Rogo del palazzo presidenziale, del palazzo della corte suprema e di edifici ministeriali in Nepal
Rogo appiccato dalla Gen Z dopo che sono stati messi al bando i social
4 Settembre 2025, Nepal. Il Governo nepalese aveva vietato l’uso di 26 social: LinkedIn, Facebook, YouTube, X ed altri. Le motivazioni apparenti sarebbero state la necessità di sottoporle alla supervisione del Governo entro una data di scadenza ormai superata, il bisogno di trasparenza e dubbi sulla gestione dei social stessi.
Settembre 2025, Nepal. La Gen Z – ossia i giovani nati tra il 1997 e il 2012 – non credeva alle motivazioni del Governo, si sarebbe sentita vittima di censura incostituzionale ed eccessi di controllo. Per questo motivo incendiò il palazzo presidenziale, quello della corte suprema, edifici ministeriali, abitazioni private di politici sia di Governo che di opposizione.
I motivi delle proteste e le vittime
9 settembre. Nella speranza di porre fine alle manifestazioni violente e ai danni, è stato ritirato il divieto di usare i social e il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli ha lasciato il potere. Le proteste però non si sono fermate, per proseguire a contestare contro la corruzione e contro la disoccupazione giovanile. I giovani disoccupati raggiungono il 20%. Alcuni politici sono stati aggrediti. SkyTG24 ha riportato i comunicati della Polizia Nepalese: sarebbero morti tre agenti e sono previsti risarcimenti per le loro famiglie; inoltre sarebbero evasi 13.500 detenuti dalle prigioni, durante le manifestazioni, 7300 dei quali sarebbero stati nuovamente catturati; i manifestanti morti, quando i poliziotti hanno aperto il fuoco, sarebbero invece 51.
Il nuovo Governo
12 settembre. Dopo le dimissioni del primo ministro, il nuovo capo del Governo eletto è Sushila Karki, 73 anni, ex presidente della Corte Suprema nepalese famoso per la lotta alla corruzione, prima premier donna in Nepal, appartenente al partito democratico Nepali Congress. Si tratta di un Governo ad interim, la scelta è stata effettuata in modo inconsueto perché i giovani della Gen Z hanno votato online sulla piattaforma Discord. Sushila Karki ha sciolto la Camera dei rappresentanti, nonostante la contrarietà dei partiti a lei opposti; intende governare sei mesi, da settembre 2025 alle nuove elezioni del 5 marzo 2026. Oltre al ripristino dell’ordine pubblico e all’estirpazione della corruzione, dovrà cercare di abbassare il livello di disoccupazione e di ricostruire gli edifici politici.
Discord
Ci si potrebbe domandare cosa sia Discord. Non è una piattaforma online utilizzata specificatamente per delle votazioni, ma una piattaforma che permette di comunicare tramite testo, voce e video. In particolare su alcune chat si mandano solo messaggi di testo mentre su altre si inviano solo vocali e video. Esiste le possibilità di avere chat a due o chat di gruppo private, ma si possono anche creare delle community accessibili su invito o dei canali tematici, presumibilmente ad accesso libero, come su Telegram e WhatsApp, per dialogare delle proprie passioni. Ad imitazione di Zoom, la piattaforma permette anche la condivisione dello schermo. È invece innovativa la possibilità di connettere a questo social delle app esterne di gioco come PlayStation e Xbox o delle app per l’ascolto della musica come Spotify.
Protesta infrequente
Non è la prima volta che nel mondo si protesta contro la corruzione, la povertà e la disoccupazione, ma è una delle prime volte che si protesta contro la chiusura dei social, visto che il loro utilizzo risale agli anni ‘90 e Facebook è stato creato nel 2004. Da un lato è sacrosanto il diritto di parola e di libera espressione e con esso va condannata la censura e va tenuto a bada il controllo governativo, dall’altro lato non bisogna passare dalla ragione al torto usando la violenza.
Dipendenza dai social
Uno dei motori della protesta è stata l’astinenza dai social. Va evidenziata dunque la preoccupante dipendenza dai social e dagli smartphone in generale dei giovani ma ormai anche di tutta la popolazione mondiale, di qualsiasi età. La Fondazione Veronesi teme in particolare “l’alterazione del ciclo sonno-veglia al mutare della condivisione sociale offline” fino ai cambiamenti caratteriali e al sorgere di incapacità decisionali. Verrebbero riscontrate delle somiglianze tra coloro che abusano degli smartphone, i tossicodipendenti e i giocatori d’azzardo. Ancora questa dipendenza non compare sul DSM ma potrebbe facilmente comparire in futuro.
Sintomi da abuso di smartphone
È facile capire che la velocità dei social e di internet crei ansia e problemi di attenzione e che la facilità di delegare i propri compiti al computer o al cellulare crei bassa autostima, depressione e abbassamento delle capacità di svolgimento delle attività. È altresì chiaro che coloro che comunicano maggiormente via telefono si stiano nascondendo dietro allo schermo e abbiano sempre più difficoltà a relazionarsi nel mondo reale, anche per via dell’assenza di filtri e del cadere delle apparenze costruite ad arte nei profili online. Nei casi più gravi le persone sono talmente insoddisfatte della vita reale che si isolano. La tentazione di abusare del telefono potrebbe anche creare insonnia e riduzione delle ore di sonno con conseguenti sintomi fisici al risveglio. È chiaro che chi osservasse questi problemi in una persona cara, dovrebbe trovare il giusto modo per accompagnarla dallo psicologo. Nell’attesa è utile impostare delle sveglie che ricordino di spegnere i dispositivi.

















Riguardo al rogo del Palazzo Presidenziale e di altri palazzi governativi e la chiusura di molti social, ci sono stati, a mio parere,eccessi da entrambe le parti..cioè sia da parte degli enti governativi stessi sia da parte dei contestatori, soprattutto giovani..Ci vorrebbe,credo un po’ più di.misura dagli uni e dagli altri..Come sempre l’autrice spiega in modo preciso e attento lo svolgimento dei fatti.
Le triste vicende conseguenti al blocco dei social in Nepal sono state relazionate con precisione dalla relatrice con un commento sulle conseguenze di dipendenza degli adolescenti dovute a un abuso dei social. La relatrice dimostra una visione ampia di un problema giovanile dei nostri giorni.