Pena di morte per crimini contro l’umanità

Politica

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Pena di morte a causa di 1.400 manifestanti uccisi, sparatorie, torture e circa 11.000 arresti arbitrari

 

Pena di morte per crimini contro l’umanità: il Tribunale penale internazionale sentenzia nei confronti dell’ex primo ministro bengalese Sheikh Hasina

Il Governo del Bangladesh ed il suo primo ministro ad interim Muhammad Yunus – premio Nobel per la Pace – chiedono l’estradizione di Sheikh Hasina, che è ora in esilio in India. Il Governo indiano, con a capo Narendra Modi, non sembrerebbe concederla. Ciò potrebbe aumentare le grossi tensioni tra India e Bangladesh.

Tra le 100 donne più potenti

Sheikh Hasina nacque nel 1947, figlia del primo presidente e padre fondatore del Bangladesh, Sheikh Mujibur Rahman. Viene ritenuta una delle donne più potenti al mondo, nella lista delle 100 donne più potenti nel 2020 risultò 39ª, nel 2018  26ª e nel 2017 30ª. Lei stessa governò come primo ministro in Bangladesh, per la prima volta dal 1996 al 2001 e per la seconda volta dal gennaio 2009 all’agosto 2024. Il suo partito è la Lega Popolare Bengalese, che viene reputato di centro-sinistra.

Crimini contro l’umanità

Il Tribunale penale internazionale (Ict) a Dacca l’ha condannata a morte in contumacia per istigazione, ordine d’uccidere e inazione nell’impedire le atrocità, ossia crimini contro l’umanità.  L’ONU, pur riconoscendo che la condanna sia importante per le vittime, si dichiara contrario alla pena di morte.

Sanguinose repressioni poliziesche

Luglio 2024. Le manifestazioni studentesche cominciarono per esigere l’abolizione delle quote riservate ai parenti dei veterani della guerra d’indipendenza nei posti di lavoro governativi. Divennero un movimento antigovernativo. Hasina ordinò di reprimerle. Morirono 1.400 persone, ci furono sparatorie senza controllo, torture e circa 11.000 arresti arbitrari – dati confermati dall’ONU. Il Governo chiuse tutte le scuole e le università, mise un coprifuoco e bloccò i servizi di internet e di telefonia. I manifestanti incendiarono centri commerciali, stazioni di polizia ed edifici governativi. Hasina venne cacciata dal Governo. Non era la prima volta che usava la forza per zittire l’opposizione.

Verdetto storico

Muhammad Yunus lo ritiene un “verdetto storico”. Il popolo ha festeggiato e centinaia di persone sono state fermate dalla polizia perché avrebbero cercato di assaltare la casa-museo del padre di Hasina, Sheikh Mujibur Rahman, assassinato con altri membri della sua famiglia nel 1975 durante un colpo di stato militare dall’esercito del Bangladesh. L’assalto avrebbe avuto il fine di distruggere la casa. Yunus ha invitato alla calma invitando a non violare l’ordine pubblico.

Altre condanne

Anche l’ex ministro dell’Interno Asaduzzaman Khan Kamal è stato condannato a morte. Chowdhury Abdullah Al-Mamun, ex capo della polizia, dovrà invece scontare cinque anni.

Il primo mandato di Hasina

Il Bangladesh conquistò l’indipendenza nel 1971. Il padre di Hasina aveva creato una democrazia parlamentare nel 1973, ma questa fu sostituita da regimi autoritari e dittature militari. Nel 1990 il Paese era tornato ad essere una democrazia multipartitica, nella quale si inserì il primo Governo di Hasina. Hasina avviò riforme economiche, il PIL crebbe del 5,5%, l’inflazione fu bassa e la produzione alimentare aumentò molto. Hasina ridusse la povertà tramite credito, formazione e programmi per donne e giovani. Creò un Fondo per l’alloggio e progetti per sostenere i poveri. Favorì l’industria privata e gli investimenti esteri, liberalizzò le telecomunicazioni e promosse il lavoro femminile. Indisse indennità per anziani, vedove e donne in difficoltà e aiutò i senzatetto.

Il secondo mandato di Hasina

Durante il suo secondo mandato Hasina affrontò sfide significative legate ai cambiamenti climatici, come alluvioni, frane e l’innalzamento del livello del mare. Anche in questi anni ci furono crescita economica con aumenti del PIL del 6% annuo e sviluppo sociale. Oltre 25 milioni di persone uscirono dalla povertà. Erano cresciute l’aspettativa di vita, l’istruzione femminile e l’uguaglianza di genere. Erano stati effettuati grossi progetti infrastrutturali, come Ponte Padma e la metropolitana di Dhaka. Il Bangladesh era diventato il secondo esportatore mondiale di capi d’abbigliamento. La tecnologia e i servizi digitali si erano modernizzati. Erano migliorati i rapporti con Cina ed India. Circa un milione di rifugiati Rohingya in fuga dal Myanmar erano stati accolti ed assistiti.

Etica delle legislazioni internazionali

Il progresso e la crescita del Bangladesh durante entrambi i Governi di Hasina sono indubbi, ma ciò non può scusare e giustificare la corruzione e i crimini contro l’umanità.

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One Reply to “Pena di morte per crimini contro l’umanità”

  1. Montuoro Donatella ha detto:

    Come sempre, l’articolo è molto ben dettagliato ed è un aiuto a conoscere problemi e situazioni di un paese,politicamente e geograficamente poco conosciuto ,a molte persone..Anch’io confesso di ignorare molti dei problemi politici trattati..Da quel che ho capito,questa donna, Hasina,di famiglia ben conosciuta e che ha governato per due volte il paese,è riuscita a fare alcune riforme importanti per il paese ma non è riuscita ad evitare alcuni problemi interni di corruzione e alcuni crimini contro l’umanità..

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