Abiteremo tutti nel bosco

Interviste & Opinioni

Di

Se qualcuno va a vivere in una capanna nel bosco priva di “agibilità” ma anche dei servizi e comfort cui siamo abituati avrà pure una qualche ragione per farlo che molti non condividono, ma molti altri non solo condividono ma li imitano come possono. Per esempio i tanti “barboni” meglio detti garbatamente homeless che, esclusi dalla vita ma incapaci di togliersela, inscenano questa forma di protesta civile non violenta, una specie di sciopero bianco ad oltranza, contro le ragioni del loro isolamento.
Ma anche quelli che lasciano la Terra natìa rifiutano a modo loro di sottostare ad un sistema che con loro è stato ingiusto. E che dire di quelli che non procreano per mancanza di fiducia in se stessi e nel sistema che la politica gli sta confezionando? Ma la stragrande maggioranza degli scontenti sono quelli che non vanno a votare ritenendo che una scampagnata o una birra con gli amici sia molto più meritevole del loro tempo che non andare ad avallare fasulle vittorie elettorali stabilite a tavolino o fasulle candidature di gente che non sa che sta a fare sulle poltrone dove sono o su quelle dove vorrebbe stare. È una rivoluzione a modo loro! Molto diversa da quelle che abbiamo studiato a scuola ma non meno “rivoluzionaria”.
A ben guardare molti stanno dalla parte dei coraggiosi che si sono rifugiati nel bosco e in cuor loro li invidiano un po’! perché li immaginano privi di bollette della luce, di obblighi fiscali, di mogli pretenziose, di cibi artefatti, di fitti da pagare, di lavoro sottopagato da cercare e non perdere, di informazione disinformante, di scuole pericolose, di parcheggi inesistenti, di droghe facili, di banche esose, di bulli in libertà, burocrazia in ogni angolo,… vorrebbero stare loro in una condizione simile, magari con qualche comodità in più, ma liberi.
Siamo in un’epoca ove si uccide con i droni cioè vilmente con macchine che possono uccidere -magari telecomandate da vigliacchi comodamente seduti a casa loro- ma che non possono essere uccise perché appunto macchine. È un mondo nel quale si diventa onorevole o presidente con il voto degli amici più stretti ben all’ombra di leggi elettorali “amiche”. È un mondo in cui nessuno ci si ritrova, e ognuno a modo proprio ma tutti -o quasi- ne vorrebbero uno più a misura d’uomo. E quindi si preferisce spesso non essere e non voler essere in vista ma di perdersi nel bosco vero o cittadino, ma sparire.
Un mondo che queste persone quando si isolano o quando non votano o quando non vogliono un figlio, bocciano senza appello dalla prima all’ultima parola. Ci attendono tempi duri!
che si fa????
Canio Trione
https://www.rainews.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube