Anche Moodys alza il rating dell’Italia

Economia & Finanza

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Era ormai nell’aria, ma questo certo non vuol dire che la notizia arrivata dagli usa, pochi minuto fa, non sia da salutare con grande entusiasmo ed orgoglio, da parte di chi come il governo Meloni è riuscito in soli tre anni a trasformare l’IItalia da paese “reietto” e indicato come un pericolo per la stabilità finanziaria di tutta Europa, in un modello come lo ha definito sia il Financial Times, che la presidente della Bce, Christine Lagarde. La notizia tanto attesa è quella che Moody’ s l’agenzia forse piu severa ed importante, quella che in passato era considerato un vero e proprio spauracchio per il nostro paese, ha promosso il debito pubblico italiano a Baa2. Si tratta di una decisione storica, che segue le promozioni di S&P in primavera e  Fitch ad ottobre. Una promozione quella di Moody’ s attesa da ben 23 anni L’outlook del Paese passa da positivo a stabile.

Fra le incertezze della crescita economica, resta solida la domanda di Btp e titoli del debito. Dopo le promozioni del rating da parte di S&P in primavera e Fitch in ottobre,  stavolta è toccato a Moody’s. Complici la stabilità politica, i rendimenti attraenti, una politica di bilancio prudente e la strategia retail del Mef fra Btp Italia, Btp Più e Btp Valore, le famiglie e imprese italiane ad agosto detenevano 442,4 miliardi di euro di debito pubblico, il 14,4% del totale ossia il doppio rispetto al minimo del 7,9% del 2021. Un aumento di domanda – si legge in uno studio del sindacato Fabi – in tandem con quello degli investitori esteri, saliti al 33,8% del totale dal 26,8% del 2022, che aiuta a compensare la diminuzione dei Btp in pancia a Bce-Bankitalia (dai 721 miliardi del 2022 ai 592,1 miliardi del 2025), mentre le banche sono pressoché stabili negli ultimi anni, a circa 620 miliardi.

“Siamo soddisfatti della promozione di Moody’s, la prima dopo 23 anni. Un’ulteriore conferma della ritrovata fiducia in questo governo e dunque nell’Italia” sono state le prime parole a caldo del ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti

Si tratta del giusto riconoscimento da parte dell’ultima agenzia che mancava ( Drs ha promosso il nostro paese nella serie A dei debiti sovrani, qualche settimana fa ) al novero di quello che sono chiamate a giudicare i debiti dovrani dei paesi. Il 23 maggio scorso Moody’s aveva alzato l’outlook sul nostro paese da “stabile” a “positivo”, grazie al miglioramento delle metriche di finanza pubblica e alla forza dei bilanci privati, confermando in contemporanea il rating a Baa3 dell’Italia, Ora la tanto attesa, e secondo molti strameritata, promozione del rating.

il governo ha anche indicato numeri migliori rispetto a quelli stimati e l’Italia si prepara all’uscita dalla procedura di deficit eccessivo, come anche preannunciato dalla stessa commissione europea, pochi giorni fa.. Sul deficit, l’Italia dovrebbe arrivare al 3% già nel 2025 e scendere al 2,8% nel 2026, mentre sul debito/PIL che Moody’s vedeva al 138,4% nel 2026 i target del governo sono per un debito a 137,5% – sottolinea l’esperto. “Sono metriche che di per sé lasciano spazio per un giudizio più positivo da parte di Moody’s. A tutto ciò si aggiunge l’aspetto più significativo per l’Italia: ovvero la prospettiva di uscire dalla Procedura UE di Deficit Eccessivo nei prossimi mesi.

 

 

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