ROMA – Il Giornale cambia timone. Dal 1° dicembre Tommaso Cerno assumerà la direzione del quotidiano, subentrando ad Alessandro Sallusti, che lascia la guida dopo anni in cui il giornale ha attraversato trasformazioni profonde, tra rivoluzione digitale, nuove dinamiche politiche e continui cambiamenti del panorama mediatico.
Si tratta di un passaggio di consegne dal peso simbolico.
L’uscita di Sallusti e l’arrivo di Cerno non sono solo un normale avvicendamento: rappresentano l’inizio di un riassetto editoriale più ampio nel gruppo che controlla la testata. Sallusti, che negli anni è diventato un volto molto riconoscibile del giornalismo italiano, sceglie di non restare nel ruolo di direttore editoriale e si prepara probabilmente a dedicarsi maggiormente alla televisione e all’approfondimento politico nei talk show.
Chi è Cerno? Senza dubbio un direttore dal profilo trasversale
Tommaso Cerno, classe 1975, porta in redazione un percorso professionale eterogeneo: già direttore de l’Espresso, vicedirettore di Repubblica e più di recente direttore responsabile de Il Tempo. La sua carriera è segnata da uno stile diretto e da una certa inclinazione a mescolare analisi politica, racconto sociale e riflessione culturale, elementi che spesso lo hanno reso una figura divisiva ma sempre riconoscibile.
Negli ultimi anni si è trovato al centro anche di momenti delicati, come episodi di minacce ricevute in estate, che lo avevano portato a ribadire la sua scelta di non arretrare rispetto ai temi trattati. Un profilo, quindi, abituato alle pressioni e alle polemiche, ma anche alla gestione di redazioni complesse.
Che cosa cambierà per Il Giornale?
L’arrivo di Cerno potrebbe segnare una discontinuità significativa nella linea editoriale. Pur ereditando una testata storicamente collocata nell’area conservatrice, il nuovo direttore porta con sé un approccio più ibrido, spesso orientato al confronto e a una comunicazione meno monolitica. Non è detto che questo si traduca in un cambio identitario, ma potrebbe aprire spazi di rinnovamento nel linguaggio, nella selezione dei temi e nella struttura del giornale, soprattutto sul fronte digitale.
Cerno prende in mano un quotidiano che deve affrontare alcune prove cruciali:
Rilancio della carta, in un mercato in cui le copie vendute continuano a calare.
Strategia digitale più aggressiva, con una crescita dell’audience online che passa per nuovi format, video brevi, analisi rapide e contenuti facilmente condivisibili.
Tutto ciò per un riposizionamento culturale, per attrarre nuovi lettori senza snaturare il pubblico storico.
Competizione interna ed esterna, visto che tutto il polo editoriale sta vivendo una fase di riorganizzazione che coinvolge varie testate e direzioni.
Si profila uno scenario aperto.
La nomina di Tommaso Cerno può diventare il punto di partenza per una nuova fase. I prossimi mesi diranno se riuscirà a conciliare tradizione e innovazione, identità politica e sperimentazione narrativa. Di certo, il suo arrivo crea aspettative e curiosità in un panorama mediatico che, dopo anni di immobilismo apparente, sembra muoversi di nuovo.














