Fitto ed Urso chiudono gli Ecr study a Roma

EuropaPolitica

Di

Si chiudono a Roma gli ECR Study Days che hanno chiamato a raccolta delegazioni da 18 stati membri, oltre che giornalisti, intellettuali, accademici e tecnici per tre giorni di dibattito attivo sui principali temi dell’agenda del Vecchio Continente. E’ stata una tre giorni intensa per il gruppo dei conservatori europei, in concomitanza con la festa del partito Fdi ad Atreju. I conservatori sono in una fase storica molto importante della loro storia, considerando come il loro peso in questa legislatura si sta rafforzando e sta cambiando gli equilibri del Parlamento europeo, da anni cristallizzati sulla anomala alleanza tra popolari socialisti e verdi.

L’ultima giornata ha visto la partecipazione del Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, già Co-Chairman in tandem con il filosofo polacco Legutko, del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei a Bruxelles. Proprio Fitto è stato l’artefice della grande crescita dei conservatori europei, quando dieci anni fa da semplice europarlamentare decise di aderire da solo al gruppo, Nel tempo è riuscito a creare un asse con i popolari di Max Weber.

Fitto infatti, ha sottolineato come fosse un piacere tornare tra i membri del gruppo, che aveva guidato per anni nella precedente legislatura, parlando poi di quello che deve essere il futuro della Unione: “L’Unione Europea deve fare il suo lavoro. È una realtà di 450 milioni di abitanti, ha delle grosse potenzialità. Sappiamo che ci sono delle difficoltà strutturali che abbiamo sempre affrontato. Dobbiamo cercare di creare condizioni in questa fase per andare in due direzioni: rafforzare il mercato interno superando le barriere che abbiamo, e dall’altra creando le condizioni per rafforzare l’azione esterna nel contesto europeo dialogando con tutti i diversi interlocutori istituzionali.

Dopo l’apertura di Fitto, è stata la volta dell’ intervento del ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, che si è unito al dibattito nella quarta sessione di lavoro, dedicata a Leadership industriale e sicurezza energetica: soluzioni tecnologicamente neutre per la competitività europea. Urso è certamente colui che con maggior impegno ha contribuito a far si che la commissione cambiasse approccio su alcune regole del Green deal, come quella del divieto della vendita di motori termici entro il 2035. La commissione ha aperto alla revisione del provvedimento come chiesto appunto da Urso con un non paper, presentato nel novembre dello scorso anno.

Dopo l’introduzione di Pietro Fiocchi, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e vicepresidente della commissione ENVI, sono intervenuti anche Milena Roveda, amministratore delegato di Gauss Fusion; e Aurelio Regina, delegato per l’Energia e la Transizione Energetica di Confindustria.

“Il tema della leadership industriale è più che mai nevralgico per un’ Europa a grande rischio di marginalità sia sul piano geopolitico, che economico e tecnologico. Oggi l’Europa ha bisogno di un approccio realistico e pragmatico per rafforzare la propria competitività e garantire sicurezza energetica. Come Gruppo ECR ribadiamo che la neutralità tecnologica non è uno slogan, ma una condizione essenziale”, ha dichiarato Fiocchi.

Il ministro Urso ha voluto anche elogiare il ruolo che stanno svolgendo nel parlamento i deputati dei conservatori: “Il gruppo conservatore europeo sta svolgendo un ruolo decisivo nel costruire in Parlamento una maggioranza responsabile e pragmatica, capace di unire popolari, liberali e le forze della destra riformista. Finalmente è possibile realizzare, nelle tre istituzioni del trilogo europeo, una piena sintonia e convergenza decisionale, sbloccando il processo di riforma in Europa”. Urso ha poi sottolineato come questo ruolo dell’Ecr sia ” in sintonia con quanto stanno facendo i govern europei e quindi nel consiglio europeo, come dimostrato pienamente dal documento congiunto, sottoscritto iri a Roma nel vertice bilaterale ministeriale all’interno del piano di azione Italia- Germania, dai due ministeri produttivi dei due paesi, sulle tematiche di politica industriale, fondamentali per la competitività del nostro continente,”

Dalla parole di Urso poi emerge anche  come la convergenza tra Italia e Germania sul fronte della difesa delle eccellenza automobilistiche sancisca un cambio di passo deciso dinanzi alle “eco-follie” a tutela del Made in Italy per “reggere la competizione globale”..

L’ultimo panel della giornata ha invece interessato le dinamiche di sicurezza e difesa in Europa con la partecipazione di Alberico Gambino (MEP Ecr-Fdi, VP della commissione AFET), Matteo Mazziotti di Celso (ricercatore), Reinis Poznaks (membro commissione SEDE), Elena Donazzan (MEP Ecr-Fdi, VP della commissione ITRE e parte della commissione SEDE) e Michal Dworczyk (VP commissione SEDE).

Alla stampa Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, ha sottolineato che “L’Europa per essere centrale deve rafforzare i suoi meccanismi di difesa e sicurezza in un contesto fluido, di minacce ibride e guerra cognitiva”.

Gli ECR Study Days si concludono definitivamente domani, venerdì 12 dicembre 2025, con i Gruppi di lavoro finali ma per Carlo Fidanza e Nicola Procaccini i primi tre giorni di dibattito sono stati funzionali alla diffusione del vincente “Modello Giorgia” su sicurezza, energia, tutela delle imprese e immigrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube