Laboratorio di Empatia: un viaggio dentro le crepe.
La prima puntata della nona stagione evita di compiacere.
Punta alla sensibilità e alla verità.
Francesca Fagnani apre una stagione che vuole scavare.
Gli ospiti smettono di raccontarsi: si espongono.
Tre personaggi che conosciamo da anni, ma che avevamo sempre visto solo in superficie. Da pietra grezza a diamante, per mostrare imperfezioni, tagli, sfumature che nessuno aveva mai guardato davvero.
E uno spazio speciale di scavo di Maria De Filippi a Francesca Fagnani.
Belen Rodriguez

Belen Rodriguez arriva in studio.
Si definisce una cavalla pazza, indomabile.
“Ho un cuore grande”, dice. E lo si sente, anche quando lo tiene al riparo.
È determinata e ambiziosa.
“Belen non si può rimpiazzare.”
È un’artista poliedrica, che ha fatto di tutto e ha pagato ogni scelta.
Il suo accento argentino le dona spontaneità: è parte di lei.
Si racconta come una donna fortunata e sfortunata, generosa ma manesca con gli ex.
“Fatico a fare strategie. Io sono del popolo.”
E il popolo l’ha cercata: Belen è stata per anni la parola più digitata sul web.
Quando ancheggia, lo dice con fierezza:
“Questa è classe.”
Parallelismo
Dietro l’icona c’è una donna che ha attraversato momenti estremamente delicati.
Ha raccontato il dolore provato quando un ex ha reso pubblico un contenuto intimo che la riguardava.
Non si tratta di una confessione: è un atto di verità.
Oggi lo dice chiaramente: evita di fare qualsiasi cosa pur di esserci.
Ora cerca riparo, protezione, uno spazio dove poter essere senza difese.
Belen è tutti noi quando cerchiamo amore: quello sicuro, al riparo da qualsiasi atto che possa danneggiare qualcosa di prezioso.
“Amo gli uomini che sanno proteggere una donna.”
E poi la frase che pesa:
“Nella vita ho più amato io che viceversa.”
Ha perso la stima per Stefano, ma ha lasciato andare la rabbia.
Il periodo nero è stato segnato da attacchi di panico continui. Ma è passato.
Laboratorio di Empatia
Tra una confessione e l’altra, si ride.
“I Rodriguez sono un bel gruppetto”, dice.
Con la sorella Cecilia c’è stato uno strappo, ma hanno ricucito.
Si espone, con tutte le sue contraddizioni.
E in questa puntata, parla davvero, arrivando alla gente con il cuore .
E chissà, se il suo grande amore è stato Marco Borriello,
forse un giorno ci sarà anche un lieto fine.
Citazione finale
“Piango ogni volta che penso a mia nonna. Le direi che ce l’ho fatta.”
Una frase che chiude tutto.
Dolce. Cruda.

