“Siamo a un punto di svolta: oggi si apre una nuova fase per l’industria europea. Italia e Germania si presentano unite per chiedere alla Commissione un cambio di rotta sull’automotive, subito. Con responsabilità, pragmatismo e visione”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, commentando la lettera congiunta inviata dal MIMIT e dal Ministero dell’Economia tedesco (BMWK) alla Commissione Ue, a sostegno di una visione condivisa per il futuro dell’industria automobilistica europea. Continua insomma il lavoro incessante del ministro Urso per modificare le assurde leggi previste dal Green deal della passata legislatura, come quella che impone il divieto di vendita di motori termici dal 2035.
L’iniziativa, sottoscritta da Urso insieme al ministro Katherina Reiche, fa seguito a un intenso confronto bilaterale avviato a giugno con un primo allineamento sul tema della decarbonizzazione delle flotte aziendali e, successivamente, con la definizione – a livello interministeriale – di una posizione condivisa in vista del dialogo strategico Ue sull’auto, che proprio l’iniziativa italiana ha finalmente attivato con il ‘non paper’ presentato un anno fa. Il documento propone principalmente una revisione degli obiettivi di decarbonizzazione al 2035 basata sul mantenimento in vita dei motori termici, da alimentare con e-fuel e biocarburanti. Stando a questa visione, il domani della mobilità dovrebbe essere non solo elettrico, ma anche a combustione.
‘Finalmente qualcosa si muove in Europa sul fronte dell’automotive. La lettera inviata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dalla ministra tedesca dell’Economia, Katherina Reiche, rappresenta un primo passo concreto e necessario per salvare l’industria automobilistica europea, oggi schiacciata da regole ideologiche e da una concorrenza globale sempre piu’ aggressiva. Apprezziamo il coraggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per avere affrontato questo problema e portato a Bruxelles le nostre istanze’. Ha dichiarato il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando l’iniziativa congiunta tra Roma e Berlino di chiedere alla Commissione europea una revisione pragmatica del percorso di transizione industriale. ‘Da anni denunciamo l’impatto devastante di un Green Deal costruito a tavolino senza tener conto delle reali condizioni economiche del continente. Ora, finalmente, due grandi Paesi industriali si presentano uniti per chiedere una transizione che sia davvero sostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche sociale ed economico. Nel 2024 la produzione automobilistica europea ha registrato un calo del 6,2%, con oltre 88.000 posti di lavoro persi tra stabilimenti e fornitori. In questo contesto l’Italia e la Germania fanno bene a chiedere una revisione del modello: servono incentivi mirati, ricerca, infrastrutture e un piano realistico di riconversione produttiva. Se non si interviene subito, rischiamo di perdere un intero settore, con effetti devastanti sul Pil e sull’occupazione’, ha aggiunto infine Ruvolo.
“Ancora una volta, il dibattito europeo si è finalmente aperto grazie alla determinazione del governo italiano, che ha riportato al centro dell’agenda le esigenze concrete della nostra industria. Ora è il momento delle decisioni: mentre Bruxelles discute, la concorrenza globale corre. Non possiamo permetterci di restare fermi. L’Europa deve agire, e deve farlo subito”, ha concluso il ministro Urso.














