas, entro 48 ore dal cessate il fuoco, che dovrebbe essere permanente.
Inoltre Israele dovrebbe garantire il ritiro graduale di tutte le sue forze militari dalla Striscia, nonché il rilascio di tutti i palestinesi detenuti nelle sue carceri dal fatidico 7 ottobre di due anni fa, ma anche di quelli condannati all’ergastolo.
Lo Stato ebraico dovrebbe altresì impegnarsi a non annettere la Cisgiordania e a non attaccare più il Qatar
Ma il punto fondamentale è la costituzione di un governo palestinese a Gaza che non sia affiliato ad Hamas. Quest’ultimo dovrebbe abbandonare la Striscia, salvo coloro i quali intendano rinnegare ogni forma di violenza.
Insomma un futuro atteso da anni dal popolo palestinese, vittima della violenza di Hamas, ma anche dell’espansionismo israeliano.















