Edificatori / builder
In uno scritto precedente – con grande cortesia fatto proprio e quindi pubblicato su queste stesse pagine – è stato presentato un utile PROLOGO ALLA LIBERTA’ stilato dal Gran Maestro della “Comunione di Piazza del Gesù” Giuseppe Bellantonio, ha ultimato un interessante studio sulla LIBERTA’. Ora, lo scritto completo viene qui integralmente riprodotto. Questo, al pari di altri della stessa fonte, intende essere un contributo alla dialettica – ma anche alla chiarezza, specie se rivolta verso una platea ancora più ampia – che vede protagonisti gli EDIFICATORI per antonomasia: portatori di Alte e Storiche Idealità, sani Valori, Antiche Tradizioni ricche di contenuti di elevato spessore costruiti grazie al contributo da appassionati Liberi Pensatori mossi da profonda Luce interiore. Comunque non volendo trascurare che, nei tempi, la loro azione sana e trasparente è stata inficiata dall’opera insana di approfittatori e mestieranti mossi da ambizione e avidità personali, che – però – nulla c’entrano con l’autentica ARTE REALE, con gli autentici Edificatori. Questo tracciato – che vuol essere di studio, riflessione e perfezionamento, è ampia: in ogni caso, nella consapevolezza che altro ancora possa essere aggiunto.
LA LIBERTA’
Preliminarmente, si rinnova un ovvio seppur simbolico ringraziamento va a quanti – nei tempi, nel modo a loro più congeniale – hanno contributo a individuare, trattare e sviluppare studi e convinzioni circa la tematica e la problematica correlate al concetto di LIBERTA’. Persone a noi per lo più sconosciute, poiché tutto l’articolato costrutto – umano, storico, sociale, politico, umanistico, etico e morale, di governo e militare, religioso – risale, passatemi l’astrazione, alla notte dei tempi: comunque, in una progressione che ha risentito della imprescindibile concomitanza di evoluzioni e progressi correlati alla stessa formazione e sviluppo del pensiero, del filosofare, delle stesse modalità di convivenza e nell’instaurarsi di ogni tipo di rapporto tanto tra i singoli che tra e nei gruppi sociali, in tutti i settori e in tutti gli ambienti. Certamente, il tema – per le sue mille sfaccettature e per gli ovvii collegamenti anche con altri assunti ovvero con altre tematiche – ha visto un impegno che, certamente, qui risente dell’angustia di uno spazio che necessiterebbe di maggiore ampiezza, anche solo per indicare sommariamente l’iter di questo importantissimo tema; ma qui il fine è quello di lanciare i corretti impulsi per consentirne in seguito sviluppi prettamente speculativi.
A questo punto – prossimi a trattare anche di temi come l’EQUITA’, la FRATERNITA’, la GIUSTIZIA o quant’altro possiate utilmente suggerire – definisco in questo scritto buona parte del mio pensiero.
Avrete notato che spesso ho sottolineato la parola ‘origine’ riferita al concetto: questo perché nelle genti la percezione del senso di LIBERTA’ è certamente antico, pur se le percezioni, non sempre percepita correttamente, è databile negli anni che portano alla Rivoluzione Francese, all’Illuminismo, e quindi alla nascita di un modo diverso di percepire, pensare, agire e vivere. È quindi di maggior interesse l’analisi della fase più prossima a noi. Certo, oggi, nel XXI° secolo, alla luce della molteplicità e del sovrapporsi, strato dopo strato, di eventi di portata storica come pure dei conseguenti pronunciamenti anche normativi e di diritto, possiamo dire che la LIBERTA’ è oggi interpretata e vissuta come un diritto naturale, fondante, essenziale e inalienabile: per quello che riguarda l’Italia, anche garantito dalla nostra Costituzione al pari di altri diritti ugualmente importanti e ad esso collegati. Ma, persino imprevedibilmente, in questi ultimi tempi abbiamo visto un ridimensionamento e una interpretazione costante della sfera dei diritti: specie quelli relativi alla ‘persona’, persino arrivando a una vera e propria erosione di elementi portanti, sostituiti da interpretazioni ideologiche comunque deturpanti lo spirito e la lettera della stessa nostra Charta.
