Da Ginevra una speranza di pace

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Terminato a Ginevra il vertice Usa-Ue-Ucraina per porre fine al conflitto russo-ucraino. Un incontro definito da Rubio produttivo

Massima riservatezza delle parti sull’esito del vertice Usa-Ue-Ucraina, tenutosi ieri, 23 novembre, a Ginevra per porre fine al conflitto russo-ucraino che da circa 4 anni semina morte e distruzione. Ma, dalle dichiarazioni di Rubio, a capo della delegazione Usa, trapela un cauto ottimismo.

Secondo quanto afferma Rubio,  Kiev sarebbe soddisfatta della nuova bozza. E Trump apre ad una modifica, ma si scaglia contro Zelensky, reo di non aver espresso alcuna gratitudine alla sua mediazione per il raggiungimento della pace.

Le dichiarazioni della Casa Bianca

Pochi, dunque,  i dettagli forniti alla stampa su quello che è stato definito da Usa e Ucraina, in una dichiarazione congiunta, un ‘piano perfezionato’.

Più esplicita invece la dichiarazione fornita separatamente  dalla Casa Bianca secondo cui la delegazione ucraina avrebbe espresso la propria soddisfazione per il nuovo piano  perfezionato, perché riflette i loro interessi nazionali. E, inoltre, risponderebbe alle loro esigenze strategiche fondamentali.

La Casa Bianca ha inoltre sottolineato come sia necessario un prosieguo dei lavori da entrambe le parti, al fine di ottenere anche l’approvazione di Mosca. E ha rinnovato l’impegno ‘a garantire che la sovranità, la sicurezza e la futura prosperità dell’Ucraina rimangano centrali nel processo diplomatico in corso’

Un cambio di rotta evidente dunque che tiene conto dell’aggressione subita da Kiev dalla Russia, che non ha mai riconosciuto la sovranità dello Stato ucraino e accetta in parte le controproposte dell’Ue, strettasi intorno a Kiev

Obiettivi del vertice di Ginevra

Il vertice di Ginevra ha visto la presenza e partecipazione attiva dell’Ue, completamente ignorata precedentemente da Trump nel redigere il suo piano, articolato in 28 punti. Un piano da rivedere entro il 27 novembre prossimo, sulla base dell’ultimatum dato dal tycoon a Kiev, che penalizzava fortemente l’Ucraina, soddisfacendo le richieste di Mosca.

Troppe infatti le condizioni di resa di Kiev, previste dal piano Trump, tra le quali emerge soprattutto la rinuncia a numerosi territori, quali il Donbass e la Crimea, considerati strategicamente importanti da Putin. Ed anche la rinuncia alla Nato.

Un piano definito da Rubio la lista dei desideri della Russia!

Il piano Trump

Articolata in 28 punti, la proposta di pace presentata dagli Stati Uniti, ritenuta inaccettabile dall’Ue e da Kiev, prevedeva, oltre alla cessione di numerosi territori alla Russia da parte dell’Ucraina e alla rinuncia ala Nato, anche limitazioni eccessive al suo apparato militare, né offriva alcuna garanzia o tutela per eventuali nuove incursioni russe sul suo territorio.

Una proposta che, a detta dei ben informati sarebbe stata elaborata lo scorso ottobre da Trump, Witkoff, il genero Kushner ed l’ inviato russo Kirill Dmitriev, all’insaputa dell’amministrazione Usa

La controproposta dell’Ue

Per una volta l’Ue è stata coesa e determinante nella salvaguardia della sovranità dell’Ucraina, presentando a Ginevra una sua controproposta. Mossa necessaria anche per tutelare i confini territoriali dell’Europa tutta dalle mire espansionistiche dello zar Putin..

Non si conosce il testo esatto di tale contropiano, ma emergono dati rilevanti, quali un notevole alleggerimento delle concessioni del territorio ucraino alla Russia, nonché una garanzia di sicurezza per l’Ucraina  da parte degli Usa, in base all’articolo 5 della Nato, in caso di attacco.

Una svolta positiva?

Difficile da stabilire. Mosca continua incessantemente i suoi bombardamenti sull’Ucraina e non replica.

Mentre Putin, decisamente messo alle corde dalle sanzioni europee, quasi come una belva ferita, appare inamovibile e determinato a raggiungere quelli che lui definisce i nostri obiettivi

 

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