Tommaso Foti: “Andremo avanti con le riforme”

Economia & Finanza

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“Completeremo le riforme, giustizia, premierato, legge elettorale”. Lo dichiara in un’intervista al Corriere della Sera il ministro agli Affari europei con delega sul Pnrr e i fondi di coesione, Tommaso Foti. 

«C’è il rischio di un pareggio, con una situazione di stallo che comporta un danno per i cittadini che non vedrebbero un governo deciso da loro ma un governo tecnico», ha detto ieri La Russa alla presentazione del nuovo libro di Bruino Vespa. «Per questo va esaminata la legge elettorale, con una riforma pensata non per avvantaggiare qualcuno ma per evitare lo stallo. Questo è l’appello che rivolgo alle forze politiche: serve una riforma bipartisan, la migliore sembra essere quella regionale, la Tatarella». Legge che prevede l’elezione diretta dei presidenti di regione con un premio di maggioranza alla coalizione più votata.

NELLE STESSE ORE il governo chiede alla capigruppo di Montecitorio di portare in aula a gennaio la riforma costituzionale del premierato che giace alla Camera dopo il primo sì del Senato a giugno 2024. Una riforma incanalata su un binario morto, che la premier vuole invece riesumare. «Se la maggioranza decide di utilizzare il tempo che resta per completare il premierato i tempi ci sono, il problema è la scelta politica», dice La Russa. Insomma come stabilito nel programma di governo, il centrodestra sembra intenzionato ad andare avanti con il percorso delle riforme. Die giorni fa ecco arrivare l ’annuncio di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del consiglio ed uno degli uomini più ascoltati dalla premier: «Completeremo la riforma del premierato nel corso della legislatura, e poi verrà sottoposto al giudizio degli italiani», dice alla festa per i 25 anni di Libero. «Avevamo detto che avremmo fatto una serie di riforme, la giustizia l’abbiamo fatta, le mettiamo a disposizione degli italiani». Fazzolari entra con entrambi i piedi anche nella legge elettorale: «Noi vorremmo immaginare una legge già adatta al premierato. Il referendum con ogni probabilità si terrà nella prossima legislatura, a quel punto sarebbe già bene avere una legge elettorale che rispecchia quella che dovrà essere adottata». «Credo che il sistema che vige per sindaci o regioni, dove tendenzialmente l’elettore sa chi sarà a guidare il governo, è il modello che andrebbe seguito: un proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del presidente del Consiglio».

Ma il ministro degli affari europei, Foti, dopo aver incassato il via libera dalla Ue alla ultima modifica del Pnrr che è la precondizione per il pagamento dell’ottava rata.  ribadisce anche la volontà di approvare riforme che eliminano il rischio di giochi di palazzo, come quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi dieci anni. “Il referendum – osserva l’esponente di FdI – mette gli italiani davanti a una scelta chiara: confermare una riforma per una giustizia più giusta che evita la proliferazione delle correnti in magistratura e garantisce una Alta corte, terza, che giudica il comportamento di chi esercita la funzione giurisdizionale, o no”. Sul premierato: “Al contrario di quanto si dice, non dà più potere a Meloni ma preserva il potere dei cittadini di scegliere da chi essere governati e garantisce stabilità: è di tutta evidenza quanto un governo stabile avvantaggi il Paese”.

Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale bisogna “evitare che il giorno dopo le elezioni non si determini alcun vincitore e gli elettori si sentano presi in giro da chi utilizza il loro voto per giochi di palazzo”. Ed ancora: “Non è una novità che si metta mano alla legge elettorale a fine legislatura. Del resto se noi stiamo lavorando a una riforma costituzionale che modifica l’ordinamento, che senso avrebbe avuto procedere prima senza poterne tenere conto? Evitiamo situazioni alla Renzi 2 la vendetta”.

In conclusione, sui progetti del Pnrr, il ministro spiega: “Abbiamo appena avuto l’ok all’ottava rata. Parliamo di circa 550 mila progetti. Stiamo realizzando importanti finalità sociali, dai posti asilo agli studentati, stiamo aiutando le imprese a innovare, insomma stiamo realizzando gli obiettivi che la Commissione ci ha consegnato insieme a quelle risorse. Il Pnrr non è un programma di spesa ma di performance e di riforme. Lo sforzo dell’ultimo miglio – conclude Foti – certo è importante. Ma molto è stato fatto, ce la faremo”.

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