«Forse per la prima volta, dopo due anni di un conflitto drammatico e immani sofferenze, si intravede oggi un concreto spiraglio di pace. Certo, non è il caso di nutrire illusioni premature». Il vicepremier e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani è intervenuto questa mattina in aula alla Camera per le comunicazioni sulla crisi di Gaza. Presenti in aula anche altri ministri. Nel pomeriggio è stata la volta dell’intervento in Senato.
La Camera ha approvato con 182 voti a favore, 101 astenuti e nessun voto contrario la risoluzione di maggioranza e Azione per sostenere “l’iniziativa di pace messa in campo dagli Usa” per Gaza. Respinto Il testo di Pd, M5s e Avs che non hanno accettato la riformulazione del governo. Approvata invece la mozione di Italia Viva, col parere favorevole del governo: 105 astenuti, favorevoli 181. Tra gli astenuti ci sono Azione, Pd, Avs e M5s, anche se tra i dem in quattro si sono espressi a favore: Guerini, Madia, Quartapelle e Merola.
“La maggioranza voterà la risoluzione di Italia viva, i renziani ricambieranno il favore“, avevano lasciato trapelare da Italia viva poco prima delle comunicazioni in Aula del ministro Antonio Tajani. Una corrispondenza (confermata poco dopo) che rischiava di dividere l’opposizione, imbarazzando il Pd – in particolare la quota dei riformisti dem che infatti hanno votato diversamente dal resto del partito.
Come era prevedibile ancora una volta i dem si spaccano su una mozione relativa alla politica estera. Come era accaduto già in parlamento sul riarmo, cosi come a Strasburgo a luglio. Quattro esponenti dem Guerini, Madia, Quartapelle e Merola. tutti appartenenti alla base riformista, corrente che da tempo contesta la linea giudicata troppo estremista della segretaria, hanno votato a favore della risoluzione della maggioranza. La risoluzione ha ricevuto anche il si da parte di + Europa di Riccardo Magi, da sempre assai critico con l’operato del governo in politica estera. Ennesimo segno tangibile, che la situazione drammatica sta ponendo un solco tra chi, pur tra le differenze politiche fa prevalere la responsabilità e chi come Conte, Fratoianni, Bonelli e la Schlein sembrano invece proseguire sulla loro linea iper oltranzista. Linea che come visto anche alle ultime elezioni nelle Marche sembra non pagare affatto nemmeno in termini di consenso.















