Nella capitale è andato in scena In casa con Claude 2.0

Lazio

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Ultimo sipario al Teatro Belli di Roma, per “In casa con Claude 2.0”, spettacolo teatrale liberamente tratto da Being at home with Claude di René Daniel Dubois, adattamento e regia di Giuseppe Bucci, con Matteo Santorum ed Enrico Sortino. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Segreto del maestro Bucci, ha già illuminato altri palcoscenici e proseguirà nel nuovo anno con nuove date.

Un serrato interrogatorio tra un commissario di polizia – Enrico Sortino,  e un giovane escort omosessuale –Matteo Santorum, dalla vita borderline. Il ragazzo si è autoaccusato dell’efferato delitto di un altro giovane e tuttavia si rifiuta ostinatamente di spiegare (soprattutto a se stesso) il come e il perché del suo terribile gesto.  Il commissario, dai tratti umani ma incatenato a ostinati pregiudizi, non mollerà e il finale rivelerà un inaspettato e sconvolgente segreto.

Un dramma visionario e adrenalinico che scava a fondo nei sentimenti e negli abissi dell’animo umano e nelle feroci conseguenze del pregiudizio e della emarginazione che ancora divorano le nostre società. Uno spettacolo in cui la morte, l’amore, la rabbia, il dolore sono espressi con feroce intensità. Un susseguirsi di emozioni e respiri nella penobra, che acceca più della luce della verità. Ma lo spettatore romano giunge alla verità restando incollato alla poltrona per tutto il tempo del dialogo e riconoscendo infine a Matteo Santorum la bravura interpretativa che rende un dramma così reale e forse, cosi personale.

NOTE DI REGIA

Il testo di René-Daniel Dubois, scritto negli anni Ottanta ma ambientato nei ’60 è un forte testo di denuncia contro la impietosa emarginazione degli omosessuali, ancor più se relegati ai margini dalla prostituzione o dal consumo di droghe. Affronta molto in profondità la questione dell’accettazione di se stessi e del desiderio di amare e sentirsi amati quando non si ritiene di averne diritto perché sporchi o sbagliati. Yves è solo un ragazzo disincantato e incattivito dai pregiudizi della società convinto di non essere in grado di sostenere una storia d’amore e di non meritare l’amore di un altro ragazzo come lui… un suo riflesso e per questo quello ciò che commette lo commette soprattutto contro se stesso.

Ho deciso di rivoluzionare il testo originale eliminando tutte le connotazioni storiche e geografiche per evidenziare quanto queste tematiche, legate alla omosessualità, alla negazione dei diritti, alla emarginazione siano ancora oggi così attuali.

In alcune parti del mondo l’omosessualità è ancora criminalizzata e punita in maniera atroce, ma anche nel nostro “occidente” o nella nostra Italia è ancora così presente una ostile omofobia che continua a condizionare e rovinare la consapevolezza affettiva, sessuale e sociale di moltissimi giovani.

Porto in scena da anni (con cast diversi) “In casa con Claude” perché, in un percorso ultra decennale di impegno sociale, mi sono rispecchiato molto nelle tematiche di Dubois. Alcune esperienze personali dolorose mi hanno permesso di arrivare decisamente in fondo alle questioni e ai sentimenti provati da Yves e Claude, consentendomi di fare un lavoro sugli attori molto viscerale ed empatico.

Enrico Sortino, attore esperto e sensibile diventa per me un Ispettore ancora più spietato nella sua caccia alla verità ma anche una sorta di società/padre (capace alla fine di comprendere?) contro la quale il ragazzo si scaglia soprattutto perché si sente rifiutato, non capito. 

Matteo Santorum è un giovane talento dalla sensibilità acutissima. La sua capacità di scendere in profondità e di connettersi con le emozioni da raccontare mi ha convinto a riportare ancora una volta in scena il personaggio di Yves sicuro che ne avrei avuto una versione ancora più sincera e vibrante. 

Biografia di Giuseppe Bucci (autore e regista)

(Vive tra Napoli e Roma) è autore e regista. Si forma e lavora come attore con Carlo Cerciello (“Il contagio” storico adattamento teatrale di “Cecità” del Nobel Josè Saramago), Walter Manfrè (“La confessione”), Francesco Silvestri, Michele Monetta e al cinema con Mario Martone e Francesco Rosi. In teatro è stato il primo regista portare a Roma e Napoli il dramma “Tom a la ferme” di Michel Marc Bouchad (con Salvatore Langella e Lorenzo Balducci) reso famosissimo dal film di Xavier Dolan. Molto apprezzato anche il suo adattamento in monologo di “Orlando” di Virginia Woolf.

Al cinema, nei suoi corti ha diretto Rosaria De Cicco in una pluripremiata versione di “Voce Umana” di Cocteau in chiave lesbo (“La voce di Laura”), Paolantoni e Patrizio Rispo in veste drammatica in “Luigi e Vincenzo” (finalista Outfest Los Angeles), un corto lgbtqi+ dicentato negli anni un vero e proprio Cult, e”frammenti di Scannasurice” da Enzo Moscato con una altrettanto decorata Imma Villa. “In casa con Claude” va in scena, apprezzatissimo, dal 2020 con cast spesso rinnovati in cerca di giovani talenti da far conoscere.

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