L’astinenza fa male?

Cento domande sulla sessualità

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I medici del XIII secolo mettono in guardia dalla continenza, pensano che la ritenzione di sperma agisca nell’organismo al pari di un veleno. Si consiglia il coito dopo una breve siesta e/o prima dell’inizio della notte.

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A partire dal 1300 aumentano le informazioni in tema di sessualità, gli specialisti del fisico <<phsyci>> approntano manuali come i Regimina Sanitatis che mescolano igiene e dietetica.

I Libri simplicis medicinae  propongono l’atto sessuale non solo nel contesto della procreazione ma anche dell’igiene generale. Arrivano anche vecchie esagerazioni che sconsigliano eccessi che indeboliscono la vista o che distruggono l’appetito, tutti però condannano l’astinenza molto pericolosa.

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In accordo con Galeno, Costantino l’Africano o Avicenna si riafferma la necessità del coito per preservare la salute fisica e mentale, insieme all’esercizio fisico, i bagni regolari, la dieta e un sonno sufficiente.

Al filosofo Schopenhauer piaceva l’amore carnale però sosteneva che:

l’amore è un mosto che fermenta facilmente trasformandosi in veleno, e produce bambini strillanti ….che detestava.

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Il filosofo fu protagonista di una singolare avventura amorosa con una veneziana, citata come la  vispa Teresa, le invia una lettera alla quale risponde indirizzandola a « Arthur Scharrenhans», probabilmente perché si era dimenticata il cognome vero. Ma è il contenuto dello scritto che dissipa ogni dubbio e rivela la disinvoltura di costumi della vispa signora che dopo aver confessato che con «tanto piacere ricevei la tua letara sentindo che non ti sei dimenticato di me», Teresa invita Arthur a trascorrere un po’ di tempo con lei, anche se ha un amico.

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