Alle 2,26 di questa mattina la Flotilla è entrata nella zona ad alto rischio, accompagnata da droni e da navi non identificate che si sono accostate a luci spente
Tensione alle stelle per le sorti della Sumud Flotilla, ormai in acque dominate dal blocco navale israeliano.
Si teme per la reazione di Israele che, nei giorni scorsi, ha reso pubblico il sospetto di un legame di alcuni partecipanti a questa mission impossibile con Hamas.
Verso Gaza
Monitorate di continuo da droni le 46 imbarcazioni della Flotilla, sono riuscite a comunicare di aver allertato i propri protocolli di sicurezza, in previsione di una possibile intercettazione. E cercano di tenersi in contatto di continuo con un’Italia che trepida per le loro sorti.
Nell’ultimo comunicato, delle 6,04, hanno infatti fatto sapere di essere a meno di 145 miglia da Gaza. Proprio nell’area in cui le precedenti flottiglie sono state intercettato o attaccate . Ma hanno manifestato anche la loro ferrea determinazione nel voler continuare la navigazione verso la Striscia, malgrado le’tattiche intimidatorie di Israele’
Eventuali reazioni di Israele
Malgrado le promesse fatte ai nostri diplomatici, si teme per l’incolumità dei partecipanti. Secondo i media israeliani Kan e Channel 12, come riportato da Rainews, Israele non potrà accettare il tentativo della Flotilla di violare il proprio blocco navale, imposto alla Striscia dal 2009.
Sempre i media israeliani ipotizzano che sarà la Marina, unitamente agli incursori della 13esima flottiglia ad intercettare le navi degli attivisti. Quanto ad essi si ipotizza che possano essere trasferiti in un primo momento al porto di Ashdod, poi nella prigione di Ketziot.
Una notizia di certo non rassicurante che aumenta l’ansia di tutti i paesi che hanno visto salpare i propri eroi per una missione di alto profilo umanitario, non disgiunto da un intento politico.
Ma la cosa più temibile è un eventuale processo in carcere nei confronti degli attivisti che non accettino di essere espulsi
Il governo italiano e gli appelli alla Flotilla
Molteplici le sollecitazioni del nostro Governo, rivolte ai nostri connazionali coinvolti nella missione( tra essi diversi parlamentari della sinistra), a che desistessero da una tale impresa, così ad alto rischio, ma la posizione dei partecipanti non è mutata.
Un atto eroico? Per alcuni, sì. Per altri decisamente no.
Toni da buon padre di famiglia, come quelli del Ministro Crosetto e del nostro presidente, Mattarella, si sono alternati a invettive, come quelle della nostra premier che li ha definiti irresponsabili e probabile causa del fallimento del piano di pace di Trump.
Molte le polemiche e le congetture sui reali intenti dei partecipanti, specie dei parlamentari coinvolti, Malati di protagonismo, individui a caccia di popolarità, irresponsabili che rischiano di minare i rapporti con Israele! Ma resta il fatto che questi irresponsabili vanno incontro ad un rischio notevole
Per il momento giunge la notizia che in diverse imbarcazioni sono state bloccate le comunicazioni, ma si spera, nelle ore successive, di poter avere altre notizie, mentre la navigazione prosegue















