23, 24 e 25 novembre per il voto e contro la violenza alle donne

Puglia

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Il 25 novembre ogni anno ci ricorda che la violenza contro le donne non è solo una lesione individuale, ma una grave e più ampia violazione dei diritti umani. È una forma di disuguaglianza che si manifesta ovunque e in molteplici modalità: nelle case, nei luoghi di lavoro, nello spazio pubblico e in quello digitale. Le donne devono poter essere rappresentate opportunamente per essere difese efficacemente.

La giornata del 25 novembre è finalizzata anche a ricordare quanta strada sia stata percorsa per l’affermazione della dignità e della libertà delle donne. Una delle conquiste più significative in Italia fu il diritto di voto, ottenuto 80 anni fa: nel 1945 si compì un passo fondamentale che da allora ha permesso alle donne di essere protagoniste della vita democratica, sia attraverso l’elettorato attivo sia attraverso quello passivo, potendo così rappresentare anche se stesse e contribuire a trasformare la società.

Tuttavia, nonostante i progressi, la violenza di genere continua a minare questi stessi diritti. La libertà di esprimersi, di scegliere, di partecipare alla vita pubblica non può coesistere con la paura, il controllo, la discriminazione o l’abuso, se non a costo di continue lotte alle quali spesso molte donne soccombono.

Futura. La Puglia per la parità

Ogni conquista politica e sociale perde di significato se non è accompagnata dalla tutela della sicurezza e dell’integrità dell’individuo, di ogni genere.

Nei giorni 23 e 24 novembre prossimi si voterà per il rinnovo dei consigli regionali in alcune regioni d’Italia, tra cui Puglia e Campania. Si voterà con la doppia preferenza di genere, una modalità che consente l’espressione di due preferenze per candidati di sesso differente, garantendo così una maggiore parità di genere nelle liste elettorali e nei consigli regionali. Non si tratta quindi di “due nomi liberi”: la differenza di genere è un requisito essenziale.

La Campania è stata la prima regione a introdurre tale doppia preferenza per l’elezione del Consiglio regionale, con la legge regionale del 2009, la n. 4. Tre anni dopo, il Parlamento ha approvato la legge (23 novembre 2012, n. 215), con la quale sono state introdotte, nelle elezioni per i consigli comunali dei comuni con più di 5.000 abitanti, sia la doppia preferenza di genere sia la «quota di lista», che stabilisce che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. La stessa legge ha fissato per i consigli regionali il principio della «promozione della parità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l’accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive».

In seguito a tale normativa, molte altre regioni hanno adottato l’introduzione di tale tipologia di doppia preferenza.

Con un decreto-legge del 2020 (n. 86) anche la Puglia si è adeguata ai principi della promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive per le elezioni dei consigli regionali. Da ultimo la legge regionale n. 5 del 2025 ha riscritto l’intero articolo della precedente normativa regionale (n. 2 del 2005), in materia di scheda elettorale e modalità di votazione, quindi sulla validità del voto. È stata introdotta tale doppia preferenza, non presente nella normativa regionale ma applicata in attuazione del decreto legge.

La disciplina relativa alla scheda elettorale e alle modalità di voto, così modificata, prevede un’unica scheda che riporti i nomi dei candidati alla carica di Presidente della Giunta, ciascuno inserito in un apposito riquadro, affiancato dai contrassegni della lista o della coalizione di liste collegate. L’elettore può esprimere il voto per un candidato Presidente e per una lista collegata; il voto alla lista si estende automaticamente anche al candidato Presidente collegato. È possibile votare solo il candidato Presidente, oppure esprimere un voto disgiunto scegliendo una lista e un candidato Presidente non collegato.

L’elettore può inoltre esprimere una o due preferenze per i candidati consiglieri regionali. Se esprime due preferenze, esse devono riguardare candidati della stessa lista e di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

A valle di tutto ciò possiamo affermare che la democrazia può esistere e rafforzarsi quando nessuno è lasciato indietro, dimenticato o occultato. La doppia preferenza di genere è un importante opportunità per garantire equità agli individui nella rappresentanza, ma acquista valore solo se accompagnata da un impegno quotidiano contro la violenza, la discriminazione e le disuguaglianze.

Il 23 e il 24 novembre, con il voto a cui siamo chiamati e dobbiamo rispondere prontamente per non perdere l’opportunità offertaci, quindi con le celebrazioni già in programma per il 25 novembre, per gli eletti e per rammentare quanto la nostra società civile sia contraria alla violenza alle donne, siamo invitati a rammentare che la libertà e la partecipazione non sono conquiste definitive, ma responsabilità collettive da rinnovare ogni giorno.

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