MILANO – Per 5 giovani italiani su 10 prendere la patente non significa automaticamente sentirsi pronti a guidare. Secondo un sondaggio realizzato da BRUM in collaborazione con ScuolaZoo che ha coinvolto oltre 2.600 neopatentati della propria community, la metà di loro ha dichiarato di provare ansia e stress quando si mette al volante.
Un risultato che evidenzia come, anche dopo aver superato l’esame di guida, la vera sfida sia quella emotiva: le prime esperienze al volante in completa autonomia, l’assenza di un istruttore o di un accompagnatore esperto a fianco, e la piena responsabilità di condurre un’auto in un ambiente dinamico e spesso imprevedibile, possono scatenare un’ondata di insicurezza e paura. Affrontare il traffico congestionato delle ore di punta, destreggiarsi tra manovre complesse come i parcheggi in spazi ristretti o i cambi di corsia rapidi, e gestire situazioni impreviste come improvvisi rallentamenti, rappresentano ostacoli che vanno oltre la semplice padronanza delle regole del codice della strada. “Non basta insegnare a guidare: bisogna insegnare a sentirsi pronti”, dichiara Nicolò Martino, Head of Autoscuola di BRUM. “È un percorso di crescita personale. Molti ragazzi arrivano all’esame preparati sulla carta, ma insicuri nella pratica. Noi vogliamo aiutarli a superare quella paura, perché una guida più consapevole è anche una guida più sicura. Lo facciamo con un approccio super interattivo, basato sull’empatia e su una tecnologia all’avanguardia”.
BRUM sta riscrivendo le regole dell’autoscuola tradizionale, con un modello che unisce tecnologia, confronto e formazione continua. Il risultato? In meno di due anni la startup ha già formato migliaia di studenti e costruito una community che mette al centro fiducia, rispetto e sicurezza. Alla base del metodo BRUM c’è una tecnologia che accompagna studenti e istruttori passo dopo passo: attraverso l’app di BRUM gli studenti possono esercitarsi con quiz interattivi e simulazioni ufficiali della Motorizzazione, accedere a contenuti multimediali sulle manovre e gli scenari reali di guida, monitorare i propri progressi e ricevere feedback personalizzati dagli istruttori. Gli istruttori, a loro volta, possono seguire in tempo reale l’andamento di ogni studente, lasciare note, commenti e suggerimenti, creando così un percorso personalizzato e costruttivo. “Quando uno studente si sente seguito, capito e preparato, affronta la guida in maniera diversa. Un istruttore empatico e un contesto sereno possono fare davvero la differenza”, ha spiegato Martino.
“L’ansia espressa dai neopatentati attraverso il sondaggio ci ricorda che la fiducia è parte della sicurezza. Noi vogliamo che ogni studente e studentessa, quando prende la patente, si senta davvero in grado di affrontare la strada. È per questo che stiamo lavorando a una riforma complessiva della formazione alla guida”, ha spiegato Luca Cozzarini, co-founder e CEO di BRUM.














