Dario Patruno
Il 24 settembre 2025 Papa Leone ha formulato ai presenti all’udienza generale del mercoledì questo invito:
Il mese di ottobre, ormai vicino, nella Chiesa è particolarmente dedicato al Santo rosario. Perciò invito tutti, ogni giorno del prossimo mese, a pregare il Rosario per la pace, personalmente, in famiglia e in comunità.
Questo invito è stato recepito nelle forme più svariate nel mondo ma la semplicità di un gesto in particolare e di un luogo val la pena citarlo come forma creativa di “essere insieme nel mio nome”.
Mi riferisco al fatto che sta accadendo in alcune zone d’Italia dove piccoli gruppetti pregano il Rosario. Straordinario nel nascondimento., fuori dal clamore mediatico, alcuni fedeli recitano il Rosario nei condominii e so per certo da una testimone che questo “evento” accade ogni giorno in un condominio nel centro di Gallarate, comune dell’Arcidiocesi di Milano in provincia di Varese.
Ma cos’è il Rosario e quando nacque? Leggiamo dal sito https://sovvenire.chiesacattolica.it/cpt_riv_sovv/la-storia-del-rosario-vincolo-tra-cielo-e-terra/
La parola significa ‘corona di rose’. Deriva dall’uso nel Medioevo di ornare le statue della Vergine con ghirlande fiorite, e quell’origine traspare anche nell’italiano ‘dire la corona’ o nel francese ‘chapelet’ (rosario) che rimanda al copricapo (chapeau) floreale. Dunque una preghiera di origine popolare. Secondo alcuni storici influì anche l’uso orientale di pregare con la corda di nodi o grani, nota ai Padri del deserto (II-IV secolo) e nel VII secolo arrivata in Francia alla corte dei re merovingi…..
Da devozione a preghiera della Chiesa universale
Padre Alain nel 1470 fondò la prima ‘Confraternita del salterio della Vergine’ a Douai, in Francia, per diffondere ovunque la contemplazione dei misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi. D’altronde nel suo ordine religioso, i domenicani, l’origine del rosario era attribuita al fondatore san Domenico di Guzman (morto nel 1221), che l’aveva ricevuto in dono dalla stessa Vergine per convertire senza violenza gli eretici. Nel 1917 a Fatima la Madre di Dio si presentò dicendo: “Sono la Madonna del Rosario” esortando a pregarlo ogni giorno “per far cessare la guerra, per il perdono dei peccati e per cambiare vita”.
Il dono di Maria
Il rosario per secoli fu la preghiera dei fedeli più semplici, con la corona in tasca anche nel duro lavoro nei campi: se l’Angelus (all’alba, a mezzodì e al tramonto) scandiva la giornata, la sera nelle case ci si riuniva per il rosario. Non se ne separavano anche molti santi. Non c’è preghiera più gradita a Dio.
Quelle parole ripetute e mai uguali, fonte viva di fiducia
La “dolce catena che ci lega a Dio” per il beato Bartolo Longo, prossimo Santo il 19 ottobre, fondatore nel 1891 del santuario della Madonna del Rosario di Pompei, con la sua ripetitività ci immerge nell’abbandono più fiducioso a Dio. Anche nell’angoscia, unirci a Maria e alla Chiesa ci fa tenere gli occhi fissi su Gesù, in un nuovo dinamismo di fede. Non ripetiamo mai le parole allo stesso modo, la formula diventa preghiera spontanea, come per Cristo sulla croce il salmo 21 (Mio Dio, perché mi hai abbandonato), ricevendo dal Padre la vita.
La preghiera del rosario è attualmente composta da 15/20 “misteri” (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria, raggruppati in “corone”. Ogni corona comprende la meditazione di cinque misteri e la recita di cinquanta Ave Maria divise a gruppi di dieci (decine o “poste”).
Dal 2002, con l’aggiunta facoltativa dei cinque “misteri luminosi”, si contano venti “poste” per complessive duecento Avemarie. Il conto si tiene facendo scorrere tra le dita i grani della “corona del Rosario” o “rosario”, scritto con l’iniziale minuscola allo scopo di distinguere l’oggetto dalla preghiera. Si recita nella lingua corrente o in lingua latina.
Credo che la guerra tra Israele e Palestina stia andando verso una concreta prospettiva di pace grazie alle preghiere nel mondo, grazie all’arma del Rosario recitato in questi giorni da milioni di persone, tutte conosciute da Dio. Non è dimostrabile scientificamente che sia stata l’arma della preghiera ma i benefici sono imperscrutabili agli uomini ma non a Dio. La fede illumina la ragione.
Se non credete, non comprenderete
Il secondo capitolo della Lumen Fidei, prima enciclica di papa Francesco del 29 giugno 2013, mette a tema il rapporto tra fede e verità, amore e ragione: il Pontefice sostiene non esserci contrapposizione tra fede e ragione, ma reciproco arricchimento. La fede illumina la ragione.
A questo proposito i cittadini del condominio di Gallarate in cui si recita il Rosario sono veri artigiani di pace e questa preghiera nascosta è stata efficace in maniera sensibile e significativa al processo di pace in atto.
“Una pace disarmante e disarmata.”
“Una pace giusta, rispettosa e duratura” ha esortato all’Angelus Papa Leone XIV, domenica 12 ottobre.
Dio è presente e cerca di incontrare l’uomo, sempre, anche se questo lo ignora e il compito di un giornalista “vero” come indicava papa Francesco il 25 gennaio, è instillare il dubbio che la pace si realizzi grazie alle innumerevoli preghiere che hanno accompagnato e illuminato i potenti in questa missione impossibile. Io ci credo e tu?














