L’election day di New York per la scelta del suo sindaco si conclude con il trionfo di Zohran Mamdani
New York dice basta alla vecchia politica e, con un’affluenza straordinaria alle urne, scrive una nuova pagina della sua storia: quella del cambiamento.
Per la prima volta infatti un musulmano, Zohran Mamdani, democratico progressista, incarna il sogno degli oltre 2 milioni di newyorkesi recatisi alle urne. Un’affluenza mai vista da oltre 50 anni che esprime il malcontento della Grande Mela per le politiche precedenti.
Una vittoria annunciata
La vittoria di Mamdani era nell’aria, malgrado l’ostracismo di un Trump, ormai in declino nei consensi di oltre il 59%.
Dato per favorito persino sul suo rivale, l’ex governatore Andrew Cuomo, presentatosi come candidato indipendente, questo 34enne, ha rappresentato il volto nuovo di una città che chiede maggiore attenzione per le classi medie e basse.
New York, la metropoli che incarna il sogno di tanti, è anche l’inferno per molti. La violenza e la criminalità sono endemiche e, specie con l’amministrazione Trump, la repressione e l’intolleranza nei confronti dei neri, dei trans, degli immigrati ha raggiunto vertici inusitati.
‘Una vittoria per i dimenticati’
Come sottolineato dallo stesso neoeletto sindaco, nel suo discorso di ringraziamento, questa vittoria è per coloro “così spesso dimenticati dalla politica di questa città, dai tassisti senegalesi alle infermiere uzbeke e ai cuochi di Trinidad”
Un momento storico, dunque, che induce alla riflessione e che apre le porte ad una nuova politica anche dei dem statunitensi, fino ad ora troppo ancorati alle scelte dell’ala centrista .
New York ha dato una risposta agli errori del passato, esprimendo tutto il proprio malcontento con la scelta di questo giovane progressista, pronto ad ascoltare ed accogliere le istanze di un popolo di dimenticati.
Identikit di un astro nascente
Nato in Uganda, 34 anni fa, da genitori indiani, Zohran Mamdami a soli 7 anni segue i suoi genitori a New York ed ottiene la cittadinanza americana nel 2018.
Grazie anche all’educazione ricevuta dai suoi genitori, entrambii personalità di rilievo nel panorama culturale statunitense, compie i suoi studi con successo, distinguendosi per la sua propensione a problemi di carattere internazionale e, nel 2004 si laurea in studi africani al Bowdoin College
Dopo la laurea, ha inizio la sua attività lavorativa di consulente per aiutare gli inquilini del Queen ad evitare lo sfratto, un problema che affligge milioni di newyorkesi, messi alle corde da affitti troppo alti.
Ed è proprio in virtù di questa sua conoscenza del disagio sociale che questo brillante giovane intraprende la sua carriera politica, animato da quegli ideali che gli consentono, in breve tempo, l’escalation nel duro mondo della politica newyorkese
New York attende e spera
Dopo l’esultanza della vittoria, ora questo giovane musulmano, deve fare i conti con un Trump pronto ad ostacolarlo in ogni modo, ma, soprattutto, deve tener fede alle sue promesse elettorali, considerate dai suoi detrattori folli ed irrealizzabili.
Un programma che gli ha garantito la vittoria e che prevede assistenza all’infanzia gratuita, un servizio di autobus urbano gratuito, supermercati gestiti dal Comune, nonché un nuovo Dipartimento per la Sicurezza della Comunità, pronto ad inviare operatori sanitari psichiatrici al fine di gestire eventuali chiamate d’emergenza. Compito, quest’ultimo, svolto sino ad ora da agenti di polizia.
Una svolta decisiva dunque per una metropoli che vede troppe disparità sociali. Ma le difficoltà, relative all’attuazione di tale programma, sono molteplici e destano non pochi interrogativi e perplessità.
Saprà questo giovane passionario della politica tener fede alle sue ambiziose promesse elettorali? E come potrà far fronte agli ostacoli che si frapporrano alla concretizzazione di esse? Non ci resta che attendere.
.Di Irma Saracino
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