La Commissione europea ha dato il via libera a ingenti richieste di pagamento da parte di Italia nell’ambito del Recovery and Resilience Facility (RRF) del programma NextGenerationEU. La Commissione ha valutato positivamente la richiesta di pagamento dell’Italia, del valore di 12,8 miliardi di euro, che porterà i fondi totali erogati a oltre 153 miliardi di euro. L’Italia ha raggiunto con successo 32 traguardi e obiettivi, con misure di punta tra cui la dotazione di oltre 8.5000 scuole di strumenti digitali, in particolare il potenziamento dell’istruzione multilingue e delle competenze di innovazione, e il sostegno a oltre 500 progetti di ricerca sanitaria per migliorare la conoscenza di malattie rare e tumori.
Il risultato è stato accolto con soddisfazione da Palazzo Chigi. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivendicato il primato nazionale nell’attuazione del piano, sottolineando come l’approvazione europea dimostri la solidità dell’impegno governativo. L’obiettivo dichiarato dall’Esecutivo è sfruttare queste risorse per attuare cambiamenti strutturali e duraturi, investendo in riforme strategiche volte a incrementare la competitività del Paese. Sulla stessa linea il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, che ha evidenziato come, con questo versamento, i trasferimenti totali all’Italia supereranno i 153 miliardi di euro dall’avvio del programma. Lo sguardo è già rivolto al futuro immediato: il lavoro prosegue per formalizzare la richiesta della nona rata, legata al raggiungimento di cinquanta nuovi obiettivi.
Tra i traguardi validati dalla Commissione spiccano interventi mirati alla tutela ambientale e al tessuto economico locale. È stato implementato un sistema avanzato per il monitoraggio e la previsione dei rischi idrologici, strumento chiave anche per il contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti. Sul fronte della biodiversità, sono stati attivati investimenti per il ripristino dei fondali e degli habitat marini. Risultati significativi anche per l’economia dei piccoli centri: il Piano ha sostenuto oltre 2.600 imprese attive nei borghi storici, superando ampiamente il target iniziale fissato a 1.800 unità. Parallelamente, si è proceduto alla digitalizzazione della Guardia di Finanza, dotata ora di sistemi informativi innovativi per la lotta alla criminalità economica.
Il via libera riguarda anche corposi investimenti nel settore sanitario e sociale. È stato raggiunto l’obiettivo di potenziare l’assistenza domiciliare attraverso la telemedicina, raggiungendo oltre 1,5 milioni di pazienti over 65 e concretizzando il concetto di casa come primo luogo di cura. Risorse importanti sono state destinate al potenziamento della ricerca biomedica del Servizio Sanitario Nazionale e al finanziamento di progetti su tumori e malattie rare o altamente invalidanti. In ambito sociale, sono stati definiti i passaggi necessari per attivare lo strumento finanziario dedicato all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica.
Sul fronte delle riforme strutturali, l’ottava rata certifica l’adozione del Testo unico in materia di energie rinnovabili, un passo decisivo per la semplificazione normativa del settore energetico. Infine, un segnale positivo arriva dalla gestione finanziaria della Pubblica Amministrazione: sono stati raggiunti gli obiettivi relativi al rispetto dei tempi di pagamento da parte delle amministrazioni centrali e locali, delle Regioni, delle Province autonome e degli enti sanitari, rispondendo a una delle storiche criticità del sistema italiano.