Isabella Rossellini
Isabella Rossellini entra in studio con estrema grazia e delicatezza . Un’anima pura .
Poi passa a un’affermazione forte. Dice: “Mi sento un’orca.”
Le orche vanno in menopausa, ma restano necessarie alla sopravvivenza del gruppo.
È una metafora potente: la donna che si trasforma e diventa pilastro della famiglia.
La bellezza, dice, ha dato potere.
L’indipendenza finanziaria è per lei una condizione essenziale.
Si sente icona di una certa italianità e di un’Europa elegante, ma anche icona per tutti i generi.
Si descrive come allegra, elegante, ma anche un po’ snob.
Non si nasconde dietro la perfezione: si racconta con ironia e lucidità.
Parallelismo
Ha vissuto il dolore fisico in modo brutale.
Ha subito operazioni alla schiena, e per tutta la vita si è chiesta se avrebbe camminato.
Le terapie senza anestesia erano così dure che sveniva, e solo allora smettevano.
“Mi tiravano il più possibile.” In questo racconto, ci siamo anche noi da casa. Tutti abbiamo vissuto un momento in cui abbiamo pensato “Ce la farò ancora “? È la forza ha risposto “Si”.
La sua infanzia non è stata dorata: suo padre era un grande regista, ma i film andavano bene solo dopo anni.
Nel frattempo, si portavano via i mobili. C’erano debiti, c’era povertà.
Da giovane intervistava il jet set.
Ricorda Lou Reed come poco cordiale .
Si sentiva in colpa a fare interviste, come se fosse al di là della barricata rispetto ai suoi genitori.
Grazie alla notorietà è diventata la grande figura di un brand.
Con Madonna si respirava erotismo.
La bisessualità all’epoca non era accettata, e lei lo dice con la calma di chi ha visto cambiare il mondo.
Laboratorio di Empatia
Oggi ha gatti, una fattoria, e tante cose che la tengono viva.
Il cinema è collaborazione, dice.
È una delle poche attrici italiane accettate in America.
Ha più amato che ricevuto amore.
Si definisce la divorziata ideale, ma ammette: “Forse ho anche fatto soffrire.”
Non c’è un amore, oggi.
È single da 25 anni.
In mezzo, c’è stato un amore durato pochi mesi, e lì ha ricordato cos’è la tenerezza.
Non c’è rimpianto, solo consapevolezza. E viene da pensare che nei piccoli grandi momenti riscopriamo le piccole cose.
Citazione finale
“La felicità è essere in buona salute e dimenticare.”
Lo diceva sua madre.
E Isabella, oggi, sembra aver imparato a fare entrambe le cose.
Poi arriva Maria De Filippi, e la puntata cambia respiro.
Rende speciale il momento con la sua spontaneità, regalando uno scambio sincero e leggero con Francesca Fagnani.
Le pone domande semplici, ma profonde, e la conduttrice di Belve risponde con una verità che non ha bisogno di essere spiegata.

Rita De Crescenzo
Rita De Crescenzo è un fiume in piena.
Energie che travolgono, parole che scoppiano.
Colpisce per la sua sensibilità nel cogliere la trasformazione della sua vita.
Sarebbe troppo facile darle addosso, senza comprendere chi è fino in fondo.
A volte bisogna andare oltre, al di là del giudizio, per cogliere davvero una persona.
Parallelismo
Ha vissuto tutto.
“Ho partorito a 13 anni. Ero una bambina.”
Queste parole non sono solo sue.
Sono di chi ha vissuto troppo presto, troppo forte.
Lei ha cercato di restare viva.
“Raimondo, mio figlio, mi chiama mamma da pochi anni.”
E noi, che ascoltiamo, ci chiediamo:
quante volte abbiamo perso il contatto con chi amiamo?
Quante volte abbiamo cercato di ricucire, senza sapere da dove cominciare?
Rita racconta ma lo fa senza pietismo.
“Sono una napoletana ripulita.”
E in quel ripulita c’è tutto:
la voglia di riscatto, la fatica, la vergogna, la fierezza.
Quando dice “Non so contare fino a dieci e non gestisco bene l’ira”,non sta cercando scuse.
Sta dicendo la verità che molti nascondono.
Laboratorio di Empatia
Rita è famosa.
La chiamano ai battesimi, la cercano sui social, la vogliono nei video.
“Sono una Shoguette. Faccio divertire la gente.”
Ma dietro il fenomeno c’è una donna che ha imparato a convivere con le sue ferite.
“Fate l’amore, fate la pace.”
È una frase semplice, ma detta da lei diventa un manifesto.
Perché Rita ha visto la guerra dentro il corpo, dentro la mente.
Ma ha scelto di andare oltre. E oggi, anche se tutto sparisse, dice:
“Io sto crescendo regolarmente. Non mi manca niente. Ho tutto.”
Quando vede i ragazzi per strada che stanno male per la droga,
non li giudica. Perché sa cosa vuol dire.
Citazione finale
“Mi sento una leonessa. E sono ancora qui.”
Rita si è mostrata .Noi l’abbiamo sentita.
E chi ha il coraggio di guardarla davvero,
vede qualcosa che somiglia a sé.
Luisa Muttin
Frame tratti dal programma televisivo














