Cosa sappiamo del Matriarcato?

Cento domande sulla sessualità

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Scienza, filosofia e religione ci parlano delle donne del passato tra miti e speculazioni, ma le prove visibili sono solo dall’archeologia

Tradizionalmente alle donne si assegna la finalità riproduttiva, sin da quando i primi ominidi scesero dagli alberi e avanzarono nella savana con le femmina che riuscivano a tenere in braccio il piccolo neonato. Si è sempre pensato che la potenza muscolare maschile favorisse l’attività della caccia alle grosse prede con la subordinata accondiscendenza delle donne, in un’attesa dedicata alla raccolta di cibo e all’accudimento di bambini.

Alla donna è stata in passato assegnata una funzione biologica e sociale diversa da quella dell’uomo, che però non corrisponde in maniera universale. Spesso è stata una risposta evolutiva  per garantire la sopravvivenza di un numero congruo di discendenti poichè la mortalità alta dei figli portava  le donne a dover sopportare più parti. Quindi una risposta culturale come ha sostenuto Claude Levi Strauss che parlava di subordinazione della donna, cruciale per la formazione della cultura e con uno “scambio di donne” come primo atto politico.

dea madre seduta, con accanto due leonesse: rinvenuta a Çatal höyük, è un reperto neolitico (6000-5500 a.C. ca.), oggi conservata al Museo della Civilizzazione Anatolica di Ankara.

Secondo Johann Jakob Bachofen nel suo libro Il Matriarcato, le donne sviluppano la cultura con uno stadio iniziale di matriarcato che riuecirà a portare fuori dalla barbarie, infatti reperti archeologici dal Neolitico all’eta del bronzo indicano che la donna era tenuta in alta considerazione nelle Società Mesopotamiche a in quella di Çatal Hüyük  in Anatolia (attuale Turchia).     

La dea madre seduta, con accanto due leonesse: rinvenuta a Çatal höyük, è un reperto neolitico (6000-5500 a.C. ca.), oggi conservata al Museo della Civilizzazione Anatolica di Ankara.

Çatal höyük era una città costruita come un alveare di abitazioni con una grande piattaforma per dormire e altre più piccole doveve veniva sepolte donne con  bambini mentre gli uomini erano sepolti sempre da soli.

Le tombe delle donne erano riccamente addobbate a mostrare il grande rilievo che avevano nella società, su 222 scheletri rinvenuti ben 136 erano femminili a confermare che erano considerate di alto rango.

Dal Neolitico provengono pitture rupestri e sculture che suggeriscono il culto della Dea Madre, prima forma di espressione religiosa dell’interazione  madre-figlio, poi nel 6200 a.C. compaiono le prime rappresentazioni di figure femminili con seni, natiche e fianchi vistosamente esagerati. Alla scomparsa di Çatal Hüyük nel 5000 a.C. faranno seguito le civiltà mesopotamiche con immense città tempio come la Babilonia di oltre 80.000 abitanti.

Migliaia di tavolette di argilla ci parlano delle dinastie dei Sumeri con una forte leadership delle donne confermata da tombe dove le regine sono state sepolte insieme ai loro servitori come i re.

Un sacrificio umano probabilmente  affrontato volontariamente da cortigiani e servitù  con la convinzione di accompagnare nel viaggio non una regina mortale ma una dea.

Heraklion Museum Creta Dea Madre foto personale

Umberto Palazzo

Cultore di Storia della Sessualità

 

 

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