Meloni ha ringraziato gli organizzatori che con le analisi tecniche hanno riconosciuto «quel cambio di paradigma che il Governo ha contribuito ad imprimere a livello nazionale e che ha permesso in particolare al Sud di non essere più fanalino di coda ma la locomotiva della Nazione». Dietro i dati e gli indicatori che stanno certificando l’efficacia dell’azione di governo c’è, infatti, una precisa strategia, ricordata dalla premier: «Abbiamo detto basta alle disastrose politiche assistenzialiste che avevamo ereditato dal passato e abbiamo promosso una nuova visione fondata sugli investimenti, sulla formazione del capitale umano, sull’innovazione e sul merito».
Tra gli strumenti citati dalla premier vi è ovviamente la «Zona Economica Speciale Unica», che avrebbe generato un giro d’affari complessivo di quasi 27 miliardi di euro e rilanciato l’attrattività dei territori meridionali sui mercati dei capitali e degli investitori. Per rafforzare tale strumento è stato stanziato oltre 2,3 miliardi di euro nel 2026 e assicurata la continuità della misura su un arco triennale.
La zes unica speciale voluta dall’ex ministro Raffaele Fitto, per coprire le inefficienze delle precedenti 8 zone speciali che non funzionavano, si è rivelata un vero e prorpio volano di crescita formidabile per il Sud Italia, come ha anche detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, all’assise dei giovani industriali a Capri. “La Zes unica ha generato posti di lavoro e con quegli stessi denari impegnati ha fatto raccogliere in due anni l’Iva generata dagli investimenti. Una misura semplice che ha anestetizzato la Pubblica amministrazione”. ha detto Orsini. La creazione di una struttura ad hoc, la struttura di missione presso Palazzo Chigi, guidata brillantemente dall’avvocato Giosy Romano, ha permesso di agire con celerità e efficacia
La Zes Unica rappresenta un importante cambiamento nelle dinamiche di promozione della politica industriale del Sud Italia, grazie a strumenti finalizzati a una semplificazione amministrativa senza precedenti e a un pacchetto di incentivi fiscali che puntano a rendere il Mezzogiorno un’area strategica per lo sviluppo economico e a consolidare gli ottimi indici di sviluppo delle regioni del Sud. La Zes Unica non è solo un’opportunità per le imprese locali, ma un segnale chiaro agli investitori nazionali e internazionali: oggi investire nel Sud Italia è più vantaggioso che mai.
Sulla crescita del sud si è soffermato anche il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso intervenuto all’evento organizzato da il Mattino, affermando che il Mezzogiorno “ha assunto un ruolo importante e significativo nello sviluppo e nella crescita della nostra Italia. Un cambio di paradigma importante che è bene che venga percepito appieno da tutti i protagonisti”. A dirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo all’evento organizzato dal Mattino “Cambio di paradigma – Forum dell’economia del nuovo mondo – Pensare il futuro: dall’Italia al Mediterraneo”, in corso a Napoli. “Un cambio di paradigma – ha aggiunto – che è dovuto anche, necessariamente, ai nuovi assetti geopolitici e geoeconomici”
’introduzione della Zes Unica si inserisce in un contesto economico che ha visto il Mezzogiorno registrare una crescita straordinaria. I dati Istat confermano che il Pil delle regioni meridionali è aumentato del 5,9% nel 2022 e dell’1,5% nel 2023, e del 1% nel 2024 con un incremento complessivo del 8,4% rispetto al 2021, ben sopra alla media registrata la centro nord.
Questi numeri superano di gran lunga quelli del Nord-Centro Italia (+4,4% e +0,5% negli stessi anni), evidenziando come il Sud abbia trainato la ripresa economica nazionale. A spiccare in particolare alcune regioni che hanno registrato performance eccezionali nel biennio 2022-2023: Sicilia: +10,1%; Sardegna: +7,7%; Abruzzo: +7,6%; Campania: +7,4%; Puglia: +6,5%. Questi dati confermano che il Mezzogiorno è già sulla strada giusta per affermare il suo ruolo centrale nello sviluppo del Paese in un processo inedito e per certi versi sorprendente.