Ma andiamo indietro nella storia dell’Uomo. All’inizio questi non si rendeva neanche conto di cosa fosse la LIBERTA’ e di ciò che ad essa potesse considerarsi correlato o correlabile: semplicemente, la materia non esisteva, trasferendosi le azioni di ciascuno nel fare ciò che si voleva e soprattutto compiendo quelle azioni che potessero consentire di garantirgli la sopravvivenza: soprattutto nel confronto/convivenza – quasi sempre basato sulla forza – con altri esseri, specie se umani. Direi che probabilmente la LIBERTA’ (concetto quindi molto ‘successivo’, con tutti i suoi sviluppi, soprattutto a livello conoscitivo e quindi culturale) ha avuto modo di trovare un minimo di naturale espressione con le prime collettività sufficientemente organizzate, nel cui contesto prima o poi si rese necessario trovare quelle che oggi definiamo REGOLE, ossia dei veri e propri, basilari, disciplinari. Ovviamente, queste regole iniziali erano limitate all’essenziale: direi che con il tempo andavano a toccare tutto ciò a fronte del quale il concetto fors’anche istintivo di FIDUCIA poteva subire facili trasgressioni, portando a confronti e liti. Regole che hanno via via trattato, previsto, stabilito, disciplinato, sanzionato: ciò in quanto, via via che si costituivano ‘nuove decisioni’ queste integravano o sostituivano quelle precedenti.
Pensate a tutti coloro che fin dalla nascita hanno conservato in sé stessi il peso dei compiti e le eccezionali fatiche di chi li aveva preceduti: costoro ‘percepivano’ che quella fosse la loro condizione ‘naturale’ e neanche ‘formavano’ in sé stessi un pensiero di tipo diverso. Anzi, restavano grati a chi potesse loro garantire un tetto, del cibo, minime ricompense per delle fatiche e in particolar modo della ‘protezione’. Certamente, molte di queste situazioni oggi le definiremmo prossime al concetto di SCHIAVITU’: ma in quei tempi erano condizioni ‘normali’ e ‘accettate’ come parte di una vita e quindi di un destino inevitabile, quasi a seguire quello di chi li avesse preceduti e/o genera. Pian piano hanno preso consapevolezze sempre maggiori, sempre correlate alla loro quotidianità ma certamente collegate a quella LIBERTA’ che fu autentica spinta propulsiva, in particolare dall’Illuminismo in poi. Ma proprio correlato a queste incidenze, strettamente connesse ai diritti della persona, emerse con forza anche il concetto di DIGNITA’ anch’esso percepito, definito e quindi stabilito come ‘diritto naturale, imprescindibile e inviolabile’.
Quindi, al determinarsi dei valori della LIBERTA’ troviamo collegate le consapevolezze e le certezze maturate quasi contemporaneamente e legate al concetto di DIGNITA’. Un concetto, che va ben oltre ai semplici ‘diritti’ della persona. Concetti ampi, quindi, quelli tra loro interdipendenti e complementari della LIBERTA’ e della DIGNITA’.
Quindi, per me la LIBERTA’ e la DIGNITA’, lungi dall’essere un ‘diritto naturale, imprescindibile e inviolabile’ come solo oggigiorno usa definire, nel suo palesarsi e nel suo esprimersi (entrambi immateriali e solo minimamente disciplinati, in origine), rappresentano manifestazioni concrete determinatesi nel tempo, strato dopo strato, sensazione dopo sensazione, errore dopo errore, conquista dopo conquista, e fanno parte del progredire individuale; anche nel contesto di piccoli gruppi o di collettività più ampie, meritevoli di favorirne, in quanto tali, lo sviluppo, quale vero e proprio ‘potenziometro’.
Da qui, i vari sviluppi e con essi l’accrescersi delle consapevolezze: ma possiamo dire che, via via che si sviluppava la percezione di una ‘coscienza civile e civica’ (correlate tanto alla presenza individuale che a quella di gruppo) ci si accorse che l’ALBERO DELLE LIBERTA’ cresceva in modo ancor più rigoglioso non nella sua singolarità, bensì quando era parte di un ampio e meraviglioso giardino colmo di altri alti FUSTI RIGOGLIOSI, ravvivati dalla affascinante presenza di frutti colorati: metaforicamente parlando, ‘gustando’ i quali l’Uomo ha preso coscienza di tutto ciò che riconduce a VALORI concreti e autentici, certi, veri, non negoziabili, incedibili e intangibili: ecco quindi palesarsi le concatenazioni della LIBERTA’ e della DIGNITA’ con la VERITA’, con il senso di GIUSTIZIA e quindi di EQUITA’.
Quegli stessi VALORI, quegli stessi PRESIDII che – purtroppo, sempre più spesso nella contemporaneità – soggetti tenebrosi, non di rado contaminati materialmente e moralmente, tentano di distruggere per imporne di nuovi: effimeri, persino amorali, negativi e inumani, ipertecnologici ed eludenti l’essere umano e il contributo del suo intelletto; contrariamente a quella linea di pensiero, che coincide con la mia, che pone l’UOMO AL CENTRO.
