In occasione del centocinquantenario dalla nascita di Paul Thomas Mann l’Ambasciatore di Svizzera in Italia, S.E. Roberto Balzaretti ha organizzato una tavola rotonda per parlare degli anni trascorsi nella nazione elvetica da quello che fu uno dei più importanti autori del XX secolo, al quale fu conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1929 per il suo “ I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia “ pubblicato nel 1901, al quale seguirono racconti e novelle come “ Tonio Kroger “, “ Tristano “ e “ La morte a Venezia “ oltre che il celeberrimo “ La montagna meravigliosa “, più noto come “ La montagna incantata “ con la pubblicazione del quale Mann continuò la tradizione del romanzo di formazione europeo dimostrando altresì il suo talento artistico.
Mann, scrittore distile scettico-ironico e dalla sintassi complessa e sofisticata, dette altresì vita a racconti come “ Mario ed il mago “, alla tetralogia “ Giuseppe ed i suoi fratelli “ oltre che a “ Doctor Faustus “ che narra la storia del compositore Leverkühn e della corruzione della cultura tedesca negli anni precedenti la seconda guerra mondiale; anche i suoi saggi e le sue dichiarazioni su questioni politiche, sociali e culturali di attualità ricevettero ampia attenzione. Inizialmente scettico nei confronti della democrazia occidentale, riversando il proprio pensiero nelle “ Considerazioni di un impolitico “ prese favorevole posizione nei confronti della Repubblica di Weimar; nel periodo del regime nazista emigrò in Svizzera a Küsnacht, presso Zurigo, poi negli Stati Uniti d’America a Pacific Palisades, distretto di Los Angeles – località che già ospitava una nutrita comunità di esuli tedeschi.
L’11 febbraio 1905 sposò Katharina Pringsheim, detta Katia, figlia del grande matematico Alfred Pringsheim e nipote della propugnatrice dei diritti delle donne Hedwig Dohm dalla quale ebbe sei figli.
Terminata la seconda guerra mondiale, nel 1952 fece ritorno in Svizzera, non nella Germania Ovest in cui venne anche proposto come primo presidente federale; morì di arteriosclerosi a Kilchberg ( Zurigo ) il 12 agosto del 1955.
La movimenta vita di Mann è stata illustrata nel corso di una affollata tavola rotonda all’Ambasciata Svizzera di Roma, perfettamente organizzata dalla Addetta Culturale Valentina Torri, da una dotta introduzione dell’Ambasciatore Balzaretti che ha introdotto due esperti della vita e dell’opera di Thomass Mann: il Direttore dell’Archivio Mann della Biblioteca del Politecnico di Zurigo Tobias Amslinger il quale ha ampiamente descritto tanto la travagliata vita dello scrittore che l’organizzazione della raccolta delle sue opere per come in atto da parte dell’archivio da lui diretto e che ha annunciato il quasi ultimato il lavoro di digitalizzazione delle opere di Mann.
La seconda partecipante alla tavola rotonda, fisicamente impedita a partecipare personalmente all’incontro, ma in collegamento telematico con l’Ambasciata all’interno della quale si è tenuto l’incontro, la Dottoressa Elisabeth Galvan ordinaria di letteratura tedesca presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” ed autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, ha tenuto un dotto ed interessantissimo saggio sulle opere di Mann.















