Qualche notizia sulle imboccature (parte2)

Equitazione

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Qualche notizia sulle imboccature (parte2)
Come promesso, dopo aver avere disquisito in merito all’apparato ioideo e
compreso che questi ha il compito di supportare la lingua del cavallo, in più si
articola direttamente con l’osso temporale e quindi è connesso anche a laringe e
faringe, cerchiamo di approfondire anche la relativa importanza delle imboccature
usate.
L’imboccatura è uno dei finimenti utilizzato dalla maggior parte dei cavalieri per
comunicare con il cavallo.
Facciamo innanzi tutto una semplice carrellata di nozioni utili per capire meglio cosa
mettiamo in bocca al nostro cavallo:
 l’imboccatura è un pezzo di metallo (o altro materiale) che viene collegato ad
una testiera e a delle redini, e, posto nella bocca del cavallo, funge da mezzo
di controllo e di direzione del cavallo;
 la parte centrale dell’imboccatura viene chiamata “cannone”, mentre
esternamente alla bocca, ritroviamo gli anelli o le aste.
Dove agisce l’imboccatura:
 sulla lingua;
 sul palato;
 sotto il mento (tramite il barbozzale);
 sulle barre, ovvero lo spazio privo di denti, dove poggia l’imboccatura.
Come scegliere un’imboccatura
Ogni cavallo, ha grande sensibilità della bocca, basti pensare che alcuni cavalli
nemmeno necessitano dell’imboccatura.
Può essere un errore grave scegliere imboccature “dure” poiché si potrebbe avere
un cavallo molto infastidito ed irrequieto. In questo caso si consiglia di rivolgersi ad
un addestratore competente.
La gestione del cavallo non dipende dall’imboccatura, bensì dall’assetto, dalle mani
e dalle gambe (Aiuti principali).
Tipologie di imboccature
Le due tipologie di imboccature principali sono il filetto e il morso.

 Il filetto per i cavalli è utilissimo dalla fase di addestramento del puledro e
in quella della normale gestione del cavallo adulto.
 Il morso è un'imboccatura a leva, capace di trasformare la tensione
applicata dal cavaliere sulle redini in una intensa pressione localizzata.
Al contrario di quanto avviene con un filetto, la tensione della redine viene
moltiplicata di varie volte dall’ azione di leva, in funzione della lunghezza
delle aste.

Per quanto riguarda il morso voglio volutamente soffermarmi a una valutazione più
profonda e incisiva, perché troppo spesso si notano cavalieri, soprattutto in
campagna, che usano il morso ignari ed inconsapevoli dei danni che possono
arrecare al proprio animale.
Il morso agisce:
 sui lati della mascella a causa della sua lunghezza, effettua una certa
pressione;
 sulle barre: la pressione, applicata dal pezzo del boccale, è direttamente
proporzionale alla lunghezza delle aste. Viene ulteriormente aumentata dalla
presenza del barbozzale e dall’altezza del ponte;
 sulla lingua: la pressione, applicata dal pezzo del boccale, è in relazione con lo
spessore e con il tipo di pezzo boccale;
 sul palato viene applicata solo se il pezzo boccale ha un ponte alto.
 sul solco del mento: viene applicata dal barbozzale quando si agisce sulla
redine del morso;
 Nel caso di una caduta, se il cavaliere resta aggrappato alle redini il morso a
leva può provocare gravi lesioni alle barre, fino alla frattura della mandibola.
Potrei addentrarmi più in profondità per spiegare nei dettagli la severità dell’azione
di un morso a leva, ma mi limito nello sconsigliare l’uso in qualsiasi circostanza da
parte di cavalieri che non siano supportati da una buona tecnica equestre e non
abbiano una mano estremamente idonea.
Credo comunque sia doveroso affermare come molti studiosi di veterinaria abbiano
dichiarato che l’uso del morso, che risale agli albori della domesticazione del cavallo,
sia un errore durato troppo a lungo.

Il morso, qualsiasi morso, causa dolore al cavallo, anche se il cavaliere non ne è
spesso consapevole, di conseguenza provoca nell’animale problemi
comportamentali più comuni e più gravi di quanto non si possa supporre.
Per questo motivo consiglio soprattutto a coloro che si approcciano al cavallo senza
una preparazione tecnica e veterinaria di non cadere nelle mode o nei consigli non
ponderati o negligenti. È opportuno e conveniente conoscere in profondità e
seriamente ogni attrezzo che andiamo ad usare, con il fine di gestire il nostro
cavallo.
Se avete letto entrambi gli articoli vi renderete conto di quanto l’apparato boccale
del cavallo sia delicato e possibile portatore di svariate patologie.
Termino con una celebre citazione del Cap. Federico Caprilli:
“Non saranno mai le imboccature a risolvere i problemi di equilibrio, ma il lavoro e
la paziente dolcezza della nostra mano”.

18.11.2025 Cav. Luigi Conforti – Maitre Randonneur

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