Svimez : la trappola dello sviluppo

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Presentato alla Camera dei Deputati l’annuale Rapporto Svimez. Un Mezzogiorno , che anche nel prossimo anno crescerà più del Centro Nord. Creati 500 mila posti di lavoro. Sono 175 mila i giovani , che sono andati via dal Mezzogiorno. Quarantanovemila solo dalla Campania. Il ciclo degli investimenti del PNRR e il boom di turisti le leve della maggiore crescita. Maggiore PIL , ma non maggiore benessere. Dai Rapporti Caritas e Censis si rileva , che cresce il numero delle famiglie povere anche al nord. 

L’aumento del PIL tra il 2021 e il 2024 è stato nel Mezzogiorno dell’8,5%,  più del Centro-Nord di 2,7 punti percentuali. Le leve di questa performance sono state gli investimenti del PNRR e la marea di turisti , che hanno scelto il Mezzogiorno. Creati nel triennio 100 mila posti di lavoro. Un dato invece fortemente negativo e  preoccupante : 175 mila i giovani,  che sono emigrati . Il primato lo detiene la Campania dove tra 2022 e 2024  ha perso 48.489 giovani tra i 25 e i 34 anni.  Due terzi si spostano al Centro-Nord, il resto all’estero. Crescita dovuta agli investimenti del PNRR e a un boom delle presenze turistiche . Il PNRR si conclude a giugno del prossimo anno tranne , che nei settori della produzione di biometano, fotovoltaico, comunità energetiche dove la scadenza sarà il 2029. Le predizioni di Svimez vanno oltre il 2027. Grazie ai cantieri del PNRR il PIL del Mezzogiorno il prossimo anno crescerà dello 0,9%. La crescita cumulata 2025-2026 beneficia di una  domanda di investimenti pubblici,  che vale  1,7 punti di Pil nel Mezzogiorno e 0,7 punti nel Centro-Nord. Nel 2027 gli investimenti pubblici rallentano , riparte la domanda internazionale. Si inverte la crescita: Centro Nord + 0,9% e Mezzogiorno 0,6. La maggiore crescita del Mezzogiorno è dovuta , a vari fattori : la minore esposizione dell’industria meridionale agli impulsi di crisi dovuti agli sconvolgimenti di geopolitica,  un ciclo di investimenti nell’edilizia particolarmente favorevole legato prima al maggiore impatto espansivo degli incentivi edilizi, poi allo stimolo fornito dal Pnrr. Infine  la chiusura del ciclo 2014-2020 della politica di coesione. A  tutto questo si aggiunga  la robusta  ripresa del turismo e dei servizi, che ha rafforzato la domanda interna. Una nota lo Svimez la dedica alla Campania. Cresce col  Pnrr,  perde più giovani di tutte le regioni,  aumenta l’occupazione, ma i salari sono bassi, il lavoro povero e la fuga di laureati svuotano il futuro. A opinione dello SVIMEZ gli Enti locali campani hanno raddoppiato gli investimenti tra il 2022 e 2025. La Campania sembra aver recuperato terreno nella  rigenerazione urbana, asili nido, mense scolastiche. Tra le donne che emigrano, 7 su 10 sono laureate quindi perdita di capitale umano che Svimez stima in miliardi: il Sud forma competenze che generano valore altrove. I giovani la occupazione la trovano  nei comparti a bassa specializzazione: turismo, ristorazione, servizi stagionali. E i salari reali?  Nel Mezzogiorno hanno perso oltre il 10% di potere d’acquisto dal 2021 al 2025, più del Centro-Nord. Elevato il numero di lavoratori meridionali in stato di povertà :  1,2 milioni. Il Rapporto Svimez 2025 parla di «trappola dello sviluppo». Espressione tradotta in una crescita che genera posti di lavoro , ma non  benessere e che non trattiene i laureati. Inoltre il ciclo degli investimenti si fonda su risorse straordinarie : PNRR. Fondo Complementare, Fondi europei per totale italiano di 237 miliardi di euro. La Campania , il Mezzogiorno senza una richiesta di lavoro qualificato potrà crescere ma senza quella evoluzione connessa con il buon vivere. Ci sono poi i dati del Rapporto Caritas sulla povertà ci ricorda che il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è del 48,2% (60,5% uomini e 36% donne). Istat calcola per l’Italia l’11,3% di lavoratori irregolari, , che diventa del 16,5% in Campania e del 19,8% in Calabria. Crescita occupazionale si ma contestuale difficoltà di gestione dei bilanci familiari. Il Rapporto Censis ci dice che cresce il numero di famiglie che vivono in povertà e cresce anche al Nord . Un milione e trecentomila minori vivono in condizioni di povertà. La ex ministro Prof. Fornero interpreta il più occupati e più povertà perché i salari “ sono rimasti pressochè costanti nell’ultimo quarto di secolo. E il loro potere d’acquisto è addirittura diminuitp , negli anni recenti , per effetto dell’inflazione, mentre i bisogni sono aumentati e i servizi pubblici hanno perso efficacia”. Crescita del PIL senza ricadute percepibili sulla qualità della vita dei cittadini.

Foto : Radionorba

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