Il vero volto di Hamas.

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A nove giorni di distanza, dal cessate il fuoco, Hamas procede con processi di epurazione e violenze all’interno della Striscia contro i civili.

Per Donald Trump, si tratta di un processo che minerebbe seriamente quanto è stato fatto il 10 ottobre scorso, raggiungendo il cessate il fuoco. Le operazioni violente, contro alcuni civili, rei di aver collaborato con Israele, si stanno intensificando a tal punto, che secondo i garantisti d’oltreoceano, sarebbe una violazione del cessate il fuoco. 
In questo week end, la Croce Rossa ha ricevuto i resti di altri ostaggi, mentre altri due, sono stati consegnati in Israele.  Hamas fa sapere che ci sono difficoltà a scavare tra le macerie, estrarre i corpi e identificarli, il tutto relativo alla chiusura del valico di Rafah, punto importante e strategico da dove passano aiuti e materiali per la popolazione di Gaza e gli strumenti per la ricerca e l’identificazione. Rafah deve rimanere aperto e non può essere chiuso, questo comporterebbe enormi difficoltà per Hamas riuscire a consegnare i corpi degli ostaggi. 
Nel frattempo le milizie annunciano un attacco imminente, ancora contro i civili collaborazionisti, innescando le ire di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu, quest’ultimo, l’uomo che più di tutti vuole che Hamas deponga le armi.

Israele continua con le sue richieste del premier Banjami Netanyahu: Guerra finirà, quando verrà smilitarizzata la Striscia di Gaza e Hamas consegnerà le armi.

Un monito lanciato da Benjamin Netanyahu ai palestinesi e alla comunità mondiale. “La guerra”, secondo Benjamin Netanyahu, “finirà quando la Striscia di Gaza verrà smilitarizzata, e Hamas deporrà le armi. Questo può avvenire i due modi; pacificamente, oppure, con i metodi più duri. Ma, Hamas dovrà capitolare”. Così il premiere israeliano ai microfoni della CNN, mentre dall’altro lato Europa e USA, si godono il cessate il fuoco, Netanyahu annuncia la sua candidatura per le elezioni nazionali del 2026. Il Likud partito di destra in Israele ricandiderà Benjamin Netanyahu per le prossime elezioni, senza flettere di un millimetro il percorso fatto fino a ora?

Dall’Autorità Nazionale Palestinese arrivano i primi commenti a caldo sulla politica palestinese, da parte della Ministra degli esteri  Varsen Aghabekian.

ANP si dichiara pronta a governare lo stato di Palestina e lo annuncia per l’ennesima volta, quando dopo le dichiarazioni di Abu Mazen presidente di ANP, Arrivano le dichiarazioni della Ministra degli Esteri  Varsen Aghabekian. “Siamo pronti e i piani sono sul tavolo. Sono stati discussi e elaborati con grande attenzione, insieme a programmi e progetti. Ora è il momento di raccogliere sostegno per questi piani e di procedere per alleviare la sofferenza e il dolore inflitti a Gaza, con aiuti immediati e con la ricostruzione”, ha spiegato la Ministra Aghabekian, ai Dialoghi del Mediterraneo di Napoli , evidenziando tutte le criticità che al momento affliggono lo stato delle Palestina. ANP crede fermamente nelle smilitarizzazione della Striscia di Gaza e nelle consegna delle armi da parte di Hamas. La ministra ha sollevato anche diverse criticità ed in particolare, la situazione economica della Palestina, da risanare attraverso le concessioni di prestiti e finanziamenti dalla banche internazionali, ma tenendo sempre fede alla politica interna e alle sue direttive: “La Palestina deve essere uno stato libero e indipendente. L’ANP è pronta a governare, non odiamo Israele. Odiamo l’occupazione”

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