Oggi, nell’immenso scenario della Storia e della Civiltà dell’Uomo, ci troviamo al centro di uno scontro tra ciclopiche entità: o si distruggerà tutto o si riuscirà a creare qualcosa di nuovo, diverso e stabile, continuando a sostenere l’Uomo al centro di un progetto antico quanto l’Uomo stesso.
Noi LIBERI PENSATORI che – a proposito di LIBERTA’, DIGNITA’ e GIUSTIZIA – abbiamo sensibilità e profondità culturale, etica e morale, di consistenza ben diversa da ciò che di disonesto molliccio e instabile possa circondarci; noi che conosciamo il valore immenso dell’AMORE FRATERNO nella sua chiave UNIVERSALE; noi che amiamo coltivare insieme dei ‘concreti desideri’ nobili e cavallereschi; noi che assistiamo al declino del LIBERO CONFRONTO e della FILOSOFIA, tramortiti dalla MANIPOLAZIONE e da un becero RELATIVISMO e quasi sempre accompagnato da un deteriore NICHILISMO come pure da un NEGAZIONISMO. Negazionismo e relativismo imposti per scardinare tradizioni, valori, consuetudini, etica e morale, stiamo soffrendo più di altri, tale da mortificare, alterare e distorcere ogni verità. Noi più di altri abbiamo la possibilità e il dovere morale di AFFRONTARE la barbarie che si va delineando, ovvero che già si sta consumando. Abbiamo anche il dovere di rappresentare che nulla è CERTO IN ASSOLUTO e che NULLA VA’ DATO PER SCONTATO, evidenziando la necessità di NON ACCETTARE ORDINI senza prima aver alimentato le nostre menti, i nostri cuori, le nostre intelligenze attraverso un lecito DUBBIO, quel DUBBIO esercitando il quale scattano STIMOLI e CURIOSITA’ per meglio approfondire, valutare, soppesare, comprendere, decidere. Un NICHILISMO alimentato dal mainstream e generato da quel PENSIERO UNICO che i FIGLI DEL MALE stanno tentando (ormai, a tutti i costi) di imporre attraverso un MODELLO privo di un concreto e autentico background: SENZA STORIA ma solo zeppo di interpretazioni e di un perenne e ciarliero cicaleccio utile confondere, stordire e imbonire. In questi casi, quel che si fa è della banale ACCADEMIA senza CHIEDERSI un PERCHE’, senza APPROFONDIRE, senza RICERCA, senza PROFONDITA’ INTERIORE: un declino che ha visto trionfare, insieme al RELATIVISMO e al NICHILISMO, un OPINIONISMO vacuo e inconsistente, pettegolo e ciarliero, confusionario e caotico, effimero quanto raramente costruttivo, carente di certezze e tale da arrecare disorientamento intellettuale, materiale e interiore. Un vero e proprio stordimento che sempre più frequentemente porta all’accondiscendenza verso gli eventi esterni, senza arrecare turbamenti, anche facendoci accettare cose che in precedenza avremmo considerato inaccettabili.
Quanto precede mi riporta al personale concetto di LIBERTA’: cioè, essere padrone di me stesso, nel tempo e nello spazio, senza consentire ad alcuno anche solo di tentare di porre delle grate alla mia mente, al mio essere PERSONA, al poter VIVERE, AGIRE, ESPRIMERMI, ESPORRE LE MIE OPINIONI, CONFRONTARMI, CRITICARE, RIUNIRMI, liberamente. Per giungere a ciò, adopero ogni mezzo per mantenermi in ARMONIA con le cose, con la NATURA e in particolare con le CREATURE VIVENTI che ad essa appartengono. In questo pormi, in questa ricerca, mi CONFRONTO continuamente (il confronto è necessario, poiché diversamente, se cadessi in errore, potrei non accorgermene: continuando nell’errore, persino aggravandolo). Diciamo quindi che TEMPERO continuamente LE MIE LIBERTA’ – e quant’altro di fondamentale – come se facessi la punta alla matita: così verificando che io stesso mantenga inalterati gli ambiti ed i limiti, senza sconfinamenti. Un processo che si riconduce alla COSCIENZA ed alla più corretta PERCEZIONE DEL SE’: con delicatezza e costanza, con umiltà quanto con consapevolezza, per acuire e quindi aumentare l’efficacia nel tracciare … nel vivere. In questo mi aiuta, e ci aiuta tutti, il porsi quanto più possibile in ASCOLTO, con l’animo rivolto al TRASCENDENTE, per poter meglio custodire me stesso, noi stessi, e la TERRA, di cui siamo OSPITI e mai PADRONI: anche quando la violiamo, la stupriamo, sentendocene i dominatori incontrastati e incontrastabili.
