Per far fronte alle grandi sfide che devono affrontare le grandi citta europee, la commissione ha presentato la sua agenda per le città, la strategia che rafforza il ruolo delle città nello sviluppo dell’Unione e coordina in un unico quadro le politiche urbane europee. L’obiettivo della commissione è quello di rafforzare il ruolo di comuni e citta all’interno della politica europea e di quella della coesione, smentendo quindi nei fatti chi sostiene che con la nuova riforma del bilancio europeo, verrebbe ridotto il ruolo degli enti locali. Su questo punto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Ue e commissario alle politiche della coesione, è sempre stato chiarissimo fin dall’inizio del suo mandato
Nel periodo 2021-2027, circa 100 miliardi di euro per le politiche di coesione, infatti, saranno destinati a progetti per le città, di cui oltre 24 miliardi di euro gestiti direttamente dalle città per sostenere strategie locali integrate. .
«Le città devono affrontare sfide significative come alloggi a prezzi accessibili, costi energetici elevati, sicurezza, segregazione sociale e impatti climatici – si legge nel documento dell’Europa presentato due giorni fa–. Inoltre, i cambiamenti demografici e la domanda di servizi pubblici richiedono strategie di adattamento per mantenere la forza lavoro qualificata e rafforzare la coesione economica e sociale».
Un recente sondaggio di Eurobarometro, ha evidenziato come il problema più urgente per gli europei che vivono nelle città è, di gran lunga, quello della cronica mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Secondo il 51% delle persone intervistate, questo è un problema immediato e urgente. Un terzo degli intervistati (33%) afferma invece che la disoccupazione o la mancanza di opportunità di lavoro rappresentano un problema più urgente nella città in cui vive. Un 30% invece sottolinea come problema più urgente da risolvere quello della mancanza di servizi pubblici
“Il futuro europeo dell’Ucraina è già iniziato, a livello regionale. L’Ucraina è già pienamente coinvolta in sette programmi attraverso la politica di coesione e partecipa a centinaia di progetti di cooperazione con regioni dei Paesi Ue confinanti. Questo per me è un’ulteriore prova del ruolo strategico dell’Ue nella ripresa dell’Ucraina”, ha sottolineato Raffaele Fitto, ricordando anche come, attraverso il programma di cooperazione transfrontaliera tra Ungheria, Slovacchia, Romania, Ucraina sono promossi “55 progetti con partner ucraini in cui si lavora insieme in settori chiave come l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’accesso all’assistenza sanitaria, la cultura e la gestione delle frontiere”. Fitto si è poi soffermato sulla politica della casa che “è una competenza degli Stati membri. La Commissione Europea la sta affrontando con un approccio concreto, operativo e anche con la possibilità di indirizzare le risorse nel modo più efficace possibile”. Il vicepresidente della Commissione Ue ha ricordato in tal senso la revisione di medio termine dell’attuale programma di coesione “che consente di aumentare di risorse della coesione che già abbiamo assegnato fino ad oggi, quindi da qui a dicembre avremo una quantificazione e aspettiamo le proposte dei governi nazionali e delle Regioni”.
Fitto ha poi anche aggiunto che “affronteremo anche il tema collegato alle grave situazione delle aree rurali interne dove c’è l’effetto opposto, c’è lo spopolamento, ce lo ricordava ieri in modo molto efficace il Presidente della Repubblica, quindi un appello che dobbiamo tener in conto”. Sempre a dicembre ci sarà il piano europeo per le case a prezzi accessibili. “Stiamo mettendo in campo le risorse, le scelte di programmazione e individuiamo questa non con come una priorità, ma come un’emergenza”, ha concluso.
















