Come asini in mezzo ai suoni

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Il passato 28 ottobre è stato reso noto il testo della Legge recante “disposizioni per la valorizzazione delle isole minori marine, lagunari e lacustri” che nasce a seguito della riforma costituzionale del 2022 (che affida al legislatore il mandato esplicito di porre rimedio allo “svantaggio” derivante dalla insularità) più altre disposizioni anche comunitarie.
Tra queste aree attenzionate figurano Capri, Venezia a fianco delle Tremiti o Ventotene pur essendo realtà molto differenti.
Non si possono tacere alcune considerazioni. Era necessario riformare la Costituzione per accorgersi che in quasi tutte le isole minori nessuno ha mai speso una lira per contrastare la carenza infrastrutturale endemica che le colpisce? Non vi sono altre leggi di uguale rango costituzionale che prevedono un livello delle prestazioni minimo che lo stato deve obbligatoriamente garantire (nessuno ricorda più i Lep?)? È facile prevedere che i Comitati e gli esperti previsti nella Legge (che saranno equamente compensati “prima” e più “certamente” che gli isolani possano godere dell’effetto delle loro attenzioni) poco potranno fare con i magri finanziamenti loro affidati; e quindi che si fa? li si punisce? oppure li si premia stanziando altri soldi in modo che alla fine la burocrazia e la politica beneficino di incomprimibili stipendi garantiti dalle leggi della sinistra mentre i cittadini si continuano ad alimentare di promesse e programmi? Queste leggi anche Costituzionali sono state introdotte dalla sinistra e adesso la destra le applica…perché? la pensano allo stesso modo? E le altre aree che non hanno beneficiato della spesa pubblica e che sono in via avanzata di spopolamento in cosa differiscono nella loro periferialità dalle isole? La legge per sua natura non dovrebbe essere generale oppure per ogni zona svantaggiata serve una legge Costituzionale? Che fine hanno fatto i Lep che la sinistra ha messo in Costituzione per rendere i cittadini tutti uguali di fronte alla fruizione dei servizi pubblici?
Siamo come si suol dire nel mezzo di un fallimento conclamato e reiterato nel senso che sia la destra che la sinistra in perenne convergenza attribuiscono alla pubblica Amministrazione la capacità di risolvere i problemi di ognuno e di tutti laddove è dimostrato dalla sanità alla sicurezza, dalla scuola alla diplomazia e in ogni campo in cui la PA sia attiva che gli unici problemi veramente risolti sono quelli dei suoi stipendiati…cioè i dipendenti pubblici.
Significativo è il fatto che NESSUNO si sia mai chiesto perché l’erogazione dei servizi e la spesa pubblica sia un potere e una discrezionalità della burocrazia statale mentre la unitarietà della legge fiscale e previdenziale rimane uguale per tutti e intoccabile. Cioè -detta in altro modo- come si fa a pretendere la applicazione della legge fiscale (che è già “lunare” per le aree ricche) ad aree periferiche che ormai sono più dei due terzi d’Italia? Anziché attendere che queste aree siano provviste dei Lep (o di come lor signori vogliono chiamarli a seconda che siano aree marine o montane o collinari o semplicemente interne) è ovvio accorgersi che non si può imporre il pagamento di imposte per sevizi mai erogati!!! E i rappresentanti locali -sindaci o altro- hanno tutto il diritto -per non dire il dovere- di aprire vertenze specifiche che partendo dalla moratoria fiscale pattuiscano un piano di normalizzazione dei doveri fiscali dopo che il livello dei servizi siano pervenuti ad equipararsi a quelli erogati altrove. Inoltre Roma presto si ricorderà delle aree interne per le sue ambizioni energetiche nucleari oltre che quelle solari e eoliche…cioè sono le aree interne che oltre al contributo fiscale non dovuto, forniscono a Roma servizi sottoforma di energia e depositi per detriti radioattivi senza contropartita!!!! E senza godere dei servizi minimi!!! Lo spopolamento è il minimo che ci sia da aspettarsi! Quindi due verità certe emergono: la prima è che una fiscalità diversa, più agile ed “umana”, renderebbe meno proibitivo vivere in queste aree e più allettante farvi impresa, la seconda è che lo spopolamento è da ascrivere interamente alla unitarietà della macchina fiscale e amministrativa italiana forse per interesse delle aree ricche ad approvvigionarsi di manodopera dal resto d’Italia. Aggiungiamo una terza verità: la sinistra e la destra sono entrambe responsabili di questo scempio: la sinistra per colpa diretta mentre la destra per il suo complesso di inferiorità verso la sinistra che la porta a copiarla…..(la famosa destra sociale)  e noi in mezzo a queste chiacchiere come asini in mezzo ai suoni, attendiamo!!!!
Canio Trione
foto fb

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