A novembre ci sarà il pagamento all’Italia della ottava rata del Pnrr

Economia & Finanza

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Va spedito il Pnrr italiano, dopo la revisione del piano decisa dalla cabina di regia della settimana scorsa, svolta alla presenza della presidente del consiglio, Giorgia Meloni. E come ha detto anche alla Camera, due giorni fa,  Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, la revisione permetterà di concludere i lavori nel tempo prestabilito, non rinunciando ad un solo euro di quelli previsti. La proposta di revisione del PNRR ha un valore complessivo di 14 miliardi di euro, pari al 7% del Piano. Si tratta di un adeguamento necessario, tenuto conto che il Piano era stato concepito in un contesto politico ed economico del tutto diverso e che continua a modificarsi.  La leva principale di questa nuova correzione in corsa, l’ultima, sarà rappresentata dalle facility, i veicoli finanziari gestiti da soggetti come Cdp o Invitalia che permettono di superare le scadenze di metà 2026 senza perdere risorse e che dovrebbero raccogliere in tutto altri 10 miliardi (oltre agli 8,5 miliardi già governati per questa via), per far viaggiare i fondi dei progetti più in affanno.

“Ho ragione di ritenere, dalle interlocuzioni che ci sono state con la Commissione europea e segnatamente in primo luogo con la task force che segue il Pnrr per la commissione, che entro il mese di novembre anche l’ottava rata sarà liquidata». Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, alla Camera. Foti ha ricordato che «quanto alle risorse erogate attualmente ne sono state erogate in ragione degli obiettivi raggiunti pari a 140 miliardi di euro che rappresentano il 72% della dotazione del piano».

Il ministro ha anche detto che nella revisione non verranno toccati progetti legati alla cultura, istruzione e  sanita. «Nella riproposizione di questa riformulazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha assicurato Foti – non c’è alcuna tendenza a finanziare spese per la Difesa». Quanto alla Coesione, ha aggiunto, «le cinque ipotesi avanzate da parte della Commissione, sono ipotesi che vengono sottoposte alla facoltà dei soggetti interessati. Per quanto riguarda le Regioni non posso dirle se ci sarà una regione che intende o meno avvalersi di questa facoltà, posso dire sicuramente che noi, delle cinque ipotesi ne caldeggiamo tre: una relativa al housing sociale, una relativa alle infrastrutture idriche e la terza relativa all’innovazione tecnologica. La quarta voce, che riguarda la Difesa, e una quinta che riguarda un potenziamento delle rinnovabili, con tutto quello che abbiamo già in campo nella Coesione, non le caldeggiamo anche perché se le regioni hanno già deciso quali sono i loro target non vedo perché dovremmo lederne l’autonomia» ha concluso. Tutto questo per confermare che il nostro paese continua ad essere il primo in Europa in quanto ad avanzamento del piano di resilienza e resistenza, e molto probabilmente il primato sarà mantenuto fino alla scadenza dello stesso, prevista ad agosto 2026.

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