Dalla Croce Rossa la notizia tanto attesa, liberati i primi 7 ostaggi israeliani. Alle 9 il prossimo rilascio. Esplode l’entusiasmo a Tel Aviv
Nel giorno più atteso, intorno alle 7,00 di questa mattina, Hamas tiene fede a quanto stabilito nella prima fase di un accordo di pace che lascia ancora tanti dubbi e incertezze.
Liberati i primi 7 ostaggi israeliani, nelle mani di Hamas da quel 7 ottobre del 2023 che ha seminato morte e distruzione.
Ecco i loro nomi: i gemelli Gali e Ziv Berman, Matan Angrest, Alon Ohel, Omri Miran, Eitan Mor e Guy Gilboa-Dallal.
Un copione diverso
Quando, poco prima delle 7,00, le auto di Hamas sono arrivate sul luogo deputato per il rilascio degli ostaggi israeliani, l’ansia per la lunga attesa si è trasformata in un momento di incredibile entusiasmo.
Nessuna coreografia di dubbio gusto, nessuna celebrazione trionfalistica di Hamas ha accompagnato il momento del rilascio. Solo uomini incappucciati, schierati su una spianata, assolutamente spoglia di striscioni o bandiere.
Uno scenario completamente diverso, dunque, ma forse ancor più drammaticamente intenso.
Dalle auto sono scesi i primi ostaggi, subito accolti dalla Croce Rossa. Magri, spauriti, increduli.
Una tragedia che ha seminato migliaia di vittime
Una scena terribile, emotivamente molto intensa che è stata vissuta , attimo per attimo anche nella piazza degli ostaggi, a Tel Aviv, dove la lunga attesa di questi due drammatici anni, si è trasformata in una commozione liberatoria.
In uno scenario di assoluta distruzione, tra le macerie della vita e dei ricordi di Gaza e dei suoi abitanti, si è accesa una scintilla di speranza di pace.
La guerra è finita!
Quando ieri sera, sul suo aereo in volo verso Israele, Trump ha dichiarato ai giornalisti la fine della guerra, una certa perplessità ha fatto eco alle sue parole.
Indubbiamente il traguardo raggiunto dal tycoon, grazie alla sua mediazione, è ragguardevole, ma sono ancora molti i punti di disaccordo tra Israele ed Hamas. Punti che potrebbero minare il percorso per il raggiungimento di quella pace cui tutto il mondo anela.
Che Trump, in questo momento all’apice della sua popolarità, sia facile agli entusiasmi ci è ben noto. Come dimenticare infatti il suo entusiasmo all’indomani dell’incontro con Putin ad Anchorage?
Ma il magico Donald assapora intanto l’ebbrezza del trionfo., mentre striscioni di ringraziamento sventolano a Tel Aviv e Netanyahu, tra riconoscimenti vari, si appresta a riceverlo in pompa magna.
Una tregua che evoca amari ricordi.
Impossibile dimenticare, impossibile cancellare le immagini che hanno sconvolto il mondo intero in questi due anni di guerra. Una guerra che ha distrutto le vite di 67.000 palestinesi. Una guerra in cui la crudeltà umana si è espressa in tutta la sua efferatezza.
Conclusioni
Sempre in mattinata, intorno alle 9,00, altri 13 ostaggi israeliani sopravvissuti dovrebbero essere rilasciati, mentre ancora è incerta la consegna degli altri 28 ( 26 morti e due sulla cui sorte non si hanno notizie)
Intanto si attende il rilascio, da parte di Israele, di circa 2000 detenuti e condannati palestinesi.
Indubbiamente, un primo passo verso quel domani che tutti attendono da anni.
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:














