Italia, ancora playoff per andare al Mondiale: le possibile avversarie in semifinale

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Il verdetto del girone è arrivato nel modo più doloroso: la pesante sconfitta interna contro la Norvegia ha spedito l’Italia di Gattuso ai playoff, per la terza volta consecutiva nel percorso verso un Mondiale. Gli scandinavi hanno chiuso il gruppo a punteggio pieno, trascinati da Haaland, mentre gli Azzurri si sono dovuti accontentare del secondo posto e di un biglietto per gli spareggi, ancora una volta decisivi per il futuro della Nazionale.

Per capire chi potrebbe presentarsi a San Siro (o in un altro grande stadio italiano) nella semifinale secca, occorre incrociare regolamento, ranking FIFA e risultati di qualificazioni e Nations League. L’Italia, seconda nel Gruppo I, è certa di essere una delle teste di serie, inserita nella prima fascia delle quattro previste per il sorteggio dei playoff.

Come funzionano i playoff

Il nuovo format UEFA prevede 16 squadre agli spareggi: le dodici seconde dei gironi di qualificazione e le quattro migliori vincitrici di gruppo della Nations League 2024/25 che non hanno ottenuto il pass diretto o il secondo posto. Le sedici nazionali vengono divise in quattro percorsi (A, B, C, D), ciascuno con due semifinali in gara secca e una finale, sempre in partita unica. Le vincitrici dei quattro percorsi volano al Mondiale.

La composizione delle fasce è cruciale: le seconde dei gironi vengono ordinate in base al ranking FIFA di novembre. Le prime quattro (tra cui l’Italia) formano la prima fascia, le successive quattro la seconda, le ultime quattro la terza. La quarta fascia è riservata proprio alle “ripescate” dalla Nations League. Le teste di serie di prima fascia ospitano in casa una nazionale di quarta fascia: è questo l’incrocio che riguarda gli Azzurri.

Al momento, i nomi che orbitano attorno alla quarta fascia – e dunque alla possibile semifinale dell’Italia – sono soprattutto Svezia, Romania, Irlanda del Nord e una tra Galles e Macedonia del Nord, a seconda di come si chiuderà il loro intreccio tra qualificazioni e Nations League.

Svezia: talento offensivo e peso della tradizione

La Svezia è una delle nazionali “di nome” che può presentarsi come ripescata via Nations League. Il percorso nelle qualificazioni non è stato esaltante – gli svedesi sono finiti in coda al loro girone europeo, pagando le sconfitte contro Svizzera e Kosovo – ma la strada alternativa è stata costruita proprio nel torneo UEFA, da cui deriva il diritto allo spareggio.

L’arrivo in panchina di Graham Potter, tecnico con lunga esperienza nel calcio svedese ai tempi di Östersund, ha aggiunto un tocco di modernità: pressing strutturato, grande attenzione alle uscite dal basso e sfruttamento degli spazi per attaccanti dinamici come Alexander Isak e, quando disponibile, Viktor Gyökeres.

Per l’Italia, la Svezia evoca incroci storicamente tesi – anche se l’ultima grande ferita l’hanno inflitta gli scandinavi nel playoff verso Russia 2018, in un San Siro ammutolito. Il contesto è diverso, ma il profilo resta scomodo: avversario fisico, capace di soffrire e colpire in transizione, che potrebbe mettere in difficoltà una Nazionale azzurra ancora in cerca di equilibrio tra possesso palla e copertura degli spazi alle spalle della difesa.

Romania: la squadra che arriva agli spareggi in corsa

Se c’è una nazionale che, sul piano dei numeri, sta arrivando agli spareggi lanciata, è la Romania. Nella Nations League 2024/25 i rumeni hanno dominato il loro girone, chiudendolo in testa e registrando una striscia di vittorie consecutive che li ha messi in cima alle classifiche di rendimento del torneo: miglior serie di successi, pochissimi gol subiti, buona continuità difensiva.

Il loro punto di forza è l’organizzazione: linee corte, grande densità centrale, capacità di alzare e abbassare il blocco a seconda dei momenti della partita. In fase offensiva, Romania non ha le stelle mediatiche di altre nazionali, ma può contare su un gruppo abituato a giocare insieme, con mezzali e trequartisti portati all’inserimento e un attacco che lavora molto senza palla.

Per l’Italia, una semifinale contro la Romania sarebbe più insidiosa di quanto suggerisca il blasone: affrontare una squadra in fiducia, che subisce poco e conosce perfettamente il proprio spartito tattico, significa dover imporre il gioco senza però esporsi alle ripartenze. Servirebbero pazienza, qualità tra le linee e precisione nell’ultimo passaggio, aspetti che gli Azzurri non sempre hanno mostrato durante il girone.

Irlanda del Nord: ricordi amari e spirito da underdog

L’Irlanda del Nord è stata una delle prime nazionali a garantirsi un posto ai playoff via Nations League, confermando una tradizione di squadra “fastidiosa” per le grandi. Il mix di aggressività, compattezza e gioco diretto continua a essere il loro marchio di fabbrica.

Nelle ultime stagioni i nordirlandesi hanno alternato risultati altalenanti nelle qualificazioni a picchi importanti, come la vittoria contro la Slovacchia che li ha rimessi in corsa nel loro girone. In un singolo dentro-o-fuori, la loro capacità di “sporcarsi le mani” – palloni lunghi, pressione sui duelli, sfruttamento dei calci piazzati – può diventare un fattore.

Per l’Italia il precedente storico non è irrilevante: proprio contro l’Irlanda del Nord, nel lontano dopoguerra, arrivò la prima mancata qualificazione a un Mondiale. Oggi il contesto è completamente diverso, ma dal punto di vista psicologico ritrovarli in uno spareggio aggiungerebbe ulteriore pressione a un ambiente già scosso dalle esclusioni del 2018 e del 2022. il C.T. Gattuso dovrà lavorare molto sull’aspetto emotivo perché una gara di questo tipo, se sbloccata tardi o non sbloccata affatto, rischia di trasformarsi in un incubo.

Galles: energia, velocità e un ricambio generazionale interessante

Il Galles è un’altra candidata forte alla quarta fascia: da un lato ha centrato una promozione in Nations League con un percorso praticamente perfetto; dall’altro è ancora in corsa anche nel proprio girone di qualificazione, dove il risultato dello scontro diretto con la Macedonia del Nord pesa per accesso e percorso agli spareggi.

Sotto la guida di Craig Bellamy, i gallesi hanno virato su un calcio molto verticale, fatto di intensità e attacchi diretti sugli esterni. L’era Bale è alle spalle, ma il testimone è passato a giocatori come Brennan Johnson, Harry Wilson e il centrocampista Jordan James, che ha deciso partite pesanti nelle qualificazioni.

Per l’Italia sarebbe una sfida delicata sul piano atletico: il Galles tende a elevare il ritmo, costringendo l’avversario a rincorrere e a difendere in campo aperto. Gli Azzurri, che già contro la Norvegia hanno sofferto le accelerazioni avversarie nella ripresa, dovrebbero gestire meglio transizioni e coperture preventive, evitando quelle pause di concentrazione che sono costate carissime nel girone.

Macedonia del Nord: i fantasmi del passato e un’identità consolidata

Chiudiamo con la nazionale che, da sola, è diventata sinonimo di incubo per il calcio italiano: la Macedonia del Nord. Nel percorso verso il Mondiale precedente, furono proprio loro a eliminare gli Azzurri in uno spareggio secco, con un contropiede nel finale che ancora oggi pesa come un macigno sulla memoria collettiva dei tifosi.

Anche in questo ciclo, la Macedonia del Nord si muove sul doppio binario: qualificazioni e Nations League. A seconda dei risultati, i macedoni potrebbero rientrare nel lotto di chi accede agli spareggi tramite la competizione UEFA, finendo così proprio nella fascia da possibili avversarie dell’Italia in semifinale.

Dal punto di vista tattico, si presenterebbero con le armi di sempre: blocco medio-basso, attenzione maniacale alle seconde palle, grande disponibilità al sacrificio e capacità di colpire con pochi tocchi quando trovano spazio alle spalle della linea difensiva avversaria. Per una Nazionale italiana che spesso fatica a trasformare il possesso in occasioni nitide, trovarsi davanti un muro organizzato e abituato a soffrire potrebbe rievocare fantasmi che sarebbe meglio aver già esorcizzato prima di marzo.

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