Longevità e Veleno

Longevità, prevenzione & stili di vita

Di

Veleno deriva dal latino Venenum riferibile a Venere, dea dell’Amore che tutto nasconde sotto il miele più dolce

Medea di Frederick Sandys (1829–1904)

Medea, sacerdotessa, maga e guaritrice, figlia del re della Colchide, promette longevità e convince il vecchio re Pilia a ringiovanire con una bollitura del suo corpo fatto a pezzi, riesce a illudere il re e le figlie mettendo a bollire un ariete e tirando fuori dal pentolone un agnello. Medea poi si innamora perdutamente di Giasone e con i suoi saperi alchemici e i suoi rituali esoterici lo aiuta a conquistare il Vello d’Oro dopodiché fugge con lui, ricevendo la promessa di fedeltà assoluta.

Ma Giasone è un seduttore seriale, già nel corso del suo viaggio alla ricerca del Vello d’Oro aveva messo incinta e abbandonato Issipile e dopo qualche anno di vita coniugale a Corinto, dove la coppia ha due figli, Giasone tradisce ancora Medea e si prepara a sposare la giovane figlia del re Creonte, Glauce. Si scatena allora l’arte venefica di Medea che si concretizza  nella realizzazione di una veste avvelenata che viene consegnata alla rivale con tragiche conseguenze. 

Ercole riceve la veste avvelenato British Museum

Un altro infedele seriale avvelenato è Eracle disegnato nudo della pelike  attica a figure rosse (Pittore Washing Londra, British Museum). 

L’eroe sta per ricevere una veste avvelenata dalla moglie che è  stata tradita e pensa di riconquistarlo con un filtro d’amore di cui ha intriso la veste di benvenuto, resasi poi conto che la veste è avvelenata e può uccidere l’amato Eracle si toglierà lei la vita.

Avvelenati spesso e a piccole dosi  anche nella realtà di oggi, come risulta da un recentissimo studio francese che  ha analizzato la concentrazione nel sangue di diversi inquinanti nei capelli di bambini di tre anni e mezzo e delle loro mamme. Lo studio ha riscontrato la presenza di numerose sostanze usate in agricoltura e nella plastica nella quasi totalità dei bambini. Le microplastiche sono riscontrate anche nelle coronarie di adulti mentre metà dei bambini italiani consumano quotidianamente bevande zuccherate e questo  aumenta i rischi di patologie cardiovascolari (ipertensione, dislipidemie, iperglicemia), di obesità infantile, di diabete, malattie sempre più frequenti in bambini e adolescenti, e di carie dentali.

L’Associazione dei cardiologi americani, l’autorevolissima American Heart Association, dopo aver riesaminato tutti gli studi sui danni dello zucchero ai bambini, ha raccomandato di non farglielo neanche assaggiare nei primi due anni di vita e, per i più grandi, di limitare il consumo di bevande zuccherate a una lattina a settimana. 

Per saperne di più

 

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