Guerra fredda, uno spettro che atterrisce

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Torna lo spettro della guerra fredda sul  panorama politico internazionale, mentre cresce la paura di un riarmo nucleare  tra le superpotenze del momento.

 

Tensione alle stelle tra Mosca e Washington che gelano le loro relazioni diplomatiche  improntate ad una apparente intesa. Cancellato il vertice Trump-Putin di Budapest, Intanto la Cina accelera la sua escalation, non solo commerciale, nello scacchiere politico internazionale.Il mondo trema e teme una nuova guerra fredda

Dopo il tappeto rosso, il gelo

Siamo ben lontani dalle coreografie di Anchorage che avevano scatenato non poche polemiche sull’accoglienza riservata da Trump a Putin. Oggi tutto sembra infatti precipitare nel  baratro dell’inimicizia. In quella antica rivalità che giocava con la sorte dei più in una prova di muscoli basata sulle armi. Armi temibili, spaventose, in grado di distruggere ogni orizzonte.

Una decisione imposta dalle circostanze

In un botta e risposta, perfidamente reale, Trump e Putin danno prova della loro potenza e vanificano ogni speranza di una soluzione diplomatica del pluriennale conflitto in Ucraina.

La notizia della cancellazione del vertice di Budapest è stata data nelle prime ore di questa mattina dal Financial Times ed è immediatamente rimbalzata sulle cronache di tutto il mondo, suscitando un’ampia eco ed un notevole sconcerto.

Come chiarito dal noto editoriale statunitense, le cause sarebbero da imputare alle eccessive richieste avanzate da Mosca sul territorio ucraino. Una posizione, quella di Mosca, giudicata rigidamente ancorata a pretese inaccettabili e che non incoraggiano una soluzione diplomatica della questione.

Il Financial Times cita anche le fonti d’informazione, sottolineando che tale decisione sarebbe stata presa dopo una telefonata, di certo non amichevole, tra il. ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il Segretario di Stato americano Marco Rubio.

La reazione di Trump

Inasprito anche dall’atteggiamento di Putin, non incline ad un accordo, Trump, informato da Rubio sull’esito della telefonata, ha dato una svolta definitiva ai suoi rapporti con lo zar.

In realtà tale decisione non è stata altro che l’epilogo di una serie di ‘scaramucce’ tra i due leader che hanno portato il tycoon all’imposizione di dazi e restrizioni anche a Mosca. Ma decisivi sono stati i test russi di sistemi d’arma nucleari, avvenuti nelle ultime settimane.

Una svolta storica

Con un annuncio a sorpresa infatti, dato sul suo social “Truth”, il presidente statunitense ha reso noto  di aver ordinato al Dipartimento della Guerra di riprendere immediatamente test di armi nucleari statunitensi su base paritaria rispetto a Cina e Russia.

Una sfida in piena regola, dunque, che rappresenta un’ulteriore minaccia per un mondo devastato da conflitti.

L’annuncio, dato ieri, in linea con lo stile di Trump, ha lasciato annichiliti i suoi stessi collaboratori più stretti che, a quanto sembra, non sono stati informati preventivamente della decisione.

Una vera prova di forza che si configura come un braccio di ferro tra superpotenze e mina ancor di più la pace mondiale.

Per comprendere la gravità del momento si deve considerare che dal 1992 gli Stati Uniti hanno interrotto i test di armi nucleari. Ma tutto è avvolto dalla nebbia. Trump infatti non chiarisce di quali armi si tratti.

Le reazioni

La notizia, data poco prima dell’incontro del tycoon con il presidente cinese Xi Jinping ha destato un’eco immediata, nonché aperte condanne e perplessità.

Violenta infatti la reazione dell’Iran, il cui ministro degli Esteri ha definito la mossa del presidente Usa  ‘regressiva’ e irresponsabile e ha classificato Trump come ‘bullo dotato di armi atomiche’.

Conclusioni

Il quadro generale degli equilibri internazionali sembra sempre più scomporsi in una serie di tasselli che evidenziano il riaffiorare  di remote rivalità. Ma ciò che preoccupa maggiormente è il ritorno massiccio all’uso delle armi come mezzo di affermazione, o meglio, di prevaricazione

E’ un gioco di forze che si configura come un ritorno al passato. A quei conflitti che erano l’unico mezzo per imporre il proprio potere.

Una regressio in piena regola, dunque, che imbarbarisce l’attuale realtà storica e ci fa capire come, a tutti gli effetti, la Storia non abbia insegnato niente.

DI Irma Saracino

 

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