Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica morte del ragazzo di sedici anni avvenuta a Pozzuoli mentre si recava a scuola in scooter. Una perdita che scuote nel profondo non solo la famiglia colpita, ma l’intera comunità educante, chiamata ancora una volta a confrontarsi con una morte che interrompe bruscamente un percorso di crescita, di studio e di speranza.
Questa tragedia, avvenuta lungo il tragitto più quotidiano e simbolico, quello verso la scuola, non può essere relegata alla sola dimensione della cronaca. Essa solleva interrogativi profondi sul rapporto tra diritto all’istruzione e diritto alla vita, entrambi sanciti dalla Costituzione e dalle principali convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Quando un giovane perde la vita mentre esercita un diritto fondamentale, emerge con forza una responsabilità collettiva che riguarda le istituzioni, l’organizzazione degli spazi urbani, la sicurezza delle infrastrutture e la cultura della prevenzione.
Il Coordinamento si stringe con sincera partecipazione anche attorno al ragazzo rimasto gravemente ferito, ai suoi familiari, ai compagni di scuola, ai docenti e alle comunità di Pozzuoli e di Santarcangelo di Romagna, quest’ultima colpita nella stessa mattinata da un evento altrettanto drammatico. Due luoghi diversi, un’unica dolorosa realtà: per molti adolescenti il percorso verso la scuola continua a essere un momento di esposizione al rischio.
Le immagini ricorrenti di giovani vite spezzate sull’asfalto, di zaini rimasti a terra e di banchi improvvisamente vuoti raccontano una sconfitta che non è solo individuale, ma sociale ed educativa. Il dolore non può esaurirsi nel cordoglio, né l’emozione nel silenzio. È necessario interrogarsi sul valore che il nostro Paese attribuisce alla tutela della vita dei più giovani e sulla capacità di garantire loro condizioni di sicurezza adeguate nei gesti più ordinari.
La scuola, come presidio di cittadinanza e di educazione ai diritti umani, ha il compito di alimentare una riflessione consapevole sul rispetto delle regole, sulla responsabilità e sulla cura della vita propria e altrui, ma questo impegno deve essere sostenuto da scelte istituzionali coerenti e durature. La sicurezza stradale non può essere considerata un tema marginale, bensì una questione centrale di giustizia e di diritti.
Alla memoria del giovane studente di Pozzuoli, e di tutti i ragazzi e le ragazze che non hanno fatto ritorno da un tragitto verso la scuola, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani affida un impegno morale preciso: trasformare il dolore in responsabilità condivisa, affinché il diritto a studiare non continui a essere tragicamente messo in discussione dal diritto stesso di vivere.
prof. Romano Pesavento
Presidente Nazionale CNDDU















