Previsto per oggi lo storico incontro tra il presidente Trump e il presidente siriano Ahmed al-Sharaa
Una pagina nuova di Storia sta per essere scritta oggi alla Casa Bianca. Donald Trump infatti riceverà in giornata il presidente siriano Al-Sharaa, già arrivato negli Stati Uniti. Un incontro di grande rilievo che esprime il radicale cambiamento in atto in Medio Oriente, ma anche precisi interessi dall’una e dall’altra parte.
Verso il cambiamento
Strategicamente importante in un’area devastata da perenni conflitti, la Siria cerca ora la sua riabilitazione non solo politica, ma anche economica, dopo circa 13 anni di guerra civile.
Una guerra che ha ridotto in macerie lo splendore di un popolo che vanta un glorioso passato di cultura e civiltà. La dura repressione del pluriennale regime di Assad infatti ha falcidiato gli antichi splendori, ma anche le speranze e la libertà di una intera popolazione, seminando solo paura e morte.
Assad, salito al potere alla morte del padre, appoggiato da Russia e Iran, ha rappresentato l’incubo, la distruzione, ricorrendo anche alle armi chimiche ai danni di civili, rei di volere quelle libertà di scelta, ma anche di vita a loro negate da un regime che non dava scampo ai ribelli.
E solo a dicembre del 2024 la Siria è riuscita a liberarsi da questo regime che durava da 14 anni, grazie ad Ahmed al-Sharaa.
Al-Sharaa
Ex leader Jihadista, sostenuto da Turchia e paesi del Golfo, autoproclamatosi presidente dello Stato siriano nel 2025, il 42enne Ahmed al-Sharaa sta conducendo, sin dal suo insediamento al potere, una vera e propria campagna internazionale per la riabilitazione del suo Paese, conquistando, sia pure con difficoltà, la fiducia internazionale.
Un tempo considerato temibile terrorista, affiliato ad Al Quaeda, ora Sharaa vuole dare un nuovo volto alla sua Nazione. E il suo ingresso alla Casa Bianca di oggi rappresenterà indubbiamente il successo dei suoi sforzi.
Per la prima volta, infatti, dal 1946 ( anno in cui la Siria dichiarò la sua indipendenza dal colonialismo francese), un presidente siriano sarà accolto nello studio ovale.
Gli obiettivi
L’incontro, che avviene all’indomani della cancellazione del nome di Sharaa dall’elenco dei terroristi globali, segna un notevole passo avanti verso quel piano di pacificazione del Medio Oriente, ambito da tutti, ma, soprattutto può concorrere a mutare radicalmente il quadro geopolitico di quell’area tormentata.
Appare quindi evidente quali possano essere gli obiettivi di Sharaa. In primis la revoca delle sanzioni Usa, del resto già annunciata da Trump dopo il primo incontro col terrorista pentito a Riyad, lo scorso maggio. Secondariamente, ma di vitale importanza, la protezione Usa da Israele.
Cosa non facile, tenuto conto degli interessi dello Stato ebraico che vuole una Siria debole e divisa e decisamente si oppone al suo ingresso negli Accordi di Abramo.
Il perché è chiaramente intuibile . Il nuovo quadro di alleanze della Siria include infatti la Turchia, troppo scomoda per Israele!
Ma Trump naviga nel suo mare tumultuoso sin dalle prime battute del suo secondo mandato e un’alleanza con la Siria gli gioverebbe per avere un maggiore controllo dell’area con un’alleanza Usa con i paesi del golfo e della Siria, a guida statunitense.
Inoltre sembra che sia nell’aria una presenza militare statunitense in una base aerea di Damasco, vista la disponibilità di Sharaa ad accettare una nuova coalizione che includa, oltre alla Turchia, i Paesi del Golfo sotto la guida degli States.
Ce lo confermano le mielose dichiarazioni dell’istrionico tycoon all’indomani dei colloqui di Riyad, quando si espresse in termini lusinghieri in merito al radicale cambiamento di Al-Sharaa.
Conclusioni
Riflettori puntati dunque su questo storico incontro di oggi che potrebbe rappresentare un importante step verso quella pace in Medio Oriente ,cui il mondo anela .
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