Italia promossa in serie A

Economia & Finanza

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Proprio nel giorno della presentazione della manovra di bilancio 2026, arriva per il governo la notizia della nuova promozione del debito da parte di una agenzi di rating. Dopo la promozione di qualche settimana fa di Fitch, ecco arrivare ora quella di  Dbrs Morningstar. E che promozione, il nostro paese finalmente dopo anni può tornare nella serie A nella classifica dei debiti sovrani. Quest’ultima ha infatti comunicato di aver alzato a A (low) dal precedente BBB (high) la sua valutazione sull’affidabilità creditizia del BelPaese. La prospettiva (trend) sul rating di lungo termine è stata cambiata a “stabile” da “positiva”, aggiunge l’agenzia con un comunicato.

A strettissimo giro è arrivato il commento soddisfatto del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in questi giorni impegnato in un tour de force: ieri è dovuto rientrare in tutta fretta da Washington, dove stava partecipando alle assemblee autunnali di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, dopo il vertice del maggioranza che ha spianato la strada all’accordo sulla manovra. Questa è stata varata oggi dal Consiglio dei ministri, seguito da una conferenza stampa con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e i due vice premier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. “Frutto del lavoro costante di questi tre anni di governo, l’Italia torna in serie A con grande orgoglio”, ha commentato Giorgetti.

L’upgrade del rating, annunciato il 17 ottobre, riflette il miglioramento delle condizioni economiche italiane, con particolare attenzione alla riduzione delle vulnerabilità nel settore bancario e al risanamento dei conti pubblici. Per Dbrs l’attuale governo “si sta dimostrando stabile e credibile”, e l’Italia sta avendo un “periodo di stabilità politica che garantisce maggiore credibilità nelle sue politiche di bilancio“.

Inoltre, il giudizio dell’agenzia di rating è dovuto alla “riduzione cumulata delle vulnerabilità nel settore bancario” e “al miglioramento nel settore esterno che hanno portato a un’economia più resiliente”, mentre “il risanamento dei conti pubblici proseguirà e consentirà almeno a stabilizzare la dinamica del debito pubblico nel medio termine”.

Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti sottolinea: “I mercati internazionali, gli analisti e gli investitori riconoscono un’Italia solida nei conti, concreta nelle scelte e determinata nelle riforme. Mentre la sinistra si ostina a profetizzare catastrofi”. E’ l’ennesima conferma “di un Paese un leader credibile a livello nazionale. E affidabile sul piano internazionale”, dichiara il senatore Filippo Melchiorre, vicepresidente della commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama.

Tutto questo accade all’indomani di una altra ” promozione ” dei nostri cont pubblici, questa volta dal Fondo monetario Internazionale che per bocca del suo direttore del dipeartimento europeo Alfred Kammer ha detto “Abbiamo notato la sovra-performance notevole dell’Italia sul deficit lo scorso anno, secondo i dati anche quest’anno sarà migliore delle attese, è fantastico”. Ha detto queste parole riferendosi a una stima del Fmi di un deficit/Pil del 3,3% per il 2025. “Secondo le autorità italiane sarà del 3%, una volta aggiornate le nostre stime ci rifletteremo”, ha aggiunto Kammer.

Lo stesso Kammer non aveva avito certo parole altrettanto tenere con il resto d’Europa, avvertendo del fatto che il debito pubblico rischia di esplodere nei prossimi 15 anni. Il Fondo ha avvertito l’Europa che sta entrando in una fase di crescita mediocre, con rischi strutturali che potrebbero portare l’indebitamento medio al 155% del Pil, se non verranno adottate riforme “coraggiose”. E’ davvero singolare come questo governo sia riuscito in soli tre anni a ribaltare del tutto una situazione, che ci vedeva da decenni come l’anello debole dlla Unione, mentre ora siamo indicato a modello, in quanto a tenuta dei conti pubblici.

 

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