Referendum sulla separazione delle carriere: Stanasel (Lega) guida il fronte del sì da Prato

Toscana

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Claudiu Stanasel, già Vicepresidente del Consiglio Comunale di Prato e Capogruppo della Lega, e oggi Consigliere Nazionale del movimento Il Mondo al Contrario di Roberto Vannacci, scende ufficialmente in campo per la campagna referendaria sul Sì alla separazione delle carriere dei magistrati. Una battaglia che Stanasel definisce “storica, coraggiosa e decisiva per dare all’Italia una giustizia davvero imparziale e trasparente”.

Il referendum confermativo, previsto per la primavera 2026, dovrà sancire definitivamente la riforma costituzionale che introduce la separazione netta tra magistratura giudicante e requirente, vieta il passaggio di carriera, crea due CSM distinti e istituisce un’Alta Corte disciplinare autonoma. “Non è un tecnicismo – è la base per ricostruire la fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni. Senza una giustizia credibile non esiste crescita, non esiste sicurezza, non esiste futuro”.

Secondo gli ultimi sondaggi nazionali, il Sì si attesta attorno al 38-39%, il No al 28-30%, mentre gli indecisi superano il 30%. Una forbice aperta che conferma quanto la campagna sarà determinante. “La partita è totalmente aperta – osserva Stanasel – e la differenza la farà la capacità di spiegare agli italiani che questa riforma garantisce finalmente un giudice davvero terzo, come chiedono da anni giuristi, costituzionalisti ed esperti seri”.

Stanasel, nel motivare il proprio impegno, insiste anche sulle ragioni politiche e tecniche che rendono il Sì una scelta necessaria. “Oggi abbiamo un sistema in cui chi accusa e chi giudica appartiene allo stesso corpo, con la possibilità di passare da una funzione all’altra. Questo, per un cittadino normale, è incomprensibile. Perché chi rappresenta l’accusa deve avere una propria identità professionale, distinta e autonoma, così come chi giudica deve essere libero da ogni influenza, diretta o indiretta”.

A livello politico, Stanasel evidenzia come questa riforma rappresenti “una promessa mantenuta per chi da anni chiede uno Stato più equilibrato, più trasparente e meno ostaggio di correnti interne. Il Sì serve per depoliticizzare davvero la giustizia, perché due carriere separate significano anche due organismi di autogoverno finalmente più controllabili, più chiari e più responsabili”.

Dal punto di vista tecnico-istituzionale, Stanasel ricorda che la riforma porta l’Italia “in linea con i principali sistemi europei. In Francia, Germania, Spagna e in quasi tutto l’Occidente avanzato le funzioni di accusa e di giudizio sono divise, perché è così che si garantisce la massima imparzialità. Questa riforma non inventa nulla: aggiorna semplicemente l’Italia a ciò che altrove funziona da decenni”.

Sottolinea inoltre l’importanza dell’Alta Corte disciplinare: “Un organismo terzo e indipendente che finalmente toglie dalle correnti il potere di giudicare sé stesse. È una garanzia per i magistrati che lavorano bene, non un attacco a chi serve lo Stato con serietà”.

Stanasel annuncia infine una presenza diretta, costante e capillare nella campagna, sia sul territorio pratese che a livello nazionale: “Sarò in campo ogni giorno. Andremo nelle piazze, nei circoli, nelle imprese, nelle scuole, ovunque ci sia bisogno di spiegare perché il Sì significa modernizzare l’Italia, renderla più giusta, più competitiva e più libera dagli errori del passato. È un appuntamento con la storia e io ci sarò in prima linea”.

Il messaggio finale è netto: “Il Sì non è ideologia: è buonsenso. È la scelta di chi crede che l’Italia meriti un vero rinascimento istituzionale. E questo rinascimento parte da una giustizia che torna a essere davvero giusta”.

Invio in allegato una mia foto di archivio personale, a vostra disposizione per l’eventuale pubblicazione.
Cordiali Saluti,
– già Vice Presidente del Consiglio Comunale di Prato e Capogruppo della Lega
– Consigliere Nazionale del Mondo al Contrario di Roberto Vannacci

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