«Buone notizie oggi per i nostri pescatori. Non subiranno alcun taglio alle giornate di pesca nel 2026. Dopo oltre 40 ore di trattative abbiamo scongiurato le proposte senza senso della Commissione Europea che chiedeva di ridurre di oltre la metà le giornate in mare dei nostri pescherecci». Con queste parole Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ha annunciato via Facebook che nel prossimo anno non ci sarà la temuta riduzione delle giornate di pesca che avrebbe messo in ginocchio le marinerie della penisola e la tenuta economica di interi distretti.
“Un altro importante risultato riguarda le quote di pesca del gambero – aggiunge ancora Lollobrigida – la Commissione aveva proposto un taglio devastante del -29%, che avrebbe colpito duramente il settore. Grazie a un’azione decisa, la riduzione è stata limitata al -6%. Sono già allo studio misure di compensazione per attenuare ulteriormente l’impatto”.
Si tratta di una grande vittoria per l’Italia, che si è battura fin dall’inizio contro l’aumento dello stop alla pesca a strascico che avrebbe avrebbe messo in ginocchio centinaia di imprese ittiche, l’economia delle zone costiere e l’accesso dei consumatori al pesce fresco nazionale, di qualità certificata, aprendo la strada a un ulteriore aumento delle importazioni. Non è un caso che la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti di pesce sia schizzata dal 30% all’85% negli ultimi quarant’anni, come evidenzia l’analisi di Coldiretti Pesca.
Il risultato è stato ottenuto nel Consiglio Agrifish grazie all’intesa tra Italia, Spagna e Francia, che hanno presentato un documento unitario, mettendo sul piatto due strumenti fondamentali: il fermo biologico, ovvero l’arresto temporaneo dell’attività, e il bando delle demolizioni già attivato dall’Italia.
Decisivo anche il ruolo della Presidenza danese, che ha guidato il confronto superando l’impostazione ideologica della Commissione e riportando al centro il principio di equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica e sociale, elemento imprescindibile per la sopravvivenza delle marinerie mediterranee.
“Ogni anno la Commissione Europea propone tagli che minacciano la sopravvivenza della flotta peschereccia – spiega il ministro – ma questa volta gli interessi della Nazione sono stati difesi con fermezza, dimostrando l’efficacia della strategia negoziale adottata. Le ragioni italiane sono state fatte valere in Europa, garantendo stabilità e prospettive di crescita a un comparto essenziale per l’economia”.
“L’accordo raggiunto al Consiglio Agrifish è un risultato di straordinaria importanza per l’Italia e per il settore della pesca, frutto del grande lavoro svolto dal Governo italiano”. Ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr Carlo CICCIOLI, componente della Commissione per la pesca (PECH). “Grazie a un’azione di governo determinata e a un’intensa attività negoziale – spiega CICCIOLI – l’Italia è riuscita a ribaltare la proposta iniziale della Commissione europea che prevedeva per il 2026 un taglio del 64% delle giornate di pesca nel Mar Tirreno. La nuova proposta della Presidenza danese riduce il taglio al 39% e accoglie integralmente le misure di compensazione avanzate dall’Italia, neutralizzando di fatto la riduzione delle giornate di pesca”.
“È un risultato concreto che tutela lavoro, imprese e futuro del comparto ittico – conclude – e dimostra come, con una visione chiara e la capacità del Governo di far valere l’interesse nazionale in Europa, l’Italia possa incidere realmente sulle decisioni comunitarie. L’impegno prosegue anche per la tutela dei pescatori dell’Adriatico”.
















