A Napoli, nella galleria Principe di Napoli, torna a vivere la cultura con “ Scotto Jonno “

Arte, Cultura & Società

Di

“Scotto Jonno”, è un raffinato ambiente frequentato dalla nobiltà e dalla cultura partenopea più raffinata;  è un luogo, divenuto famoso che ebbe origine nell’allora neonata Galleria Principe di Napoli nel lontano 1883 circa.

Punto di ritrovo per artisti, politici e intrattenitori dell’epoca il locale originale ebbe un periodo di grande successo prima di attraversare un notevole declino architettonico quando finì per diventare la Tesoreria Comunale del Banco di Napoli.

In tempi più recenti questo luogo cult della Napoli mondana è stato recuperato, con notevole sforzo, e destinato anche a  caffè letterario allo scopo di riportarlo agli antichi fasti culturali e sociali.

Esempio recente dei fasti partenopei è stata la celebrazione tenutasi in questi giorni dedicata a “ L’Arte incontra le Professioni “ che l’organizzatrice dell’incontro, la giornalista Mariy Vicedomini, ha saputo trasformare in un  evento non soltanto mondano al quale hanno partecipato i più alti esponenti della intellighentia campana, del mondo della diplomazia, della cultura raffinata, della medicina, dell’imprenditoria oltre che della musica e della danza.

Il Patron della rinnovata struttura di origine ottocentesca, Luca Iannuzzi, ha fatto gli onori di casa unitamente alla moglie Signora Deborah Di Meo: il gioiello liberty è stato trasformato in centro polifunzionale all’interno del quale il locale e l’arte che ospita non si sviluppano secondo i canoni tradizionali ma pongono in maniera sapiente alcune delle bellezze tipicamente campane: dagli arredi, ai cristalli, alle sculture ai dipinti ad olio, ai velluti in seta di San Leucio, che impreziosiscono ogni suo angolo, dall’ampio bistrot; la cultura trasuda dall’odore inebriante di antichi volumi custoditi in uno spazio interno adibito a biblioteca ed a sala di lettura.

Non mancano richiami ai sapori di caffè chantant che contribuiscono a rendere la Galleria Principe di Napoli il cuore pulsante della ‘ Napoli che vive’ custodendo in tal modo l’anima originaria del luogo e traghettando fino a noi quell’allure di festa, musica e cultura direttamente nel presente”.

La serata inaugurale  è stata un trionfo di sensi per gli esteti raffinati, allietata dalla musica elegante di un ensemble d’eccezione che ha animato sia gli spazi interni che il dehors con la chitarra vibrante di Antonio Cece, il contrabbasso di Massimo Mercogliano e il clarinetto di Ernesto Gargiulo, mentre la direzione artistica è stata affidata a Marco Amoroso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube