Per il ministro Urso sulla competitività Europa segue Italia

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“Sul fronte competitività, ”riteniamo indispensabile che l’Europa decida subito. Mentre Bruxelles discute, l’industria europea cade”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo URSO, intervenendo al Trilateral Business Forum di Confindustria in corso oggi a Roma. ”Draghi diceva che per recuperare in competitività, l’Europa avrebbe dovuto investire 500 miliardi di euro ogni anno per dieci anni, poi pochi mesi dopo quella cifra era salita a 800 miliardi, Poi ora, per l’inazione europea, Draghi dice che servono 1200 miliardi. Più passa il tempo più aumentano le risorse e l’impegno per recuperare competitività”, ha detti Urso.

Il ministro del made in Italy che da sempre è attivissimo nel spronare l’Europa a puntare maggiormente su politiche volte a favorire la competitività dell” industria Europea, messa a dura prova da alcune discutibili decisioni della Ue contenute nel grande piano Green deal. E proprio ieri dai ministri dell’ambiente è arrivato una accorso sul clima, che sembra andare nella direzione da tempo auspicata dal ministro Urso e dal governo italiano. Un approccio quindi molto piu pragmatico e che tenga conto della neutralità tecnologico nelle misure volte a contrastare i fenomeni del cambio climatico e la transizione green. L’accordo raggiunto dai ministri dell’Ambiente sulla revisione della legge climatica conferma l’obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti dell’Ue del 90% nel 2040 rispetto ai livelli del 1990. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con una riduzione dell’85% delle emissioni interne e con un 5% di crediti internazionali di alta qualità per la riduzione delle emissioni climalteranti effettuate da altri Paesi extra UE. Sui questa decisione come ha avuto modo anche di ribadirlo il ministro, il gioco del nostro paese è stato fondamentale, come certifica l’apertura fatta dalla ccommissione sui biocarburanti, IAl Consiglio europeo sull’ambiente “è passata la posizione che l’Italia ha espresso, è stata condivisa alla stragrande maggioranza dei Paesi europei. E secondo il Financial Times l’Italia ha avuto un ruolo spropositato

“A giugno dello scorso anno, prima di consegnare il suo documento alla Commissione, “il report Draghi diceva che per recuperare competitività l’Europa avrebbe dovuto investire 500 miliardi euro l’anno per i prossimi 10 anni. Dopo pochi mesi, a settembre, quando ha consegnato il report alla Commissione, quella cifra era salita a 800 miliardi di euro anno, ogni anno per i prossimi 10 anni. Un anno dopo, nel settembre di quest’anno, deluso per l’inazione europea, così la chiamò, ha detto che ora sarebbero necessari 1200 miliardi di euro l’anno ogni anno per i prossimi 10 anni. L’accelerazione degli altri attori globali è tale che ogni giorno che si perde aumentano gli impegni le risorse per recuperare competitività. Dobbiamo decidere e farlo al meglio insieme nelle prossime settimane”. ha continuato Adolfo URSO, durante il suo intervento al Forum di CONFINDUSTRIA in corso a Roma. “Io credo che il clima ci sia – ha aggiunto – perché finalmente la Commissione europea se ne è accorta – e ce ne rendiamo conto quando parliamo coi singoli commissari. Finalmente nel Parlamento Europeo sempre più si formano maggioranze riformatrici e soprattutto finalmente nel Consiglio Europeo emergono posizioni chiare dei rispettivi governi”.

 

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