Per molti, queste mie considerazioni, queste mie visioni, possono apparire come SCONTATE; ma non è così, poiché la concatenazione di concetti e principii è di per sé complessa e estremamente articolata, poiché il loro sommarsi determina la nostra INDIPENDENZA.
Una indipendenza basata principalmente in quello che è il crogiuolo del tutto: la GIUSTIZIA, poiché senza di essa – elemento normativo equilibratore e disciplinante tanto l’applicazione che le precise interpretazioni e garanzie – non potremmo avere la certezza di poter fruire in modo pieno e legittimo dei nostri DIRITTI così come potremmo aver bisogno di un intervento superiore tale da agire in autonomia impegnandosi a nostro favore, a nostra tutela e garanzia. Così che non potrà esserci GIUSTIZIA SENZA LIBERTA’ e, viceversa, non ci potrà essere LIBERTA’ SENZA GIUSTIZIA.
Per ultimo, un richiamo a una riflessione comune: senza questi concetti, questi riconoscimenti, queste tutele, la nostra quotidianità pratica – al di là del filosofare – varrebbe ben poca cosa, sovrastata da angherie, ingiustizie, abusi e violenze, trascinandoci in balia degli eventi: ossia di ciò che altri deciderebbero per noi. Ciò significa che tutta questa nostra sfera, connessa al concetto di LIBERTA’ – nei suoi aspetti eminentemente civili, politici e sociali – ha ripercussioni dirette sul nostro equilibrio interiore, biologico, sulla stessa QUALITA’ e sulla DIGNITA’ della nostra VITA.
Questo è ciò che mi, ci, deve guidare e che non dobbiamo mai perdere di vista: il sentirsi collegati al TRASCENDENTE, forti di VALORI FONDANTI e di grandissima importanza, pronti ad aiutare quanti patiscono ingiustizie e angherie, quanti hanno perso o stanno perdendo la speranza, quanti sentono di vivere in una nuvola grigia, quanti hanno perso desiderio e volontà di essere a loro volta maestri per figli e nipoti, così da lasciare anch’essi una traccia feconda del loro passaggio. Non bisogna dimenticare che la VITA è come un foglio bianco, da riempire con COLORI ed EMOZIONI.
La VIA DEI PADRI, con le certezze maturate in migliaia di anni – per ciò che ci appare, l’alba e lo sviluppo del Mondo hanno origine molto, molto, più antica -, è la via del DIALOGO piuttosto che non delle URLA, la via della TOLLERANZA piuttosto che non quella dell’ABUSO e del SOPRUSO, della PACE piuttosto che non della GUERRA, del DIRITTO piuttosto che non della INGIUSTIZIA… per recuperare il meglio dell’AMORE piuttosto che non perdere tutto per ODIO e PREPOTENZA da parte di soggetti governati da AVIDITA’, CUPIDIGIA e CRUDELTA’ perché SENZA CUORE. Si deve parlare di meno, prendendo atto che ci troviamo nel pieno di una guerra sì materiale, ma soprattutto COGNITIVA, presi nelle spire di una REALTA’ SFINITA DA TIMORI E DA CONTINUE ALTERAZIONI DEI FATTI, costellata da troppe FAKE utili solo a costruire tante modeste verità ma non la VERITA’. Dobbiamo quindi concentrarci sulla nostra più autentica di VOCAZIONE di TESTIMONI DI PACE, fautori di DIALOGO e TOLLERANZA; senza perdere di vista la REALTA’ ovverosia quale sia il REALE PROBLEMA e quale la REALE e PIU’ RAPIDA SOLUZIONE. Siamo in grado di percepire tutto ciò, perché nasciamo e ci sentiamo COSTRUTTORI e non CODARDI e DISTRUTTORI, nemici dell’UMANITA’. È proprio questa ricerca continua, il mantenimento di questa SINTONIA energetica, spirituale, interiore, che mi fa star bene e mi sostiene, facendomi sentire COLLEGATO in ARMONIA con l’UNO, con il TUTTO, ricordandomi anche la mia DIMENSIONE, inclusi i miei UMANI DIFETTI: i difetti di un Essere Umano naturalmente IMPERFETTO ma continuamente PERFETTIBILE, grazie alla GENEROSA GRANDE OPERA del Sublime Artefice degli Universi, di DIO. È questa – ma non solo… – la LIBERTA’: operare per il BENE, continuando a porre l’ESSERE UMANO al centro, proseguendo nella perenne OPERA di COSTRUTTORI MA SOPRATTUTTO DI EDIFICATORI.
Giuseppe Bellantonio
















