di Liliana Leonetti
Sono passati quarant’anni esatti dalla strage dell’Heysel avvenuta nel 1985 allo stadio di Bruxelles, poco prima della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra la Juventus e gli Inglesi del Liverpool: una tragedia in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiani, con oltre 600 feriti.
Le violenze negli stadi tra opposte tifoserie non hanno mai avuto tregue: uno stillicidio continuo con vittime e feriti che hanno infangato il gioco del Calcio.
In questi giorni si registra una assurda tragedia che riguarda una partita di basket: un vero peccato sciupare una occasione di confronto sportivo e leale con un gesto così violento dall’esito drammatico come la morte di un vero innocente.
Un vero e proprio agguato in quanto hanno atteso il pullman subito dopo l’allontanamento della pattuglia di scorta della polizia e hanno lanciato sassi, uno dei quali ha centrato il secondo autista, seduto sul sedile accanto al lato del posto di guida, hanno ucciso un padre di famiglia di 65 anni alle soglie della pensione.
E contro questa barbarie è aperta l’indagine per trovare i responsabili dell’assalto al pullman lungo la superstrada Rieti-Terni: tre persone sono state fermate con l’ipotesi di omicidio volontario, e una quarta persona sarebbe indagata a piede libero per favoreggiamento.
Incoraggiante appare il segnale della FederBasket che ha deciso che le partite casalinghe del Rieti in A2 si giocheranno a porte chiuse, senza tifosi, fino al termine delle indagini. Una decisione opportuna e tempestiva presa dal consiglio straordinario della Federbasket, convocato d’urgenza.
Lo sgomento e l’incredulità sono state unanimemente espresse da più parti: questo è utile per dare un segnale di sdegno e disapprovazione alla ottusità di coloro che hanno pensato di compiere un gesto così “colpevole”.
Il sindaco di Rieti ha espresso vicinanza ai familiari del defunto, alla società e alla Città di Pistoia” ed ha definito l’assalto: “Un atto criminale scioccante. Ci auguriamo che venga immediatamente accertata la dinamica dei fatti e venga fatta piena giustizia. L’intera comunità reatina condanna con sdegno questo atto spregevole che nulla ha a che fare con Rieti e con lo sport”.
La società di basket Sebastiani Rieti a seguito dell’aggressione si è decisamente dissociata da quanto accaduto ed ha espresso il più sincero cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia dell’autista tragicamente scomparso. “Si tratta di un fatto gravissimo sul quale gli inquirenti, dei quali abbiamo piena fiducia, faranno luce. CI troviamo a parlare di fatti che nulla hanno a che vedere con lo sport, e totalmente distanti dai valori che ogni giorno, come club, cerchiamo di portare avanti.
Resta la tristezza per la morte di un lavoratore e la rabbia per la stupidità di gente senza scrupoli che con difficoltà definiamo “persone”. Siamo contro la violenza senza se e senza ma!!!
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