Omissioni e Corte dei Conti

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Verifica di legittimità coerente con la funzione costituzionale della Corte e con la legge. Rilevi giustificati : gara del 2005 vinta da società non più esistente perchè assorbita , in altra società. Costo dell’opera nella gara del 2005 , 3,88 miliardi di euro oggi 13,53 , che con oneri concessionaria e compensazioni ambientali arriva a 20 miliardi di euro. Uguale ricerca di spiegazioni da parte della Commissione europea. Piano economico finanziario non in equilibrio. Ipotizzato introiti di  300 milioni di euro,  coerenti con un traffico di 40 milioni di veicoli e non con i 3 milioni di oggi. Secretata la modifica della convenzione alla base del nuovo contratto e negata , a deputati e senatori che ne hanno fatto richiesta. Differenza di 27 milioni di euro in 12 giorni , tra asseveramento costi società KPGM e delibera di CIPESS.

Il Regno Sabaudo con la legge Rattazzi del 1859  istituì la Corte dei Conti.  Successivamente alla unificazione del 1861, fu istituita, con legge 14 agosto 1862 n. 800 (Sella), la Corte dei Conti del Regno di Italia, prima magistratura dell’Italia unita, affinché vigilasse sulle Amministrazioni dello Stato, in modo  da prevenire ed impedire sperperi e mala gestio.

La Corte dei Conti è tradizionalmente definita  la suprema magistratura del controllo e della giurisdizione ,  in materia di contabilità pubblica. E’ posta in posizione di autonomia e indipendenza rispetto al Governo e al Parlamento e agli altri poteri dello Stato, cui la Costituzione affida importanti funzioni di controllo sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, sul rispetto degli equilibri finanziari complessivi, sulla regolarità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa (art.100) e funzioni giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. 103).Nell’architettura costituzionale la Corte dei conti si colloca nella Parte II (Ordinamento della Repubblica), Titolo III (Il Governo), Sezione III (Gli organi ausiliari). È  assolutamente da escludere che la Corte sia un organo ausiliario del Governo. Tale interpretazione è in contrasto sia con la volontà dell’assemblea costituente, sia con la posizione effettivamente attribuita alla

stessa dagli articoli 100, secondo comma, e 103 Costituzione.

La Corte, infatti, è inserita sia tra gli organi di garanzia della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica, sia tra gli organi giurisdizionali: da tale doppia investitura deriva la centralità del ruolo di garanzia della corretta gestione delle pubbliche risorse della Corte dei Conti che, nell’esercizio delle funzioni di controllo, è organo neutrale, autonomo e indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento e, nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, fa parte a tutti gli effetti dell’ordine giudiziario.

Appare pertanto gravissimo l’atteggiamento e le dichiarazioni di ministri oltre  alla convocazione  straordinaria , per oggi di un consiglio dei ministri sullo specifico problema del ponte sullo stretto , oggetto della  verifica di legittimità da parte della Corte dei Conti,  che ha emesso questo comunicato : Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti. Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati. La Corte dei Conti i rilievi li ha formulati  sulla delibera del CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) che ha dato via libera al Ponte  e sono “pesantissimi”.

Vediamoli : Piano Economico Finanziario ,  scriveva a settembre la Corte sulla delibera dei rilievi di una linearità incredibile , Preliminarmente appare opportuno acquisire elementi informativi, altrimenti non evincibili dalla delibera all’esame, in merito alle valutazioni svolte da codesto Comitato ai fini della ripresa degli effetti del contratto originario e alle verifiche svolte circa la permanenza in capo al contraente generale dei requisiti di gara.

Vuol dire che si può considerare ancora valido un contratto con il contraente generale firmato nel 2005 ? Contraente Generale , che rispetta ancora oggi i requisiti della gara del 2005? Vinse la gara Impregilo ,  che non esiste più perché assorbita da WeBuild ( Salini) .  Società partecipata  con il 16,47%  dallo Stato attraverso  la Cassa Depositi e Prestiti.

Il Ponte nel 2005 costava 3,88 miliardi di euro e oggi 10.508.820.773 , inoltre nella delibera CIPESS  è scritto che il costo varierà : “ secondo quanto stabilito in convenzione.

Sapete quale è l’assurdo? La convenzione modificata da un atto aggiuntivo,  che ha cambiato il nuovo contratto è conosciuta da pochi e negato anche a deputati e senatori che volevano conoscerla.

Quindi vivaddio secretata!  

Nemmeno sul giusto costo si trova . Il consulente Kpmg assevera una cifra inferiore di 27 milioni di euro , a quanto riportato in delibera CIPESS 12  giorni dopo. 

Il costo complessivo  iniziale  dell’opera è di 13,23 miliardi più 1,64 miliardi , per manutenzione straordinaria. Computando anche oneri per la concessionaria , compensazioni ambientali ( 1,08 miliardi) arriviamo intorno ai 20 miliardi di euro.

Altre enormità? La delibera CIPESS mutila l’Autorità dei trasporti , che non può intervenire come sua competenza sui pedaggi.

Come l’aggirano l’Autorità? Straordinariamente classificando il tratto stradale sul Ponte come : “ strada extraurbana di  categoria B”.

 Infine la  richiesta pesante della Corte : le stime di traffico fatte dalla società TPLAN CONSULTING  di Bologna .

La Corte chiede di sapere le valutazioni : “in merito alle modalità di scelta della predetta società di consulenza e agli esiti di detto studio” .

Il motivo? Nel piano economico finanziario approvato dal CIPESS , a fine concessione il massimo introito è pari a 300 milioni di euro che non garantisce l’equilibrio finanziario.

Ma non è finita considerato , che il ministro Salvini dichiarò che il pedaggio era intorno ai 7 euro. Ora i 300 milioni preventivati e insufficienti , la concessionaria del Ponte li incasserebbe solo con circa  43  milioni di veicoli che transitano sul ponte.  Quanti ne transitano oggi secondo l’Autorità Portuale dello Stretto? Tre milioni , dei quali un milione composto da camion e tir. La differenza ? I contribuenti italiani come nel ” modello Zaia” per la Pedemontana veneta. 

 

 

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