Longevità e Cervello

Longevità, prevenzione & stili di vita

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Con l’età perdiamo neuroni ma possiamo compensare con le sinapsi

AI ph

Sappiamo con certezza che sin dalla nascita il cervello è in continuo cambiamento, i miliardi di neuroni vengono pian piano persi per strada ma la buona notizia è che un cervello che invecchia può restare in forma con l’aumento dei collegamenti tra neuroni, detti sinapsi.

Già durante la gestazione si sviluppano tutti i nostri neuroni e si creano molte connessioni sinaptiche fra di loro. Ma ancor prima della nascita comincia una fase di “potatura” dei collegamenti già esistenti, per mantenere quelli più efficaci.

Nell’adolescenza questo fenomeno è particolarmente vistoso per velocizzare i collegamenti “pruning sinaptico” ma con il  passare degli anni il cervello può perdere peso e volume; diventa più sintetico, ma rimane plastico, capace cioè di memorizzare, di apprendere e di evolvere per tutto il resto della vita con umento delle sinapsi.

Barbara Strauch, giornalista del New York Times, nel suo libro “I tuoi anni migliori devono ancora venire”. L’autrice fa notare che fra i 40 e i 60 anni le capacità cognitive e il patrimonio lessicale raggiungerebbero il loro massimo livello di sviluppo. Altro settore che viene risparmiato dall’usura del tempo sono le competenze professionali, soprattutto se si continua a praticarle. La mente, infatti, diventa più abile a organizzare le conoscenze, a trovare nuove strategie per risolvere i problemi, a  stabilire collegamenti e a comprendere la logica nascosta nei fenomeni. Nel corso delle ricerche sui giocatori di scacchi e di bridge si è visto che se il gioco dipendesse solo dalla velocità delle mosse, i giocatori più giovani vincerebbero, ma, in una partita vera, i giocatori più esperti battono i giovani.

Con il termine Sinapsi si intendono i collegamenti tra i neuroni, ma tra i terminali assonici di un neurone e i dendriti dell’altro non c’è un effettivo contatto, ma uno spazio vuoto di dimensioni  infinitesimali. Quando arriva l’impulso elettrico, il terminale dell’assone rilascia un neurotrasmettitore, che attraversa lo spazio sinaptico e va sui dendriti dell’altro neurone. Così si crea lo stimolo elettrochimico che, riprodotto tra miliardi di neuroni, genera le trasmissioni nervose che comandano il corpo e formano i pensieri.

 

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