Il sindacalista e il Mezzogiorno

Economia & Finanza

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Un sottosegretario che si occupa del Mezzogiorno , coordinando PNRR e Zona Economica Speciale. Sessanta dipendenti , 8 super dirigenti. Intanto sono stati sottratti al Sud , 13 miliardi di opere prioritarie , centralizzate le politiche di coesione con sostituzione dei Piani di Sviluppo con Accordi per la Coesione. Accorpati , in un unico Piano di Sviluppo e Coesione tutte le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione relative ai vari cicli di programmazione. Zone Economiche Speciali istituite nel 2017 , operative nel 2022 soppresse nel 2023. Sostituite le 6 ZES regionali e 2 interregionali con una ZES unica. Potere sostitutivi e stazione appaltante della nuova struttura affidata all’ex sindacalista Cisl. Contrapposizione con Fitto sulle nomine. 

Buon per lui ! Ne ha fatta di strada l’ex  capo del sindacato CISL, Luigi Sbarra  Premiato dalla Meloni , per non aver mantenuto la unità sindacale ? Nominato alcuni mesi fa  sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Ha istituito  una struttura chiamata Dipartimento per il Sud. La capa del governo ha creato questo ruolo ,   proprio per lui con un emendamento alla legge sulla Terra dei Fuochi. Scelta pensando alle elezioni del 2027 ? Probabile. L’ex sindacalista ha numerosi contati nel mondo cattolico e nel sindacato e , figurarsi nei confronti dell’elettorato meridionale appare come grande novità. Farà il ministro del lavoro prossimamente ?  Ma questo Dipartimento per il Sud come è composto e cosa fa ? Sette  uffici, sessanta dipendenti,  otto nomine dirigenziali di peso. Il Quirinale ha contestato questa modalità di istituzione della nomina e della struttura ritenuta non rituale. In realtà la Capa del governo ha creato un mini ministero ! Questo Dipartimento svolge funzioni  di indirizzo, coordinamento e promozione dell’azione strategica del Governo sulle politiche per il Mezzogiorno (mamma che bello !) . In particolare  la promozione e il coordinamento della ZES unica (Zona Economica Speciale), la istituzione  e gestione di una Cabina di regia per le politiche meridionali, la partecipazione ai tavoli  ministeriali dove si parla e si decide  dei contratti istituzionali di sviluppo e il coordinamento per la perequazione infrastrutturale.  La struttura ha anche deleghe operative dedicate quale il tavolo per Taranto, Bagnoli e fino alla scadenza del PNRR il ruolo di stazione appaltante e , può esercitare poteri sostitutivi ai fini della attuazione del PNRR per quanto riguarda infrastrutture e ZES. Che l’attuale governo abbia sfilato 13 miliardi di euro del PNRR dalle opere prioritarie , che riguardano il Sud nulla si dice. Sarebbe opportuno verificare il rispetto di quel 40% dei fondi del PNRR , che spetterebbero al Sud. L’attaccamento al Sud questo governo lo ha si dimostrato! Agli inizi del 2023 ha modificato le politiche di coesione e con il decreto sulla rimodulazione del PNRR ha chiuso l’Agenzia della Coesione e le sue competenze e  risorse sono trasferite al Dipartimento per la Coesione della presidenza del Consiglio. Facile ipotizzare uno storno al Dipartimento di Sbarra. Il rapporto con le regioni avviene istituendo i nuovissimi Accordi di Coesione vincolando le regioni a progetti classificati strategici dal governo. Sono 17 gli Accordi di Coesione firmati e approvati dal CIPESS (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile)otto mesi dopo. L’attaccamento al Sud si rivela anche con la questione ZES. Istituite sei ZES regionali e due interregionali nel 2017 diventano operative cinque anni dopo. Il governo con legge 124 del 2023, scioglie le ZES regionali sostituite lo scorso anno dalla ZES unica per il Mezzogiorno e istituzione di una struttura di  missione e una cabina di regia. Funzioni ? Definizione di un Piano Strategico Triennale raccordato a PNRR e PNC definisce lo sviluppo della ZES unica. Completiamo la discussione sul sottosegretario Sbarra riportando su quanto si sussurra ovvero un braccio di ferro con Fitto sulle nomine degli otto dirigenti.  Due di questi sono fedelissimi di Sbatta si tratta di  Lorenzo Tomasini, ex coordinatore nazionale della Cisl, e Giuseppe Di Giacomo, capo della ex segreteria di Sbarra quando era segretario Cisl.

 

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