Numeri da record per l’agricoltura italiana nel 2025

Agroalimentare & Enogastronomia

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L’agricoltura italiana accelera nel 2025 e questo anche grazie all’attenzione particolare che questo governo fin dall’inizio ha dedicato al settore primario. Tutte le associazioni di categoria, a cominciare dalla Coldiretti hanno sempre riconosciuto al governo Meloni di essere stato in assoluto quello più attento alle problematiche e alle esigenze dell’agricoltura. e i risultati  e lo dimostrano i risultati positivi ottenuti quest’anno, a fronte di un miglioramento evidente rispetto agli anni precedenti. Nella conferenza stampa di fine anno al ministero dell’Agricoltura è intervenuto il ministro Francesco Lollobrigida, alla presenza del capo di gabinetto Raffaele Borriello, assieme ai sottosegretari Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo. «Quest’anno l’agricoltura – ha evidenziato il titolare di via XX settembre – ha raggiunto risultati straordinari, il primo è il reddito degli agricoltori che ha registrato una crescita del 9,2% e anche un valore aggiunto da 44,4 miliardi di euro». Dunque, il settore primario è diventato tale «nella sostanza» e quindi anche «resiliente». Inoltre, il governo Meloni ha puntato sull’agroalimentare «con l’obiettivo strategico di raggiungere una sovranità alimentare europea. Immaginare di non avere un settore resiliente all’interno dell’Ue è una scelta fallimentare».

Il ministro è certamente uno degli artefici del cambio di passo anche in Europa verso un settore che ha sempre dovuto pagare una certa e sconsiderata poca attenzione delle istituzioni europee verso un settore fondamentale dell’economia non solo italiana ma Europea nel suo complesso. Poi certamente la presenza come vicepresidente esecutivo con delega anche all’agricoltura e alla pesca, di Raffaele Fitto ha rappresentato la chiusura perfetta del cerchio. Il suo lavoro sia sui fondi coesione che sulla riforma del bilancio è stato ed è ancora preziosissimo per evitare che la Pac sia ridimensionata e con essa gli aiuti al settore che da tempo versa in grande difficoltà a livello europeo. Il lavoro di squadra poi degli eurodeputati italiani sta facendo un lavoro egregio, come mostrato di recente sulla questione della deroga per la pesca dei per molluschi da 22 millimetri invece dei 25 previsti dalla normativa, come ha affermato Carlo Ciccioli uno dei piu tenaci difensori della deroga fondamentale per il settore della pesca adriatica ” Col lavoro di squadra di tutti gli eurodeputati italiani. Fosse rimasta la misura dei 25 millimetri, una parte significativa del prodotto italiano non sarebbe stata commerciabile con un vantaggio per l’import spagnolo in Italia. Non a caso la presidente spagnola della commissione pesca, prima ha chiesto il rigetto della deroga, poi ha tentato il rinvio del voto”

“Siamo la prima economia agricola europea, per la prima volta per valore aggiunto. La capacità di far crescere il reddito degli agricoltori è del 9.3% di crescita rispetto all’1,8% della media europea. Record di stanziamenti nella storia repubblicana da parte del governo Maroni al mondo agricolo, 15 miliardi in tre anni. Record della capacità di questo Ministero di mettere a terra le risorse, passiamo dal 54% al 79%”. ha detto ancora Lollobrigida

“Record di crescita in agricoltura: rispetto al dato medio nazionale dello 0,8% cresciamo del 2% in Italia. Capacità di essere punto di riferimento di tutto il settore agricolo europeo, come capacità di impegnare l’Europa a tornare a se stessa e a ragionare di resilienza capacità di sostenere il mondo produttivo come priorità”. Il ministro ha poi voluto sottolineare come il ddl “Coltivaitalia” che stanzia un miliardo di euro per il futuro del settore «è in fase di chiusura, i primi mesi del prossimo anno sono quelli decisivi e vedranno l’approvazione e poi, quindi, la possibilità di lavorare per mettere a terra le risorse e stiamo già lavorando». In seguito, il ministro ha auspicato che «ogni intervento che propone il governo nel Parlamento sia comunque migliorato, ma c’è sostanzialmente la predisposizione di tutte le forze politiche a votare a favore a un intervento unico». L’obiettivo principale è quello di far arrivare i fondi agli imprenditori agricoli «appena ne avremo la disponibilità». Non bisogna dimenticare che Coltivaitalia rappresenta «un intervento di carattere strategico che non si registrava almeno da 50 anni in questa Nazione».

D’altra i dati Ismea appena usciti che si riferiscono all’anno 2024 parlano evidenziano risultati incoraggianti per la nostra agricoltura che conquista la leadership europea, con 44,4 miliardi di euro di valore aggiunto e un export agroalimentare vicino ai 70 miliardi di euro, e un aumento del reddito agricolo del 9,2 %. Il settore mostra poi  crescita in occupazione (circa 1 milione di addetti) e investimenti, raggiungendo un valore complessivo di circa 81 miliardi di € se si considera l’intero sistema agroalimentare. 

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