La maggioranza dei cittadini europei sembra condividere l’opinione di Trump, secondo cui i loro leader sono deboli, rispetto al presidente Usa e lo considerano più risoluto e più concreto sul tema della guerra in Ucraina. Questo secondo le risultanze di un sondaggio effettuato dalla rivista Politico,Eu ai primi di dicembre. Il sondaggio online, condotto dall’istituto di sondaggi indipendente Public First con sede a Londra, mostra inoltre che molti europei condividono la valutazione critica di Trump, rilasciata in un’intervista a POLITICO all’inizio di questa settimana, sulla relativa debolezza dei propri leader nazionali. Il sondaggio ha coinvolto oltre 10.000 intervistati provenienti da Stati Uniti, Canada e dalle tre maggiori economie europee: Germania, Francia e Regno Unito.
Per leader come il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, i numeri del sondaggio sono piuttosto disarmanti, perché sono considerati dai loro stessi elettori come coloro che finora non sono riusciti a gestire efficacemente l’imprevedibile presidente americano. In Francia, solo l’11% ha ritenuto che Bruxelles avesse gestito bene Trump, mentre il 47% ha affermato che la leadership dell’UE aveva gestito male le relazioni.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ottiene una valutazione leggermente migliore: il suo comportamento nella gestione di Trump non è considerato né buono né cattivo.
“Questi risultati dimostrano quanto Trump abbia influenzato l’ultimo anno di dibattito politico, non solo negli Stati Uniti, ma a livello globale”, ha affermato Seb Wride, responsabile dei sondaggi di Public First. “Questo vale tanto per l’opinione pubblica quanto per i politici: il fatto che così tanti credano che l’elezione di Trump, dall’altra parte del mondo, sia stata più significativa per il proprio Paese rispetto all’elezione dei propri leader lo dimostra chiaramente”.
La ricerca ha rilevato che in Germania e nel Regno Unito, oltre la metà degli intervistati ritiene che l’elezione di Trump sia addirittura più importante delle elezioni dei propri leader, nonostante sia Merz che Starmer siano saliti al potere solo di recente.
In Germania, il 53 percento delle persone ha ritenuto che l’elezione di Trump fosse più significativa per il proprio Paese rispetto all’elezione di Merz, rispetto al 25 percento che riteneva più importanti le elezioni tedesche.
Nel Regno Unito, il 54 percento ha affermato che il ritorno di Trump è stato più significativo della presa del potere da parte del partito laburista di Starmer e della fine di 14 anni di governo conservatore, rispetto al 28 percento che ha affermato che il cambio di governo nazionale avvenuto lo scorso anno è stato più importante per la Gran Bretagna.
Gli elettori francesi hanno espresso opinioni un po’ meno dure, ma il 43 percento ha comunque ritenuto che la vittoria di Trump fosse più significativa, contro il 25 percento che riteneva che l’elezione di Macron avesse avuto un impatto maggiore sulla Francia.
Mentre secondo un sondaggio di Lb21 per il giornale Affaritaliani, il 63,4% degli intervistati ritiene negative per l’Europa le politiche del presidente Usa. A promuovere il tycoon è solo il 36,6% del campione. Attenzione, però, perché il 62,6% degli italiani ritiene che le politiche europee stiano andando in una direzione sbagliata considerando la posizione di Trump.
Il 43,6% degli italiani pensa che un’eventuale uscita del nostro Paese dall’Unione europea non porterebbe alcun beneficio ma ben il 34,8% del campione crede sarebbe positivo lasciare Bruxelles e l’Unione. Senza opinione il 21,6%. Tra i partiti, nelle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia resta sopra quota 30%, Forza Italia si riavvicina alla Lega. Cala il Pd mentre crescono M5S e Alleanza Verdi Sinistra.
















