Ingerenza governativa sull’Università ?

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Dopo la modifuca del Regolamento , che disciplina l’Agenzia  Nazionale di Valutazione del Sistema Nazionale Universitario e della Ricerca (ANVUR) altri provvedimenti ,  per la   “ Università Nuova”  sono stati assunti. Notevole la riforma della governance delle Università statali. Appaioni coerenti con la subordinazione totale al Ministro . Università sotto controllo politico?

I protagonisti di questa vicenda sono  il ministro della Università  e della Ricerca Scientifica , la   Commissione per la Riforma della Governance Universitaria presieduta da  Ernesto Galli della Loggia. La Commissione ha presentato la proposta di modifica , della organizzazione e degli organi di governo delle università statali. Sarebbe la cosiddetta “ Università Nuova “. La modifica di maggiore rilievo riguarda il Consiglio di Amministrazione della Università pubblica , che svolge funzioni di governo elaborando l’indirizzo strategico , il monitoraggio e controllo della gestione amministrativa e finanziaria dell’ateneo. Organizzazione e sviluppo nell’ambito della ricerca , della didattica. Funzioni che svolge insieme al Senato Accademico e quindi rappresentando un ruolo centrale nell’architettura degli atenei. Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico producono non solo la programmazione ,  ma si occupano delle assunzioni dei docenti e del personale amministrativo oltre alla ripartizione tra i diversi dipartimenti delle risorse finanziarie. Il Consiglio di Amministrazione fu oggetto di riforma quindici anni fa e il ministro era la Gelmini. La proposta presentata dalla Commissione rischia di scontare l’ingerenza partitica e quindi , delle mutevoli maggioranze pro tempore della rappresentanza e dell’esecutivo. Le due novità rilevanti sono la nomina nel Consiglio di Amministrazione delle Università di un componente da parte del governo. I rettori resteranno , in carica otto anni. Singolare e preoccupante in termini di limitazione della autonomia della università è la composizione del Consiglio di Amministrazione . Sono 11 componenti così espressi : rettore , candidato rettore sconfitto nelle elezioni, tre professori nominati dal senato accademico, due dal rettore, due componenti esterni e uno studente eletto. Le decisioni ? Assunte con il criterio di maggioranza osservando ,  che il rettore ha cinque voti assicurati più quello del componente di nomina governativa . Al quarto anno di amministrazione della università il rettore viene confermato attraverso elezioni dove è l’unico candidato e , in contemporanea saranno rinnovati i direttori di dipartimento.  Nella votazione per il rettore i docenti incidono per tre quarti , il personale tecnico amministrativo per un quinto e il residuo cinque per cento ,  incide con il voto agli studenti. Frammentazione  in comitati con perdita di ruolo del senato accademico , che sarà responsabile delle “ aree di sviluppo strategico dell’ateneo definite nel piano triennale “. Infine e questo un punto fondamentale , il rettore nella elaborazione del Piano Strategico deve tenere conto dell’indirizzo stabilito dal  Ministro. Un rettore che da “Primus inter Pares”  a uomo solo al comando ? È subordinato al Ministro? Vedremo nella approvazione e conversione del decreto quello che succederà. Intanto appare palesemente evidente , che la revisione del Regolamento che disciplina l’Agenzia  Nazionale di Valutazione del Sistema Nazionale Universitario e della Ricerca (ANVUR) approvato in Consiglio dei Ministri con DPR appare coerente e funzionale alla  “ Università Nuova” , definanziata , frammentata e sotto controllo politico. Altri provvedimenti assunti fanno ipotizzare a una riforma complessiva fatta di singoli provvedimenti : dal decreto ministeriale sulle università telematiche all’emendamento Occhiuto/Cattaneo sul precariato, dal reclutamento della docenza alla  revisione dell’ANVUR.

Foto da Scienza in Rete

 

 

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