Semplici nozioni che spesso non conosciamo: “Il Pendolo Viscerale”
Le solite due chiacchere con gli amici del Circolo, intavolate vicino al
rettangolo di lavoro, spesso fanno nascere quesiti che all’apparenza banali e
scontati mi portano invece a capire quanto alcuni appassionati di equitazione,
ma a volte anche cavalieri con più di qualche esperienza, sono privi di
conoscenze importanti.
È successo proprio in questi giorni che, mentre si conversava amabilmente
del più e del meno con amici del mondo equestre, uno di questi, attirato dallo
sbuffo ritmico di un cavallo che procedeva lungo il rettangolo al galoppo, mi
chiedesse la motivazione di quel soffio ritmico che l’animale al lavoro
emetteva.
Io semplicemente gli ho risposto che era il classico rumore causato dal
“pendolo viscerale”. E da qui la sorpresa.
La conversazione diventa sommessa, gli sguardi degli amici improvvisamente
si fanno interrogativi e poi, scrutandomi alla ricerca di un chiarimento, mi
fanno capire che praticamente nessuno dei aveva presentato la frase
“pendolo viscerale” e pertanto ne chiedevano una spiegazione.
Quindi a pro di tutti coloro che non conoscono questa definizione, e ho capito
che sono molti, andiamo a vedere di cosa si tratta.
Il pendolo viscerale altro non è che il movimento oscillatorio dei visceri e
cioè intestino e organi dell’ addome, che al galoppo, soprattutto quando è
regolare e ritmico, liberano e comprimono il diaframma scandendo il ritmo
della respirazione, consentendo così un notevole risparmio energetico in
quanto i muscoli della respirazione non lavorano attivamente, ma
passivamente. Tutto questo grazie al movimento oscillatorio dei visceri che
liberano il diaframma, agevolando una facile inspirazione, e comprimono il
diaframma agevolando l’ espirazione.
Il movimento del galoppo e l’oscillazione dei visceri sono contemporanei ed è
per questo che viene anche chiamata respirazione sincronica.
La respirazione sincronica inizia solo quando il cavallo parte al galoppo e
termina la propria attività lentamente, quanto il cavallo con una transizione a
scendere, passa per pochi tempi al troppo o al passo.
Possiamo descrivere il pendolo viscerale in due sequenze.
La prima in fase di ispirazione:
partenza al galoppo. Il treno posteriore viene sotto la massa, i visceri si
spostano all’indietro liberando il diaframma che a sua volta decomprime i
polmoni facilitando l’immissione di aria, nel frattempo il treno anteriore
sollevato permette al torace di espandersi, i polmoni non compressi dalle
scapole e dal diaframma hanno spazio per riempirsi.
Fase di espirazione: l’anteriore tocca terra, i visceri si spostano in avanti
premendo sul diaframma che a sua volta comprime i polmoni, in
corrispondenza che anche l’altro anteriore tocchi terra i polmoni espellono
l'aria poiché sono compressi dal diaframma e dal torace compresso dalle
scapole. Nella fase di sospensione i visceri si spostano indietro e attraverso
la forza d’inerzia il ciclo continua.
Come detto precedentemente deve essere eseguito un galoppo con cadenza
regolare in tal modo si mantiene il ritmo di ispirazione ed espirazione passiva
grazie al movimento del pendolo viscerale.
Per opportuna conoscenza è doveroso ricordare che il pendolo viscerale
agisce solo sul piano orizzontale e sui suoi piccoli dislivelli, mentre se
procediamo in discesa o in salita non avvantaggiano il movimento pendolare
e la respirazione non avviene più per inerzia, ma attraverso il lavoro attivo
della muscolatura.
Ogni volta scopriamo quanto sia grande questo mondo, anche nelle piccole
cose, e quante curiosità nasconda il nostro cavallo. Certo che chi è investito
dell’insegnamento equestre forse dovrebbe andare oltre alle semplici nozioni
tecniche, mentre a volte ho il sentore che si corra troppo verso concetti
basilari e superficiali. Stiamo andando verso la deriva degli aggiornamenti
online, stiamo parlando tanto di leggi e regolamenti e forse ci stiamo
dimenticando del nostro amico cavallo.
Cav. Luigi Conforti – Maître Randonneur














